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Milan, Berlusconi: “In futuro si a capitali esteri”

Milan, Berlusconi: “In futuro si a capitali esteri”
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Il presidente rossonero non chiude le porte a nuovi investitori

Silvio BerlusconiMILANO, 13 FEBBRAIO – La situazione economica del paese inevitabilmente si riflette nel calcio, per questo motivo le società calcistiche italiane guardano con attenzione e soddisfazione all’arrivo di capitali esteri. Nel calcio moderno, i “nuovi ricchi” sono gli sceicchi, i russi, i cinesi: esempio ne sono Paris Saint Germain, Manchester City, Chelsea e tanti altri. In Italia ci sta provando, ma con notevoli difficoltà, l’Inter di Massimo Moratti: trattativa avviata, e forse conclusa, con i cinesi, che però non riesce ad andare in porto per via della burocrazia cinese.

In una lunga intervista durante il forum dell’Ansa, Silvio Berlusconi parla proprio di questo argomento, anche perché, alcune voci dicono che sarebbero in arrivo capitali arabi per Mediaset: ”Mai dire mai perchè magari in futuro saremo “costretti” a farlo ove la situazione lo richiedesse. Ma se non ci dovesse essere questa costrizione siamo felici di continuare a fare del Milan una cosa di famiglia. Il Milan per me è una questione di cuore. Mi ricordo ancora quando mio padre mi portava allo stadio e non pagavo il biglietto perché ero piccolo piccolo. Guardando il calcio, i campioni, i miei eroi, ho cominciato anche a capire la metafora della vita. Ripeto, per me il Milan è una questione di cuore, anche se nel corso di questi anni ci ho messo tanti tanti capitali, forse anche eccessivi. Ma questo mi ha permesso di far diventare il Milan la squadra più titolata del mondo e io il presidente ad avere vinto più trofei. Basti pensare che il secondo dietro di me, Santiago Bernabeu, ne ha vinti la metà e gli hanno anche intitolato uno stadio”.

Poi Silvio Berlusconi chiarisce alcuni aspetti prima accennati e ne ribadisce degli altri: “Il Milan fa parte della famiglia, tant’è che sta fuori del gruppo, anche se adesso c’è mia figlia Barbara che ha cominciato a lavorarci e stiamo facendo la verifica dei conti come fosse una società del gruppo. Questo non significa comunque che siamo disponibili a far entrare nuove forze. Però, mai dire mai. Se la crisi dovesse continuare e magari ci dovesse essere qualche costrizione il discorso potrebbe cambiare. Ma per adesso siamo felici che il Milan sia un affare e un affetto di famiglia”. Conclude con una battuta sulla cresta di Balotelli: Invidio la cresta di Mario, ma purtroppo mi manca la materia prima”.

Massimiliano di Cesare

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