Luca Guerra

Juventus, dal sogno alla solida realtà?

Juventus, dal sogno alla solida realtà?
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Il 3-0 di Glasgow ha alimentato le sicurezze dell'ambiente bianconero. Ora Conte e i suoi fanno paura anche in Europa.

Juventus 1TORINO, 14 FEBBRAIO- Non solo un sogno, ma una solida realtà. Riecheggiando lo slogan televisivo di una celebre agenzia immobiliare, si può sintetizzare il percorso di crescita compiuto nell’ultimo anno e mezzo, dall’estate 2011, dalla Juventus di Antonio Conte. Uno sviluppo quasi inarrestabile, caratterizzato da appena 5 sconfitte (in Coppa Italia contro il Napoli nella scorsa stagione, in campionato contro Inter, Milan e Samp quest’anno e in Coppa contro la Lazio nell’anno in corso) su 79 partite ufficiali disputate, che ha portato in dote uno scudetto e la vittoria della Supercoppa Italiana, pur tra mille polemiche, in agosto a Pechino.

LA SVOLTA DI GLASGOW- Il 3-0 rifilato al Celtic, certo non avversario di lustro ma comunque arrivato agli Ottavi di Finale di Champions League, e i sette risultati utili consecutivi nel cammino verso la “coppa con le orecchie”, hanno addirittura suscitato i complimenti di Silvio Berlusconi, che ha definito «la nostra squadra», quasi fosse vestita di rossonero: un segno di ritrovata leadership in Italia dopo anni di obnubilato ed errori su campo e mercato, come quelli del post-Calciopoli sono stati. La vittoria in Scozia, arrivata su un campo dove nella Fase a Gironi era caduto il Barcellona, può essere un ideale spartiacque nella recente storia bianconera: la Juventus ha superato il confine della sorpresa e si è calata nella dimensione di nuova realtà europea con cui fare i conti.  In Champions la Vecchia Signora  ha segnato nelle 7 partite e da 4 non subisce gol. Basta per tratteggiare una squadra che sta acquistando una dimensione internazionale.

TUTTO E’ POSSIBILE?- Se lo chiedono i tifosi bianconeri, se lo chiedono anche Antonio Conte e i suoi calciatori, “soldatini”- come qualcuno li aveva tratteggiati in passato- fedeli al proprio condottiero e day-by-day sempre più convinti delle proprie possibilità. La rosa pensa a celebri sorprese europee, dalle vittorie del Porto, outsider meno quotato dei bianconeri, del Borussia Dortmund del ‘97, fino al Chelsea dell’anno scorso.  In Europa solo Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco e Manchester United oggi sembrano superiori ai bianconeri, e soprattutto hanno più qualità e l’abitudine a confrontarsi con la Champions. Una squadra composita, che a tratti impressione per tenuta difensiva e resa atletica: dalla sicurezza di Buffon, alla determinazione di Barzagli, alle geometrie di Pirlo, alla classe di Vucinic. Mancavano i gol, si diceva, e non è arrivato il famoso “top player”, rimpiazzato da un nome di scarso appeal oggi come Anelka. Le ultime prestazioni di Matri e Vucinic hanno però ridotto i rimpianti, ora bisognerà verificare se funzioneranno quando si alzerà il livello delle avversarie. Una certezza c’è: ora forse a Torino accarezzano un sogno, nell’attesa che possa diventare una “solida realtà”…

 

A cura di Luca Guerra

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