Redazione

Cagliari, continua l’odissea dello stadio Is Arenas

Cagliari, continua l’odissea dello stadio Is Arenas
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La Prefettura nega l'utilizzo dello stadio Is Arenas e Celino minaccia di non giocare

Is ArenasCAGLIARI, 6 FEBBRAIO –  È di nuovo caos per lo stadio ‘Is Arenas’, la Prefettura ha negato il permesso per disputare la partita  Cagliari-Milan nell’impianto di Quartu Sant’Elena. Quello dello stadio è diventato il vero leit-motiv della stagione rossoblù, un problema iniziato già l’anno scorso con la struttura cagliaritana del Sant’Elia e continuato fino ad oggi con lo stadio di Quartu.

Questa volta il motivo del diniego prefettizio è il mancato completamento dei lavori riguardanti la messa in sicurezza dello stadio, nel particolare si parla del collegamento dati con la Questura e dell’impianto di audio-videosorveglianza. La società di Cellino si dice in grado di completare i lavori necessari entro domenica, per questo motivo, nella giornata di ieri, è partita la richiesta di un nuovo sopralluogo per avere il tanto sospirato ok.

Il presidente nel frattempo non ha certo mostrato il lato morbido di sé, come riporta La Gazzetta dello sport, Cellino ha perentoriamente dichiarato che l’incontro con il Milan “o si gioca a Is Arenas o non si gioca”. In realtà un rinvio del match non converrebbe a nessuno, né alle squadre né alla Lega, quindi è possibile, qualora non arrivi l’autorizzazione ad aprire lo stadio a tutti gli spettatori che ci sia l’ok a disputare la partita con i soli cinque mila abbonati. È chiaro che la soluzione non potrà certo arrivare domenica mattina ma si dovrà decidere entro le prossime ore, visto che bisognerà dare tempo agli organizzatori di predisporre la regolare messa in vendita dei biglietti, specie per il settore ospiti, e se fosse messa a rischio la partita stessa, sarà necessario rinviarla predisponendo per tempo tutti gli atti, formali e sostanziali, per un rinvio secondo regolamento della partita. È utile ricordare che già una volta, alla terza di andata, Cellino arrivò allo scontro con le istituzioni. In quell’occasione, era  la partita contro la Roma, il presidente invitò i tifosi a presentarsi allo stadio nonostante la Prefettura avesse scelto di far disputare il match a porte chiuse; la querelle si risolse con un rinvio che si trasformo in 0-3 a tavolino per i giallorossi. Se Cellino vuole evitare di incorrere in una nuova sconfitta a tavolino è chiaro che non potrà forzare più di tanto le decisioni degli organi preposti.

Giulio Figlia

Share Button