Walter Molino

Scudetto a Forza Quattro, in Champions tutti a 55! L’editoriale di SportCafè24

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Positivo il rientro di Cassano che si presenta con un gol e un assist al rientro da titolare, e Prandelli apprezza...

Un comico siparietto tra i due "amici" rossoneri

Ancora un passo avanti della Juve che a 270 minuti al termine conferma il +3 dal Milan. Pazzo terzo posto Champions, 4 squadre a 55 punti, bagarre assoluta; Lecce e Genoa perdono entrambe e rischiano.

FORZA QUATTRO – Anche in questo turno Milan e Juve non hanno battuto ciglio liquidando fuori casa il Novara ed il Siena con 4 marcature. Che gli uomini di Conte vincessero, anche in modo largo, ce lo si aspettava, con questa lunghezza d’onda potrebbero battere molte squadre, anche ben più blasonate. Vucinic è senz’altro nel periodo sì. E ciò si vede. Il Montenegrino, quando è nei suoi momenti sì, è una forza della natura. Molti si chiedono perchè sia così discontinuo. Semplice, se fosse un giocatore continuo, adesso sarebbe a comporre il tridente di Guardiola al Barcellona. Questi sono i suoi limiti. A volte c’è, a volte no. Ma per Conte è indispensabile averlo e sfruttare quando c’è. Scelta molto condivisibile e questi sono i risultati. Altra cosa che colpisce particolarmente, è che la Juve gioca quasi sempre nella metà campo avversaria. Tutto bellissimo, però che qualcuno porti qualche videogame a Buffon in modo che possa intrattenersi nel frattempo, visto che tiri non ne arrivano (in 20 gare su 35 la porta bianconera è risultata imbattuta). La larga vittoria del Milan invece potrebbe un po’ sorprendere. Qualcuno lo aveva dato per spento, ma il rientro di Cassano ha confermato che la sua assenza è stata importante. Con tutto il rispetto per Robinho. L’arma in più però di questa squadra è Nocerino, il coniglio cacciato fuori dal cappello da Mago Galliani proprio agli ultimi attimi del calciomercato. Allegri ha senz’altro rivalutato il suo ruolo. Da interditore agguerrito del Palermo, a centrocampista di inserimento, i 10 goal quest’anno sono quasi incredibili. Senza essere blasfemi, è giusto ricordare che anche un certo Ricardo Kakà nella sua prima stagione fece 10 goal, ed il numero sulla maglia è sempre il 22, coincidenze?

QUOTA 55 – Potrò forse essere ripetitivo. Ma è importante sottolineare, che l’anno scorso dopo 35 giornate al terzo posto c’era il Napoli a quota 68, +13 sul Napoli attuale. La corsa di quest’anno all’ultimo posto disponibile per la competizione della coppa dalle grandi orecchie, è sì avvincente, ma lenta, molto lenta. E il fatto che ci siano quattro squadre con 55 punti, che sono pochi, implica l’impoverimento del livello delle squadre. Nessuna domina le altre tre. Attualmente il Napoli è terzo in virtù della classifica avulsa. E può risultare un vantaggio notevole. Anche se le altre comunque hanno partita proibitive a differenza sua. L’Inter ha il derby, La Lazio ospita all’ultima L’Inter. Le avversarie del Napoli, sembrano più abbordabili. Battendo Bologna, Siena e Palermo, con buone probabilità i ragazzi di Mazzarri (con Mazzarri?) potrebbero partecipare per il secondo anno consecutivo alla Champions League, manifestazione in cui hanno tanto ben figurato. L’Inter, seppur di misura, ha vinto, ancora una volta con il 4321 che sta esaltando le doti di Alvarez, e ci sta facendo riammirare il vecchio Sneijder. Male ancora Forlan. In panchina per tutti i 90 minuti e l’Inter ha vinto. Proprio per questo male. Stramaccioni riesce a rendere la sua squadra efficace proprio senza l’uruguagio. E’ un problema per lui. Zarate entra e segna. Milito entra e lotta. Sarà difficile riconquistarsi la maglia da titolare. Le chance le ha avute, ma non ha funzionato, pazienza. Il Napoli ancora non riesce a mettersi un gradino su. Il motivo è tendenzialmente uno. Sul 2-1 la partita la devi chiudere, sfortuna o no. Gli azzurri avranno anche giocato meglio a tratti, ma finchè non chiuderanno le partite avranno sempre difficoltà. Anche in Champions. Maggio si divorò il 4-1 e con quel goal senz’altro la finale adesso non sarebbe Chelsea-Bayern. Il goal di Simplicio sul finale che sancisce il pareggio della Roma è una giusta punizione. L’Udinese rialza la testa e dopo 3 partite senza vittoria (2 sconfitte ed un pareggio) vincendo lo scontro diretto contro la Lazio si appaia a questo mucchio selvaggio. Il solito Di Natale. La solita Lazio, il cui organico senza gente come Klose ed Hernanes, giusto per citarne due, è abbastanza povero.

