Orazio Rotunno

Milito, la caduta del Principe: a rischio la carriera di una leggenda

Milito, la caduta del Principe: a rischio la carriera di una leggenda
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Lesione del crociato anteriore e collaterale esterno: a 34 anni sarà un'impresa tornare. Idea Baros, ma è giallo sul regolamento

milito2MILANO, 15 FEBBRAIO – Ci sono certi campioni arrivati tardi nel calcio che conta, e diventati leggenda a 30 anni. Un Principe di tutti, oltre ogni colore di maglia e fede. Capace di accomunare tifosi di ogni squadra, per la loro professionalità, compostezza e classe. Attaccanti in grado di non fare solamente gol, ma di mettere in mostra un bagaglio tecnico completo ed una intelligenza tattica da fare invidia al miglior playmaker. In tutto questo, ed insieme ad oltre 200 reti in carriera, vi è Diego Alberto Milito. Ieri, potrebbe essere stata la sua ultima apparizione in maglia neroazzurra. Forse, addirittura l’ultima da calciatore.

IN ATTESA DELLA SENTENZA: L’INTER IN ANSIA – Milito verrà operato nei prossimi giorni, e sui tempi di recupero molto dipenderà dall’esito dell’intervento. Dovesse andare tutto liscio e senza ulteriori complicazioni, il Principe potrebbe tornare all’attività agonistica tra 6-8 mesi. I 34 anni che la carta d’identità rivendica beffarda, rendono la tempistica più dura da limare e soggetta a dilatarsi ulteriormente sino a toccare l’anno di stop. Il caso di Giuseppe Rossi, Ronaldo e tanti altri lo confermano: ed avevano entrambi ben dieci anni di meno al momento del crac rispetto al 22 neroazzurro. Insomma, la carriera è fortemente a rischio, per lo meno quella a grandi livelli, suoi ed in una grande squadra. Il rientro in Argentina, auspicato anche prima che si consumasse il dramma di ieri sera, diverrebbe quasi scontato: ritmi più blandi e meno fatiche per un ginocchio che si porterebbe il peso delle 35 primavere, oltre quello di un’operazione delicatissima giunta a fine carriera e dopo numerosi altri acciacchi. “Rottura del legamento crociato anteriore, della capsula del ginocchio e del collaterale esterno sinistro“, questa la prima “sentenza” emessa dagli esami preliminari a cui Milito è stato sottoposto ieri in quel di Pavia. Dopo 153 presenze e 73 gol, 6 titoli e quella notte da leggenda di Madrid, Diego Milito potrebbe dire addio alla maglia neroazzurra e a quei tifosi che non hanno mai smesso un solo istante di amarlo ed acclamarlo anche nei momenti più difficili.

DAL VICE AL POST-MILITO: STRAMA CHE TI INVENTI? – Ora occorre pensare alle alternative, e a come condurre in porto la barca nei prossimi 3 mesi. E’la grande occasione di Stramaccioni: portare l’Inter in Champions ed un piazzamento onorevole in Europa League, magari centrando anche la finale di Coppa Italia, lo consacrerebbero di diritto fra i grandi allenatori del calcio italiano. Ebbene sì, perchè ottenere questi rislutati potendo contare sui soli Cassano, già con una bassa autonomia, e Palacio per le prossime 15-20 partite considerando che non sono nemmeno delle prime punte equivale a dover prepararsi ad un vero e proprio miracolo. Alvarez e Rocchi non rappresentano al momento e nelle previsioni delle alternative all’altezza, l’ex Lazio non è nemmeno stato inserito nella lista UEFA. Occorrerà dunque pensare a soluzioni alternative, dove molto utili sarebbero stati i vari Sneijder, Coutinho e Livaja sacrificato per il modesto Schelotto e che ora sarebbe servito come il pane. Kovacic e Guarin rappresenterebbero varianti interessanti a supporto di una sola punta, che comunque potrebbe essere solo Palacio, o eventualmente Rocchi se dovesse guadagnarsi la fiducia del tecnico. Insomma, la faccia di Stramaccioni dopo il crac di Milito la dice lunga sull’importanza, non solo in temrini di gol, ma anche tecnica e tattica oltre che numerica garantita dal Principe.

Nelle ultime ore era subito circolata la voce di un’Inter sulle traccie di Milan Baros, recentemente svincolatosi dal Galatasaray. Troopo recentemente però, in base al regolamento FIFA che impedisce ad un giocatore liberatosi dal contratto con l’ex club di accasarsi in una nuova squadra se la risoluzione è avvenuta oltre i termini delle due sessioni di mercato previste, quella del 31 di agosto e del 31 gennaio. Baros ha sciolto il legame col club turco il 13 febbraio. Dunque non fattibile un’operazione in stile Saha-Lazio, utile dopo l’infortunio occorso a Klose. Eloquenti anche la parole di queste ore di Moratti, che hanno escluso qualsiasi intervento sul mercato.

Bel gesto anche dell’A.C. Milan che tramite Twitter ha rivolto i suoi migliori auguri di pronta guarigione a Diego Milito.

Orazio Rotunno

 

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