Enrico Steidler

Premier League: il Manchester United non perdona e prende il largo

Premier League: il Manchester United non perdona e prende il largo
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Fatale per il City la trasferta di Southampton: ora i Devils sono a +12. Sorride al West Bromwich il Monday night

Il fuoriclasse gallese Ryan Giggs, a segno per la 23a stagione consecutiva

Il fuoriclasse gallese Ryan Giggs, a segno per la 23a stagione consecutiva

LONDRA, 12 FEBBRAIO – Mancano ancora 12 giornate alla fine del campionato, ma la lotta per la vittoria finale sembra già arrivata ai titoli di coda. La disfatta del City sul campo del Southampton e la convincente affermazione dello United sull’Everton, infatti, scavano il baratro in classifica fra le due di Manchester: +12 per gli uomini di Ferguson e addio ai sogni di gloria per quelli di Mancini. E non è solo una questione di punti, che pure sono tanti, ma di forza e continuità; a tale riguardo, però, sarebbe ingeneroso criticare oltre il dovuto la squadra del tecnico jesino, che in fondo è prima fra gli “umani”: i Red Devils, infatti, lo dicono i risultati, sono di un altro pianeta, e ora solo un miracolo sportivo potrebbe ribaltare la situazione.

L’unica (e ultima) speranza per i Citizens potrebbe essere rappresentata dalla Champions: se lo United dovesse arrivare fino in fondo alla competizione, la possibilità di rosicchiare qualche punto  in campionato è concreta. Almeno per il momento, però, è molto più realistica la rimonta degli inseguitori, che non perdono colpi (soprattutto il Tottenham di Villas Boas, unica squadra della Premier, insieme allo United, imbattuta negli ultimi 10 turni) e si fanno pericolosamente sotto in classifica. Tutto da seguire, quindi, il match-clou della prossima giornata, Manchester City-Chelsea: se i Blues riuscissero a espugnare l’Etihad Stadium si porterebbero a un solo punto dal City e dalla seconda posizione, quella che vale l’accesso diretto alla fase finale di Champions (e a una barcata di quattrini). Non meno appassionante e combattuta è la lotta per non retrocedere che, a differenza di quella per il titolo, sembra ancora lontana dall’emettere verdetti definitivi. Turno favorevole, Saints a parte, solo per l’Aston Villa (vittorioso sul West Ham) e, sia pure in virtù delle disgrazie altrui più che per meriti propri, per Norwich e Fulham, che giocano a non farsi male e si accontentano dello 0 a 0. Si fa sempre più dura, invece, per il Wigan (bastonato a Stamford Bridge e ora atteso dalla delicatissima trasferta di Reading) e il QPR (che si prepara nel peggiore dei modi a ricevere la visita dello United: 1 a 4 sul campo dello Swansea).

RED DEVILS TRAVOLGENTI21 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, 62 gol fatti e +13 in media inglese. Sono questi i numeri (impressionanti) della corazzata guidata da Ferguson, una squadra che vince anche quando gioca male e stravince (asfaltando gli avversari) quando gioca bene. Ne sa qualcosa l’Everton – che pure è un avversario di quelli tosti – messo sotto in lungo e in largo e salvato in almeno un paio di circostanze da Howard, cui va il merito di aver reso il passivo meno umiliante. La verità è che all’Old Trafford non c’è gara, e dopo soli 9 minuti Van Persie (letteralmente devastante nel primo tempo) ha già l’occasione per lasciare il segno, ma il palo salva i Toffees. Al 13°, però, la buona sorte sorride ai padroni di casa e il bomber olandese, vestiti i panni del rifinitore, serve Giggs in mezzo all’area: il fuoriclasse gallese (a segno per la 23a stagione consecutiva) controlla, si libera e tira con freddezza: il pallone colpisce nuovamente il palo, ma poi si insacca alle spalle dell’incolpevole Howard. La reazione degli ospiti non arriva, e nel recupero della prima frazione i Devils raddoppiano: Van Persie salta anche il portiere e chiude il match con 45 minuti di anticipo.

CITIZENS TRAVOLTI – Ugualmente rotonda e meritata la vittoria dei Saints, che al St. Mary’s Stadium sfoderano una prestazione maiuscola e annichiliscono in un colpo solo il City e i suoi sogni: pronti, via e i padroni di casa passano con Puncheon (quarto gol in Premier per lui in questa stagione), lesto a infilare a porta vuota sugli sviluppi di un’azione propiziata da una disattenzione di Barry. Il Southampton gioca alla grande e mette alle corde gli uomini di Mancini, che al 22’ capitolano per la seconda volta: papera clamorosa di Hart che non trattiene il tiro di Rickie Lambert, sul pallone si avventa Steven Davis (a segno anche nella gara di andata) e per i Citizens cala il sipario. Inutile, infatti, il fortunoso gol sul finire del primo tempo con il quale Dzeko accorcia le distanze: troppo forti gli uomini di Pochettino per questo City (cui non manca neppure l’aiuto dell’arbitro, che nega un rigore abbastanza evidente su Jay Rodriguez), che al 48’ subisce il colpo del ko, con Barry (davvero una partita da dimenticare la sua) che infila con precisione ma nella porta sbagliata.