IL DOPO UDINESE-LAZIO– A distanza di una settimana dai fatti di Genova, adesso ci tocca trattare quelli di Udine. Il goal di Pereyra a 10 secondi dalla fine sul risultato per l’Udinese già acquisito ha scatenato il finimondo. Figuratevi se il risultato fosse stato ancora sullo 0-0 e l’esterno ex River avesse firmato il goal vittoria. Penso che a quest’ora erano ancora tutti in campo a fare rissa. Ci lamentiamo dei tifosi. Ma calciatori, e ancora peggio i dirigenti ieri hanno dato un cattivissimo esempio. A caldo ci può stare anche qualche parolina, ma vedere persone in giacca e cravatta mettersi le mani addosso e ancor peggio Marchetti spintonare due volte Bergonzi è davvero grave. Non possiamo pretendere che i tifosi si comportino bene, se i primi a sbagliare sono gli addetti ai lavori. Il problema è socio-culturale non sportivo purtroppo. Non si discute di cambiare una squadra con una sessione di calcio mercato. Qui si deve cambiare un’intera popolazione ed è un compito alquanto proibitivo. E il calcio non è affatto un problema, ma solamente un teatro, una manifestazione di questa inciviltà.

 

LOTTA PER RETROCEDERE – Certo. Se qualche non appassionato di calcio, cominciasse a seguire la Serie A proprio in queste ultime giornate, penserebbe che Lecce e Genoa stessero lottando per retrocedere. In effetti non è così. La lotta è per non retrocedere. Anche se le squadre non ne vogliono sapere di vincere. Messe insieme le due squadre hanno fatto solamente un punto nelle ultime sei gare. Concentrandoci più sulla giornata di oggi, è triste pensare che il Lecce (che ha giocato con il vantaggio di sapere il risultato del Genoa), non sia riuscito lo stesso a vincere. I giallorossi sarebbero dovuti scendere in campo con una cattiveria agonistica e con una voglia quattro volte maggiori, sapendo che con una vittoria avrebbero scavalcato il loro ex allenatore De Canio. Ma sta proprio in questo, che i demeriti del Lecce salgono. Onore comunque al Parma, che nonostante fosse salvo, ha rispettato l’impegno. Mercoledì potrebbe essere una giornata favorevole al Genoa. A Marassi arriva infatti il Cagliari. Mentre il Lecce dovrà fare visita allo Juventus Stadium, e di vincere lì non se ne parla affatto. Il Lecce sta vivendo un dejavu dell’anno scorso quando lottava contro un’altra squadra di Genova, la Sampdoria. Ma quest’anno probabilmente l’esito sarà diverso. Specialmente se nel turno infrasettimanale i risultati dovessero essere negativi, la lotta rischia di chiudersi a due giornate dalla fine, visto che 4 punti in due gare sarebbero proibitivi da recuperare. La Fiorentina ha perso a Bergamo, ma è stata sicuramente rinfrancata dalle sconfitte delle squadre che la seguono in classifica. A quota 41, in questo campionato comunque non c’è da stare tranquilli, mercoledì matchball con il Novara.

CICLONE SCOMMESSE – Anche se, tutte queste righe potrebbero risultare chiacchiere. Se alla fine di Maggio l’inchiesta sul calcioscommesse rivoluzionerà la classifica, tutto questo parlare sarà stato inutile. Le penalizzazioni potrebbero essere pesanti, e colpire sia la lotta Champions che quella per non retrocedere. Atalanta e Lazio sono rispettivamente a rischio. Non tanto per il Novara, ma per il Cesena è stato evidente che la voglia di non arrivare ultimi è tanta. Infatti se una qualsiasi squadra dovesse essere retrocessa a tavolino, si aprirebbe qualche spiraglio. E’ triste purtroppo parlare di queste eventualità, perché la magia delle ultime giornate svanisce un po’. Purtroppo il Cesena è retrocesso sul campo, e con tutto il rispetto, merita di giocare la Serie B l’anno prossimo e vedere stravolgimenti del genere sarebbe “strano”.

a cura di Walter Molino

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