Enrico Steidler

Il Papa si è dimesso: “Le mie forze non sono più adatte”

Il Papa si è dimesso: “Le mie forze non sono più adatte”
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Grande stupore nel mondo per la “decisione di grande importanza per la vita della Chiesa”

Benedetto XVI

Benedetto XVI

CITTA’ DEL VATICANO, 11 FEBBRAIO – Non succedeva dal 1415, quando Gregorio XII (il veneziano Angelo Correr) lasciò il pontificato all’età di ottantanove anni. Benedetto XVI comunica la sua decisione di “rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro” durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, e la notizia fa il giro del mondo con una velocità pari alla sorpresa che essa provoca un po’ ovunque, anche in Vaticano: Un fulmine a ciel sereno commenta Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio. Sono molto scosso da questa notizia inattesa le parole di un incredulo Mario Monti. Per nulla sorpreso, invece, è Georg Ratzinger, fratello del Santo Padre: “L’età pesa su di lui. Mio fratello vuole più riposo”.

LO STORICO ANNUNCIO – “Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.

Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.

“Carissimi Fratelli” – conclude Benedetto XIV – “vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”.

LE REAZIONI – Stupore, smarrimento, ma anche rispetto e ammirazione: questi sono i sentimenti che è facile leggere nelle reazioni del mondo della politica, italiano e non solo, alla notizia delle dimissioni del Papa. “Il Papa dimostra con questo gesto grande generosità, grande coraggio e da parte mia grande rispetto” afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “È una notizia di portata storica” – commenta il leader del PD Pier Luigi Bersani“Non che questo non abbia precedenti, ma bisogna risalire a secoli fa”. “È doveroso – sostiene il segretario del Pdl Angelino Alfanoriconoscere la grandezza di un pontificato e di un papa che ha saputo vedere al cuore della crisi del nostro tempo individuando dietro e prima della crisi economica una crisi antropologica. Per questo lo ringraziamo, solitamente ciò si dice quando il Papa non c’è più, questa volta il Papa c’è ancora e glielo possiamo dire in vita, consapevoli che potrà continuare il suo magistero morale”. “Sono ammirato di fronte a un gesto di grande responsabilità, che risponde a una finalità nobile e alta e che riguarda il governo della Chiesa Universale”, le parole di Silvio Berlusconi. Anche a giudizio di Antonio Ingroia (leader di Rivoluzione Civile) quello di Benedetto XIV “è un atto di responsabilità che va rispettato”, mentre per Gianfranco Fini è un gesto che “scuote le coscienze dei credenti e riempie di rispettosi interrogativi ogni essere umano”.
Per Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, “il governo tedesco ha il massimo rispetto per il Santo Padre, per ciò che ha fatto, per il contributo della sua vita a favore della Chiesa cattolica”. Gli fa eco François Hollande, presidente della Repubblica francese, che parla di decisione “altamente rispettabile”.

La notizia delle dimissioni del Papa “ha scioccato e sorpreso tutti” – ha dichiarato l’arcivescovo Vincent Nichols, capo della chiesa cattolica di Inghilterra e Galles, ma bisogna “riconoscere che è stata una decisione di grande coraggio e di lucidità di mente e azione”. Ma anche di onestà, secondo il portavoce della chiesa copta egiziana, vescovo Angelos: “È un atto di grande onestà da parte del Papa, quando si è reso conto che la sua salute non gli permetteva più di assolvere le responsabilità del suo incarico, di annunciare il suo ritiro”.Ho avuto il privilegio di firmare con lui un patto sulle conversioni religiose, relativo alle attività missionarie” afferma Yona Metzger, Rabbino Capo di Israele. “Sono rimasto molto colpito dalla sua personalità, e voglio pensare che la tradizione da lui iniziata sarà portata avanti. Gli siamo grati per essere rimasto fedele alla strategia del suo predecessore di rafforzare i legami col popolo ebraico e con il rabbinato di Gerusalemme. Papa Benedetto XVI ha fatto molto per impedire e ridurre l’antisemitismo. Inoltre la questione della pace israelo-palestinese” – conclude Metzger – “era particolarmente vicina al suo cuore”.

Canta decisamente fuori dal coro, invece, un’associazione australiana che rappresenta le vittime di abusi sessuali commessi da sacerdoti. Il portavoce dello Snap (Survivors network of those abused by priests), infatti, ha dichiarato: “Le vittime hanno accolto con favore le dimissioni di un funzionario della chiesa che ha un immenso potere e che ha fatto così poco per fermare il regno del terrore dei preti molestatori di bambini”.

Non “canta” affatto, invece, la Cina, dove la notizia è stata praticamente “oscurata”, tranne qualche rara eccezione, dai media.

a cura di Enrico Steidler

Share Button