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Genoa, i problemi non finiscono mai: presunta evasione fiscale

Genoa, i problemi non finiscono mai: presunta evasione fiscale
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Preziosi smentisce tutto. Zarbano: “Siamo sorpresi”

GENOA, 14 FEBBRAIO – Non bastava la deficitaria situazione di classifica al Genoa, ora si aggiungono anche i problemi con il fisco: infatti la Procura di Genova ha aperto un fascicolo nei confronti di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, ed Alessandro Zarbano, amministratore delegato rossoblu, per evasione fiscale. In pratica, sembra che il Genoa non abbia pagato l’IVA relativa all’anno 2011, per un ammontare di 8 milioni di euro. La Procura del Capoluogo ligure, aveva chiesto il sequestro dei beni per un totale di 8 milioni appunto, ma l’istanza è stata rigettata dal Gip.

In realtà, sembra che proprio il Grifone abbia segnalato il mancato pagamento di questi 8 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate, chiedendo ed ottenendo, una rateizzazione per il quale è stata già versata un prima rata. Come da prassi, l’Agenzia aveva segnalato il tutto alla Procura. L’udienza è fissata per il 25 febbraio.

Sorpresi dell’accaduto i diretti interessati. L’A.D. Zarbano, intervistato da Primocanale, emittente ligure, ha detto: Si, siamo sorpresi perchè abbiamo stipulato l’accordo per la rateizzazione (una ventina di tranche, ndr) il 18 dicembre, dunque prima del 27 dicembre, ultima scadenza utile per il pagamento. Comunque ora valuteremo le accuse che ci vengono rivolte e ci muoveremo di conseguenza”.

Anche il presidente genoano ha commentato la vicenda: “Mi dispiace l’atteggiamento usato nei nostri confronti. E’ assurdo che i giornali abbiano parlato di “presunte evasioni”. Già in passato il Genoa è stato sempre colpito ma da quando sono arrivato io si è aggravato questo clima avverso. Tutti coloro che hanno scritto sulla “presunta evasione”, dovranno rispondere: non ho mai commesso illegalità. Non sono rassegnato a subire. Spero che qualcuno prima o poi mi chieda scusa. Io l’ho fatto quando ho commesso i miei errori e spero che ora qualcuno lo faccia nei miei confronti. Ciò che mi fa molto male è che il titolo con dentro “Preziosi” faccia sempre notizia. E’ un sistema vergognoso. Non si dà importanza allo stesso modo quando una notizia si è rivelata infondata e si scrive appena un trafiletto. Mi sorprende quando c’è qualcuno che parla bene del Genoa. Non si ferma qui Preziosi, ma cerca di spiegare l’accaduto: “Abbiamo una forte liquidità, abbiamo un patrimonio molto importante. Possediamo crediti con tutte le principali società. In pratica, quella odierna è una non notizia”. Chiude con un messaggio ai tifosi rossoblu: “Non abbattiamoci quando c’è un risultato negativo e non esaltiamoci quando i risultati sono a nostro favore. Questa squadra non potrà retrocedere”.

Per concludere, vi proponiamo di seguito il Comunicato Stampa emanato dalla società, e presente anche sul proprio sito, genoacfc.it, firmato da Enrico Preziosi ed Alessandro Zarbano:

La Società ribadisce la piena correttezza del proprio operato fiscale e, pur facendo pieno affidamento sulla valutazione che i Giudici potranno dare ai fatti contestati, ritiene necessario comunicare quanto segue.

Da quanto si è potuto apprendere, è doveroso precisare come nella fattispecie non risulti contestata alcuna sottrazione di imposte, ma esclusivamente il mancato versamento nei termini dell’IVA relativa all’anno 2011, ritenendosi la Società responsabile del reato di cui all’art. 10 ter del D.lgs. n. 74/2000. Tale versamento, in realtà, è avvenuto nel pieno rispetto di un piano di rateazione concesso dall’Agenzia delle Entrate prima della scadenza del termine per il versamento, per cui si ritiene che la contestazione derivi da un disguido di comunicazione tra le Autorità preposte. La Società, infatti, ha fatto legittimo affidamento sui termini di versamento previsti dal provvedimento di rateazione, provvedendo, anzi, al versamento della prima rata in anticipo rispetto alla data concordata.

Un approfondimento della questione condurrà a escludere la ricorrenza di qualsiasi forma di illecito addebitabile alla Società o ai suoi rappresentanti, che hanno trovato da parte dell’Autorità Fiscale formale riconoscimento in un provvedimento amministrativo al quale la Società si è immediatamente conformata.

La mancata conoscenza di tali fatti, di cui ci si riserva la doverosa produzione nel giudizio, ha provocato una disinformazione mediatica che ha prodotto conseguenze dannose per l’immagine della Società e dei suoi rappresentanti, per cui è già stato dato mandato ai legali per ogni forma di tutela nelle sedi competenti.

Massimiliano di Cesare

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