Enrico Steidler

“Napule è mille paure”, aggredito e rapinato Marek Hamsik. Storia di rapine e agguati

“Napule è mille paure”, aggredito e rapinato Marek Hamsik. Storia di rapine e agguati
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Grosso spavento per il centrocampista azzurro, che è stato affrontato e derubato dell’orologio da due uomini armati di pistola

Marek Hamsik

Marek Hamsik

NAPOLI, 18 FEBBRAIO – “Napule è mille paure”, canta Pino Daniele, e in effetti nessuno (a parte Aurelio De Laurentiis) potrebbe dargli torto. Fra i tanti che ne sanno qualcosa, e che hanno sperimentato queste paure sulla propria pelle, c’è Marek Hamsik, il fuoriclasse slovacco che ieri pomeriggio è stato derubato dell’orologio mentre si trovava a bordo della sua auto: “è la terza volta, che schifo!” commenta furibonda su Twitter Miska Hamsikova, sorella di Marek e moglie del nerazzurro Gargano. Nessuna ferita per il centrocampista del Napoli, che se l’è cavata con un bel po’ di spavento e tanta (comprensibile) rabbia.

UN AGGUATO PREMEDITATO – Un modus operandi semplice (ma efficace) e ben noto alle forze dell’ordine, che non hanno dubbi sulla sua premeditazione: due uomini a volto coperto si affiancano in moto alla lussuosa vettura di Hamsik imbottigliata nel traffico della tangenziale, e dopo aver rotto il finestrino intimano al giocatore di consegnargli l’orologio minacciandolo con una pistola. Subita la rapina, Hamsik – che stava andando all’aeroporto a prendere la moglie – si ferma presso una pattuglia della Polizia stradale che, raccolta la sua denuncia sull’accaduto, lo scorta poi fino all’aeroporto di Capodichino (però, non porta solo rogne essere ricchi e famosi…).

UNA LUNGA SERIE DI AGGRESSIONI – La rapina a mano armata di ieri non è che l’ultimo episodio di una storia criminale iniziata più di quattro anni fa, quando lo stesso campione slovacco fu derubato del Rolex a pochi passi dallo stadio: l’orologio fu poi ritrovato e riconsegnato al giocatore. Andò peggio a sua moglie, la giocatrice di pallamano Martina Franova, che la mattina del 22 novembre 2011 a Varcaturo, sul litorale flegreo, fu costretta a scendere dalla sua BMW X6 e a consegnarla a due uomini armati di pistola, che fuggirono subito dopo ma furono poi costretti dall’antifurto satellitare ad abbandonarla nei pressi del parco Regina Margherita. La donna, che allora era in attesa di un bambino, se la cavò “solo” con un grosso spavento.

“CIUDAD DE MIERDA” – Quattro giorni più tardi è la compagna del “Pocho” Lavezzi ad essere aggredita da due banditi e derubata del Rolex: la modella argentina Yanina Screpante sfoga poi su Twitter la sua collera (“Despues dicen que en Argentina hay inseguridad.. Napoli ciudad de mierda.. Me acaban de robar el reloj a mano armada!!! e cioè “e poi dicono che in Argentina c’è insicurezza… Napoli città di merda…mi hanno rubato l’orologio a mano armata!!!”). Scoppia quindi un mezzo putiferio mediatico (“Poteva succederti ovunque. Modera le parole. Solo a Napoli il tuo fidanzato è un Dio” è la reazione di molti napoletani alle dure parole della Screpante, che replica: “Non mi importa, se mi succede qualcosa, il mio fidanzato se ne va da qua. E io non voglio essere un Dio!”) che la stessa modella argentina, passata la rabbia, ridimensiona scusandosi su Twitter: “Chiedo scusa a tutta la città di Napoli, il mio è stato un sfogo di una ragazza impaurita, terrorizzata, dopo una rapina con una pistola in faccia. Vorrei dire anche se mi capitava in Argentina in quel momento avrei scritto lo stesso. Napoli e napoletani – scrive – vi chiedo di comprendere il mio sfogo, non potrei mai odiare o sparlare di un città così bella… Saluti“.

