Giovanni Nole

Le pagelle di Lazio-Napoli: top Floccari e Campagnaro, flop Behrami

Le pagelle di Lazio-Napoli: top Floccari e Campagnaro, flop Behrami
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floccari31VOTI LAZIO

MARCHETTI 7 – Soffre un pochino le conclusioni napoletane di Hamsik e Zuniga nel primo tempo, forse perché abbastanza improvvise dopo un primo tempo dominato dalla Lazio, e dunque a guanti freddi. Poi nel secondo tempo decide di accendere la stufetta e tornare il golden guy che abbiamo ammirato quasi sempre in questo campionato: prodigioso negli interventi sulle missilate di Inler, Pandev e Hamsik: ancora una volta, si rivela l’uomo in più di questa squadra riveLAZIOne del campionato. QUARTO MEMBRO DEI PRODIGY

KONKO 6,5 – Buonissimo terzino: ci sa fare in fase difensiva e offre spunti davvero interessanti quando c’è da proporsi in avanti: è infatti suo il cross perfetto su Floccari che porterà al vantaggio dei biancocelesti proprio con la punta ex-Parma. Nel primero tempo gestisce tutto con estrema tranquillità, come farebbe un qualsiasi giocatore della nazionale brasiliana contro le isole Tahiti. Ma nel secondo c’è quel pazzo di Insigne che lo fa ammattire. Nel complesso, comunque, buona prova. TERZINHO

ANDRE DIAS 7 – Se giochi contro quei feroci di Cavani, Hamsik, Insigne e Pandev e non sbagli manco l’allacciatura delle scarpe, non puoi non meritare questo voto. Praticamente perfetto, non commette sbavatura alcuna, dimostrando alla mamma che, quando gli obbligava a mettersi la bavetta da piccolo, aveva torto. Lui se la mangiava, la bavetta. IL CARTELLO STRADALE STOP

BIAVA 7 – Copia la descrizione su Dias, incolla qui. Anche la parte della bavetta. Se il Napoli crea pericoli solo da fuori area, un motivo c’è: attento in marcatura, fa valere sempre la sua esperienza, e sui contrasti di testa è il migliore. IL CARTELLO STRADALE SOSTA VIETATA

RADU 6,5 – Soffre di attacchi di gelosia quando Mesto lascia il campo per far posto ad El Kaddouri. Fino a quando l’ex Genoa rimane in campo, infatti, la vita in campo del romeno è facile e spensierata quanto quella di un fanciulletto. Nel secondo tempo le cose si complicano, ma mantiene la calma e porta a casa la pagnotta. EASY JOB

ALVARO GONZALEZ 6+ – E’ quell uomo fondamentale che alza il sipario per far iniziare l’opera teatrale. Non si prende tutte le luci della ribalta, ma è onorato di far da lampadina per i suoi compagni: corre, corre tanto sulla fascia, crea spazi, si propone ed è bravo in fase di marcatura. Alla lunga cala per la stanchezza e si vede, ma ha dato tutto quello che poteva dare. L’UOMO OMBRA (al suo posto SAHA SV)

CANDREVA 7 – Giocatore sottovalutatissimo, ma visto quello che sta facendo la Lazio in questo campionato, sembra aver trovato finalmente la sua dimensione nell’universo. Centrocampista eccezionale: corsa, grinta, qualità e tecnica nelle sue vene. Se la intende alla grande con i suoi compagni, e quando può è pericolosissimo con le sue conclusioni dalla distanza. Se la Juve ci avesse visto bene fino in fondo in lui quando lo prese in prestito dall’Udinese, probabilmente ora staremmo parlando in un top player del centrocampo azzurro: convocazione in Nazionale più che meritata. L’UOMO NUOVO

