Enrico Steidler

Mourinho ha l’Inter nel cuore: “Balotelli al Milan? Per noi interisti non è un problema”

Mourinho ha l’Inter nel cuore: “Balotelli al Milan? Per noi interisti non è un problema”
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Commentando il pareggio casalingo contro il Manchester (“Non è un dramma, possiamo farcela”), lo Special One trova il tempo per punzecchiare Super Mario e far sognare i tifosi nerazzurri

Lo "Special One" Josè Mourinho

Lo “Special One” Josè Mourinho

MADRID, 14 FEBBRAIO – A volte bastano poche parole (e un semplice pronome personale) per dire tante cose, per attirare l’attenzione dei media e alimentare le voci di un calciomercato che non vuole finire mai. Josè Mourinho, così Special sia come allenatore che come comunicatore, lo sa benissimo, e non perde mai l’occasione per mettere in risalto il suo grande amore per il Biscione, lanciare messaggi a destra e a manca e dare spettacolo anche fuori dal campo, stuzzicando la fantasia di appassionati e commentatori.

Cosa farà Mourinho, infatti, si chiedono un po’ tutti dopo quest’ennesimo slancio d’affetto (e alla luce delle numerose “incomprensioni” fra il tecnico portoghese, la sua squadra e un po’ tutto l’ambiente delle Merengues)? Andrà dove lo porta il cuore, fra le braccia della sua “famiglia nerazzurra” (e di milioni di tifosi che per lui provano un affetto che la lontananza ha approfondito anziché attenuare), o prenderà la strada di Parigi (leggi Paris Saint-Germain), o di Manchester (sponda City, dove la panchina del Mancio è sempre più traballante)? Oppure, tutto è possibile, ma l’ipotesi è poco realistica, resterà alla guida del Real?

SARA’ L’OLD TRAFFORD A DECIDERE? – La risonanza provocata dalle battute su SuperMario (“Balotelli al Milan? Già quando giocava all’Inter aveva indossato la maglia del Milan in un ristorante, magari sarà felice. Per noi interisti non è un problema. Nessuna sensazione…Vedere Zanetti con la maglia del Milan, quello si che sarebbe un problema, anzi una catastrofe” ) è così forte da far quasi passare in secondo piano l’analisi del match contro lo United di sir Alex Ferguson, che ieri sera al Santiago Bernabeu ha raccolto un pareggio tanto meritato quanto prezioso: “Non è un dramma – esordisce Mourinho con apparente tranquillità – il Real è una grande squadra e possiamo vincere in Inghilterra. Loro rispettavano il potenziale offensivo del Real e hanno giocato molto basso, aspettando il contropiede. Ma, per la natura del tifoso inglese, non credo che lo United farà lo stesso all’Old Trafford”. “Hanno avuto possibilità di fare gol ma fuori dal contesto” – aggiunge il tecnico di Setùbal ai microfoni di Sky Sport – con palle inattive e su nostri errori. Noi abbiamo avuto l’iniziativa, e nel secondo tempo siamo stati l’unica squadra che ha cercato di vincere. Ma è normale, giocavamo a Madrid”.

La sensazione, al di là dell’ostentata sicurezza di Mourinho, è che nella sua squadra ci sia “qualcosa che non va” (come ha osservato Gianluca Vialli), e che a Manchester sarà dura. Quel che è certo, è che se i Blancos dovessero uscire anzitempo dalla competizione più prestigiosa le ipotesi sul futuro dello Special One, che già ora fioccano numerose, si moltiplicherebbero a dismisura, occupando non solo le pagine dei quotidiani ma anche i pensieri dei tifosi nerazzurri, sui quali le parole di Mourinho hanno l’effetto di generare sogni ad occhi aperti e di far rivivere l’intensità di emozioni ancora “fresche” – se vogliamo – eppure al tempo stesso già così “sfiorite”.

Chissà, forse Moratti ci sta facendo un pensierino: è vero che sognare non costa nulla, ma realizzare costa, e tanto (forse troppo), però, chissà, magari…

Enrico Steidler

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