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Sampdoria: Icardi e Zaza, tra presente e futuro

Sampdoria: Icardi e Zaza, tra presente e futuro
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Classe, tecnica, corsa, fisico e movimenti da grande numero 9 argentino, perché è da lì che viene, dalla città di Leo Messi, Rosario

Mauro Icardi SampdoriaGENOVA, 6 FEBBRAIO – Giovani attaccanti crescono, spuntano, vengono e vanno, e andranno.
Il primo non può che essere lui, l’oggetto del desiderio di tantissimi club italiani e non: Mauro “Maurito” Icardi. I suoi numeri e le sue prestazioni sono sotto gli occhi di tutti. Da quando ha messo piede in campo nel derby contro il Genoa, chiudendolo con il gol del 3 a 1, è entrato nel cuore dei tifosi. A dir la verità aveva anche messo dentro una palla importantissima per l’accesso ai playoff a Castellammare lo scorso campionato di B. Quando gioca, si nota.

Due gol a Torino, a Buffon, poi 4 al Pescara ed è già a quota 7. Classe, tecnica, corsa, fisico e movimenti da grande numero 9 argentino, perché è da lì che viene, dalla città di Leo Messi, Rosario. Con “La Pulce” condivide anche il destino blaugrana, da dove la Sampdoria lo prelevò per circa 400mila euro nel 2011. Una plusvalenza già scritta, praticamente già realizzata. Ha tanto da migliorare il ragazzo, sbaglia qualche gol apparentemente facile di troppo, ma tempo ne ha. 12, 15, magari 20 milioni, quello che vale ora e che potrebbe valere a fine campionato.

Il suo contratto in blucerchiato scadrà a giugno 2015, la Samp sta provando a prolungarglielo, ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo i procuratori, brutta gatta da pelare. Un ingaggio al pari di Obiang, 400mila euro a stagione invece dei 60mila da Primavera, sembrano non bastare al suo entourage, che ne vuole 7, magari 800mila.

Il Napoli lo brama e sembrava aver chiuso per lui già nella finestra appena finita, la Juventus lo cerca, l’Inter lo gradirebbe eccome. Ma anche il Chelsea, il City e il Tottenham. Insomma, il niño del partido ha mercato, e Osti lo sa.

A gennaio lo ha trattenuto, ma a giugno se ne parlerà. Vaglielo a spiegare a un 20enne che la Champions, la Nazionale albiceleste, i soldi che quasi piovono dal cielo, sono cose da niente. Lo sport è fatto anche di ambizione, ed è giusto così.

L’altro, sempre attaccante, è Simone Zaza. Due anni più “vecchio”, ma un’esplosione che seppur tardiva sta arrivando. Basti vedere che gol ha realizzato nell’ultima partita con l’Ascoli. Un passato all’Atalanta, poi l’approdo in blucerchiato. Esordisce in Serie A proprio con la maglia della Samp e proprio in unn derby, poi viene dato in prestito prima al Viareggio, alla Juve Stabia e poi all’Ascoli. In bianconero sta facendo faville, è già arrivato a 13 gol e Osti lo voleva riportare a Genova già a gennaio, visti i tanti infortuni del reparto offensivo. Il ragazzo ha però risposto di no, vuole finire la stagione ad Ascoli per concludere quello che ha iniziato, e poi rinnovare con la Sampdoria.
Una scelta matura, condivisibile e azzeccata. La gavetta serve, e sempre servirà.

E allora forse sarà lui il sostituto di Icardi, se dovesse partire. La Samp si ritroverà il bomber in casa, un’altra volta, con quella cresta alla Balotelli che tanto piace ai giornali. Così come piace parlare dei gioielli blucerchiati, senza portare il dovuto rispetto alla società, vista troppo spesso solamente come un supermercato da svaligiare.

Simone Calucci
Twitter: @simoclx

 

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