MAURI 6 – Vabbè vai, voto tecnico. In fondo, nessuno sa se nel caso fosse rimasto in campo cosa avrebbe fatto. Magari avrebbe triplettato il Napoli e mandati tutti a casa da solo. Boh. Per cui, 6 di fiducia e simpatia. SFORTUNATO (al suo posto LULIC 5,5 – Aggressivo e grintoso come suo solito, però quando sei di fronte al portiere solissimo non puoi sprecare così, è l’essenza del calcio metterla in rete quando ci sei solo tu e l’estremo difensore in estrema confidenza, anche se fai il terzino. O il portiere. SCIUPONE)

LEDESMA 6 – Ovvero il voto media tra il 7 tutto sicurezza, possesso palla e regia del primo tempo e il 5 tutto errori, confusione e pressione della seconda frazione di gioco. Ma d’altronde non è un mediano, e se il Napoli spinge abbestia da quelle parti poco ci può fare. Salva capre e cavoli. DUTTILITA’ E’ IL MIO QUINTO NOME

HERNANES 6- – Fa pochino. Non che giochi male, anzi: nel primo tempo il centrocampo è tutta roba sua, e con Behrami ha la vita facile. Tolto Behrami e col Napoli indiavolato, finisce le munizioni. In generale era da lui che ci si aspettava qualcosa in più, ma per fortuna i suoi compagni hanno aiutato parecchio in un momento di poca inventiva per il centrocampista brasiliano. LAMPADINA SPENTA (al suo posto CANA 6 – Lotta in mezzo al campo, guerriglia per quel che può)

FLOCCARI 7,5 (MIGLIORE IN CAMPO) – ‘L’occasione  fa l’uomo ladro’: si dice così, no? Beh, allora Floccari è un most wanted con l’FBI alle costole. Approfitta del serio e lungo infortunio di Klose per ricordare agli altri e soprattutto a se stesso che razza di attaccante è: uno di quelli buoni, a cui puoi affidare le chiavi dell’attacco della squadra terza in classifica del massimo campionato di calcio Italiano. Segna, crea occasioni, piglia pali e traverse: con un po’ più di fortuna, si sarebbe portato anche il pallone a casa. Ma per il momento, alla Lazio va bene così. RISERVA DI LUSSO

All.PETKOVIC 7 – Ultimamente la Lazio sta raccogliendo pochi punti, ma almeno oggi avrebbe meritato bottino pieno. Non ha molte scelte di rosa, per cui con gli stessi 11 di quasi sempre qualcosa se la doveva pure inventare contro un super Napoli. E di fatti, ha il coraggio di inventarsi una Lazio super propositiva ed aggressiva, contro ogni pronostico e contro una squadra, quella Partenopea, che di certo non regala nulla. La Lazio fa malissimo in contropiede, e in generale, tatticamente domina l’avversario. Nel secondo tempo cala per stanchezza, ma ci sta. CORAGGIOSO

 

VOTI NAPOLI

DE SANCTIS 5,5 – Un buon portiere, nulla più. Ma come ho sempre avuto modo di ribadire, non è un portiere da grande squadra che punta al titolo. Si dimostra alcune volte insicuro sia sui bloccaggi sia sui rinvii, ma in ogni caso per sua fortuna non deve pagarne le conseguenze. Poco può fare sul gol a distanza ravvicinata di Floccari. TRABALLANTE

NEWS_1308076893_Hugo_CampagnaroCAMPAGNARO 7,5 – Mostruoso. In difesa è una belva, aggredisce tutti con gentilezza come la Bestia che si propone con classe alla Bella nonostante qualche difettuccio fisico. Nelle chiusure è brillante e preciso, domina il reparto difensivo. E poi oh, segna un gol della madonna. IL RISOLUTORE

CANNAVARO 5+ – Non brillante come il compagno di reparto sopra citato, anzi. Nel secondo tempo, si impappina e regala il match point a Lulic, che – dopo i dovuti ringraziamenti a San Gennaro – spreca clamorosamente. Soffre tantissimo Floccari, e si vede. IN BAMBOLA

GAMBERINI 5 – In enormi difficoltà come Cannavaro. Parte malissimo, gli avversari sembrano sorprenderlo ad ogni ripartenza come un ovetto Kinder sorprende ancora noi tutti giovani fanciulletti. Ci mette tempo prima di capire che il suo mestiere è far da difensore e non da ubriaco errante, e lo capisce forse troppo tardi. SPAESATO

