Orazio Rotunno

Inter, rinascita col freno a mano: in bilico Milito, Strama e progetto

Inter, rinascita col freno a mano: in bilico Milito, Strama e progetto
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Striscione chiaro e conciso dei tifosi neroazzurri ieri sera sugli spalti: dirgenza nel mirino, si chiede rispetto

Stramaccioni-MorattiMILANO, 11 FEBBRAIO – L’Inter riparte, e lo fa nel suo stile: fra strascichi polemici, gioie contenute e domande sul futuro. Nella serata del ritorno al gol del Principe, ci si domanda cosa farà l’anno prossimo, se rimarrà sino a termine del contratto in scadenza nel 2014, o tornerà in Argentina. Si valuta Stramaccioni, al primo step importante di avvicinamento al derby, entro il quale si definirà molto del cammino neroazzurro fra Europa e campionato, con conseguenti scenari diversi per l’anno venturo. E c’è una tifoseria che prende finalmente posizione: striscione inequivocabile in curva nord, con un unico destinatario: il Presidente Moratti e la dirigenza-Inter.

PAROLA AL CAMPO, INTER DISCRETA PER UN MEDIOCRE CHIEVO – E’bastata un’Inter così e così per avere la meglio di un Chievo piuttosto scialbo ieri a San Siro. Sufficiente un Cassano ispirato, che con gol ed assist ha la meglio in una partita che comunque ha messo in luce i soliti problemi interisti. Su tutti la difesa: il gol dell’1-1 è solo l’emblema delle amnesie anche ieri palesatesi spesso fra la retroguardia neroazzurra. Prima e dopo il gol di Rigoni, su calci piazzati, la difesa ha mostrato gravi lacune in fase di marcatura lasciando completamente soli diversi gialloblù che solo per sfortuna e bravura di Handanovic non hanno trovato il gol. Stramaccioni su questo avrà tantissimo da lavorare, dando per garantito un contributo offensivo comunque importante in questa stagione, seppur fra alti e bassi. Il ritorno di Samuel sarà manna dal cielo, ma lasciare in tre occasioni liberi di calciare nella propria area uomini avversari è un lusso che non ti puoi concedere, nemmeno contro il Chievo. L’Inter con Milito ritrova quella verve in attacco che aveva contribuito in maniera importante alla striscia autunnale di 10 vittorie consecutive dei neroazzurri, sostenuti da un centrocampo ora arricchito di importanti elementi, su tutti Kuzmanovic. Non un fenomeno, ma quel giocatore di ordine e sostanza che mancava terribilmente all’Inter. Ritorno in buona forma di Nagatomo e Cambiasso: in attesa di un Kovacic sfortunato, ieri lieve distorsione nel riscaldamento, e di Guarin squalificato, la corsa al terzo posto è a portata di mano: e l’Europa League può rappresentare la grande chance a livello continentale degli uomini di Stramaccioni.

POST-PARTITA INFUOCATO, STRISCIONE AL VELENO – Il primo a parlare è Diego Milito, tornato a giocare e segnare ieri sera, confermandosi amuleto dell’Inter: 9 centri in 8 partite, tutte vinte. “Io qui sto benissimo e l’ho detto tanto volte, intendo onorare il mio contratto fino al 2014, ma nel calcio non si sa mai, dipende anche da cosa intende fare la società“. Sulla situazione di classifica e il periodo recente risponde, “Fuori si soffre tantissimo. Dobbiamo continuare così, questa è la strada da seguire. Non siamo mai stati malati e ora, grazie all’arrivo di qualche rinforzo, possiamo tornare a guardare avanti“. Stramaccioni con orgoglio ribadisce i concetti della vigilia invece, e rilancia la volata-Champions: “Di positivo ho visto il segnale di un gruppo che si sente squadra, che non è assolutamente morto. Abbiamo mostrato la rabbia accumulata dopo l’ultima partita e alla fine si è vista una prestazione piacevole, subendo tutto sommato poco. Lo spirito di squadra era il segnale che volevo e l’ho visto. Abbiamo giocato da Inter“. Parla anche il Presidente, e non manca una nota polemica: “In alcune partite potevamo essere meno danneggiati ed era il momento in cui pensavamo di poter dare di più, per il resto abbiamo commesso alcuni errori e domenica scorsa non abbiamo fatto una bella gara“. A partita iniziata la Curva Nord ha esibito uno striscione, breve ma diretto: “Società e squadra avanti con il progetto ma non mancateci di rispetto“.

Ieri è stato anche il giorno del rientro di Stankovic, dopo un calvario lungo 9 mesi: calorosissima l’accoglienza dei tifosi verso uno dei legendari protagonisti del triplete e degli anni d’oro neroazzurri. “Ho pensato tante volte dopo l’infortunio di ritirarmi, ma ho ricevuto grande affetto da tutti. Ora ho bisogno di tempo per rientrare al top, ma sono felice“.

Orazio Rotunno

 

 

Share Button