LE MALDESTRE DICHIARAZIONI DI DE LAURENTIIS – Nonostante l’escalation di aggressioni, il presidente del Napoli – cui la grande confidenza con la fiction fa evidentemente perdere di vista la realtà – si lascia andare a dichiarazioni francamente imbarazzanti durante un collegamento telefonico a “Stadio Sprint”: “I commenti a caldo sono dettati dall’emotività, ma Napoli non è una città meno violenta di Roma o Milano. Roma è la capitale del crimine. Che posso dire, in un periodo di recessione non si dovrebbe andare a giro con il Rolex al polso. Mi dispiace per Yanina (la fidanzata di Lavezzi, ndr), e lo spavento è giusto, ma forse non è ancora napoletana abbastanza. Napoli è una città meravigliosa e i napoletani sono generosi“.
Chissà, forse De Laurentiis allude ai quartieri spagnoli del capoluogo lombardo, o magari pensa che Scampia confini con la Garbatella…

E’ POI LA VOLTA DI ANELLUCCI, CAVANI E ARONICA – Il commento più beffardo alle parole del presidente del Napoli arriva pochi giorni dopo. E’ il 18 dicembre quando Claudio Anellucci (uno dei due procuratori di Edinson Cavani) e la sua compagna Ornella, incinta di sette mesi, vengono affrontati da due malviventi – che minacciano la donna puntandole la pistola al volto – mentre sono a bordo della loro auto e costretti a consegnare Rolex e portafogli. “Lo spavento è stato enorme” – racconta Anellucci – “Voglio però tranquillizzare tutti, soprattutto sulle condizioni di salute di Ornella, che è in dolce attesa. Stiamo bene, tutto è passato. I ladri hanno rotto il vetro dell’auto con il calcio della pistola e da lì sono partite le minacce a mano armata. Queste sono cose che possono accadere in tutte le grandi metropoli – aggiunge il manager del Matador, che sembra non cogliere la differenza fra ciò che può succedere e ciò che succede veramente – e Napoli non può essere rovinata da questi personaggi. Purtroppo, la crisi si fa sentire, e chi è disperato le prova tutte per tirare avanti. Ripeto, la cosa importante è che Ornella stia bene. Il resto conta poco“. Lo stesso Cavani, però, in quegli stessi giorni si trasferisce in una villa sorvegliata al Vomero dopo che il suo appartamento di Lucrino è stato saccheggiato dai ladri, e ad Aronica viene rubata l’auto. “Riteniamo che si tratti solo di coincidenze “ – afferma il questore di Napoli Luigi Merolla – “Sono tipologie di reati che purtroppo avvengono con maggiore frequenza nelle strade della nostra città”.

LE COINCIDENZE CONTINUANO – Trascorrono pochi mesi (luglio 2012), e anche la moglie di Cavani viene scippata dell’orologio Piaget (valore 18mila euro) nei pressi del san Paolo da due malviventi che poi fuggono in moto. “Maria Soledad è ancora sotto shock ma sta bene” – dichiara Anellucci, che poi ribadisce: “dei delinquenti non possono rovinare la gente meravigliosa che c’è qui. In molti ci hanno espresso la loro solidarietà, l’importante è che tutto si stia raccontando e che rimanga solo uno spiacevole ricordo“.
Pochi giorni prima dello scorso Natale tocca poi a Valon Behrami, alleggerito del suo costoso orologio Hublot da due malviventi armati nell’elegante quartiere di Chiaia. La tecnica è sempre la stessa (moto che si affianca all’auto e poi fugge a tutto gas).

Ora la domanda non è se ma quando e chi: a chi toccherà la prossima volta, e quando?…e dove? A Milano, a Roma?…

Enrico Steidler

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