MESTO 5- – E’ una riserva, nel caso in cui nessuno l’avesse notato. Ma per fortuna ci sono io a ricordarvelo. Forse però anche Radu che lo annulla su ogni azione poteva servire come promemoria. Esce giustamente a inizio ripresa. I DON’T BELONG HERE (al suo posto EL KADDOURI 6,5 – Ci mette tutta la volontà che ci metterebbe un giovane ragazzino ad una delle sue prime opportunità di brillare in un grande club. Non sciupa quest’occasione, e dal suo calcio d’angolo nasce il gol del pareggio. POLO POSITIVO)

BEHRAMI 5-(PEGGIORE IN CAMPO) – Pure lui, è così spaesato che diventa masochista all’improvviso e si infortunia da solo, come quando mandi in confusione un Pokemon e questo inizia a colpirsi da solo (non me ne vogliate, ma ho adorato Rosso Fuoco). L’impressione è che presto perderà il posto da titolare, con Dzemaili, oggi indisponibile, a prendere il suo posto. LA SOFFERENZA (al suo posto INSIGNE 7 – Il cambio che ci voleva: fa ammattire Konko sulla destra e con i suoi guizzi è sempre un pericolo costante. Ma perché non gioca mai titolare? Assurdo. ARIA FRESCA)

INLER 6+ – Quando le cose si mettono male (malissimo, nel primo tempo), lui decide di crescere e di prendere in mano la squadra, così, da un punto all’altro, senza spiegarcene i perché. Le sue bordate da fuori fan terrore, ma Marchetti è lo scaccia incubi ideale per la Lazio. Bene bene nel secondo tempo, guida i suoi verso il pareggio. IN LUNA CRESCENTE

ZUNIGA 5+ – Di spingere spinge, e pure tanto, ma si fa trovare spesso disattento in fase difensiva. In generale, non incide più di tanto; pericoloso in un’occasione, quando intuisce genialmente che Marchetti qualcosa nella sua vita potrebbe pure sbagliarla e tira una mina sul quale il portierone laziale respinge così così. Per il resto, una presenza in campo non memorabilissima. INSIPIDO (al suo posto CALAIO’ SV)

HAMSIK 6,5 – L’è un gran giocatore, e quando uno l’è un gran giocatore, l’è un gran giocatore anche nei momenti bui. Trascina a forza la sua squadra fuori dall’uragano Lazio, crea spesso pericoli dalle zone di Marchetti e quando c’è da sacrificarsi per il team lo fa con piacere. Anche se non segna, anche se non fa assist, si rivela sempre e comunque un top player preziosissimo. PROFETA

PANDEV 5+ – Non fa mancare mai i suoi movimenti, la sua corsa e la sua grinta, però se magari fosse meno sacrificio e più precisione tecnica qualcuno a Napoli ringrazierebbe volentieri. Sbaglia tanto, troppo. Rimane comunque in campo perché in avanti rappresenta un pericolo costante, ma anche lui incide poco. COMPASSATO

CAVANI 6,5 – Crea due importantissime occasioni da rete in mezzo ad una difesa imperforabile, e questo significa già tantissimo. Con un colpo di testa prende una traversa interna-rimbalzo sulla linea, e con l’altro manda di poco a lato. Non è fastidioso come sa esserlo, ma forse stavolta non è ‘merito’ suo. FIGHTER

All. MAZZARRI 6,5 – Ha il coraggio di disporre in campo un Napoli finalmente ultra offensivo solo in situazione di svantaggio, ma di fatto azzecca i cambi: Insigne e El Kaddouri cambiano il volto della partita. Ma forse, proporli dal primo minuto non sarebbe stata una bruttissima idea, soprattutto per contrastare una Lazio con la settima marcia bloccata con i suoi stessi mezzi. NON ANNEGA

A cura di Giovanni Nolè

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