 
LONDINESI A TUTTO GASChelsea, Tottenham e Arsenal non mollano l’osso rappresentato dalla zona-Champions e proseguono a pieni punti la loro marcia verso l’obiettivo, con gli uomini di Wenger leggermente attardati in classifica ma non per questo meno battaglieri e determinati. I Blues superano il Wigan al termine di una gara a tratti dominata, ma sofferta e in bilico fino a pochi minuti dalla fine. Avanti di due lunghezze grazie ai gol di Ramires (splendidamente imbeccato da Torres, 23’) e di Hazard (56’), gli uomini di Benitez subiscono il ritorno dei Latics, che accorciano subito con Maloney (58’) e poi recriminano per un rigore non concesso dal signor Dean per un tocco di mani in piena area di Cahill (73’). Il match resta apertissimo fino all’86’, quando Lampard lo chiude con un tiro secco e preciso. Al 92’ Marin (subentrato a Hazard un minuto prima) firma il definitivo 4 a 1.
Molto combattuta anche la gara fra Tottenham e Newcastle, che impiega meno di venti minuti per ristabilire il pari dopo il gol a freddo subìto al 5’ da Gareth Bale (magistrale la sua punizione da 25 metri che si infila alle spalle di Krul): è il 23’ quando il francese Gouffran corona una splendida azione in velocità delle Magpies e con un tiro dal limite (leggermente deviato da Dawson) fredda Lloris. Al 52’ lo stesso Gouffran si infortuna abbastanza seriamente (brutto taglio per lui, esce in barella fra gli applausi del White Hart Lane sostituito da Marveaux) e il Newcastle, tirati i remi in barca, si difende senza particolari affanni. Il match si avvierebbe verso il pareggio se non fosse per l’incontenibile Bale, che al 77’ sfugge a Coloccini e dopo una grandissima fuga batte per la seconda volta Krul. All’87’ è ancora il giocatore gallese a dare spettacolo: controllo in corsa, tunnel e gran tiro, ma l’estremo difensore olandese gli nega la tripletta con un intervento da fenomeno. Al 94’ il Newcastle sfiora il pareggio con Ameobi, ma questa volta è Lloris a salvare il risultato. Finisce 2 a 1: Spurs a un punto dal Chelsea, Newcastle a 27 in compagnia del Southampton (e la prossima giornata vedrà i Saints impegnati proprio al St. James’ Park).
All’insegna della sofferenza anche la gara dell’Arsenal, che vince sul campo del Sunderland grazie al gol di Cazorla al 36’ e mette sotto gli uomini di Martin O’Neill sfiorando più volte il colpo del ko, ma poi, rimasto in dieci per l’espulsione di Carl Jenkinson al 62’, subisce il ritorno dei Black Cats e vive davvero un brutto quarto d’ora prima di portare a casa una vittoria che vale il quinto posto in classifica (con due lunghezze di vantaggio sull’Everton) e la possibilità di entrare in Europa dalla porta principale.

AL WEST BROMWICH IL MONDAY NIGHT – Brutto passo falso del Liverpool, che dopo le belle prestazioni offerte contro Arsenal e City cede in casa al West Bromwich di Steve Clarke e resta fermo alla poco esaltante quota di 36 punti. Eppure i Reds giocano un’ottima partita, e per più di un’ora costringono il WBA nella propria metà campo: solo la scarsa vena degli attaccanti (che risentono non poco dell’assenza di Sturridge), la fortuna e la bravura di Foster (decisivo in parecchie circostanze e soprattutto al 76’, quando neutralizza il rigore – concesso dal signor Moss ingannato dalla simulazione di Suarez – battuto da Steven Gerrard) tengono a galla gli ospiti, che all’81’ gelano l’Anfield con McAuley, abile a bruciare Agger sul cross di Morrison dalla bandierina e a infilare di testa l’incolpevole Reina. I Reds reagiscono con veemenza, ma non è serata: è il 91’ quando Romelu Lukaku (al decimo centro in Premier) supera in velocità Agger (dieci minuti finali da incubo per lui) e raddoppia con un tiro che passa sotto le gambe del portiere in uscita. Finisce in trionfo per la squadra di Clarke, mentre al Liverpool, ora, non resta che l’Europa League per dare un senso alla sua stagione.

RISULTATI 26a GIORNATA

Aston Villa-West Ham 2-1
Chelsea-Wigan 4-1
Liverpool-West Bromwich 0-2
Manchester Utd-Everton 2-0
Norwich-Fulham 0-0
Southampton-Manchester City 3-1
Stoke City-Reading 2-1
Sunderland-Arsenal 0-1
Swansea-QPR 4-1
Tottenham-Newcastle 2-1

CLASSIFICA

Manchester Utd. 65, Manchester City 53, Chelsea 49, Tottenham 48, Arsenal 44, Everton 42, Swansea 37, West Bromwich 37, Liverpool 36, Stoke City 33, West Ham 30, Fulham 29, Sunderland 29, Norwich 29, Southampton 27, Newcastle 27, Aston Villa 24, Reading 23, Wigan 21, QPR 17.

CLASSIFICA MARCATORI

19 Robin Van Persie (Manchester Utd.)
17 Luis Suarez (Liverpool)
15 Michu (Swansea)
14 Demba Ba (Newcastle, Chelsea)
13 Gareth Bale (Tottenham)
12 Edin Dzeko (Manchester City)
11 Theo Walcott (Arsenal)
11 Frank Lampard (Chelsea)
11 Rickie Lambert (Southampton)
11 Christian Benteke (Aston Villa)

a cura di Enrico Steidler

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