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Palermo, Malesani l’erede del Gasp. Ancora una volta Zamparini cambia tutto

Palermo, Malesani l’erede del Gasp. Ancora una volta Zamparini cambia tutto
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Il presidente Zamparini decide di dare il benservito sia a Gasperini che a Lo Monaco, al loro posto Malesani e l'ex direttore Perinetti

lo monaco zampariniPALERMO, 5 FEBBRAIO – Nuova ed ennesima rivoluzione del vulcanico presidente Zamparini. La sconfitta di domenica è costata la panchina al tecnico Gasperini che, proprio alla quarta giornata dell’andata, aveva a sua volta sostituito Giuseppe Sannino. Al posto del tecnico esonerato è stato chiamare a guidare la squadra il veronese

Alberto Malesani, allenatore con quindici anni di esperienza in sere A sembrava, ad inizio carriera a Chievo, Firenze e Parma, destinato a grandi palcoscenici ma nelle ultime stagioni, complici anche i non eccelsi organici a disposizione, è stato spesso esonerato o è subentrato non riuscendo comunque mai a staccare le proprie formazioni dai bassi fondi della classifica.

Il nuovo mister, per il quale non è al momento prevista una classica presentazione, ha rilasciato delle brevi dichiarazioni alla stampa al suo arrivo al Falcone-Borsellino. Si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere la salvezza anche se, conscio della difficoltà dell’impresa, ha sottolineato come sia decisivo riuscire ad azzerare mentalmente tutto quanto accaduto fino ad oggi facendo finta che sia iniziato un nuovo e particolare campionato di sole quindici giornate. Ad assisterlo, nella qualità di vice, ci sarà Ezio Sella che a Palermo ha già fatto una fugace e felice apparizione: nel 2001 sostituì Sonzogni a due giornate dalla fine e facendo i sei punti che promossero il Palermo in serie B.

La sostituzione dell’allenatore, ad ogni modo, non è un cambiamento tale da qualificare come “rivoluzione” quello che sta accadendo in seno al club siciliano. Oggi sono arrivate anche le dimissioni dell’a.d. Pietro Lo Monaco. Le incomprensioni, ma è probabile che già da tempo vi fossero degli attriti, tra il dirigente e il patron sono scoppiate tra domenica e lunedì, quando Zamparini ha deciso senza consultare il suo amministratore delegato di esonerare Gasperini e mandare in ritiro la sua squadra; a questo si aggiunga che l’ormai ex-dirigente premeva per l’ingaggio di Pasquale Marino, con il quale aveva lavorato bene a Catania. È evidente che la frattura è apparsa da subito insanabile se Lo Monaco ha deciso di abbandonare la società giudicando “inevitabili le dimissioni” in una breve dichiarazione alla stampa rilasciata mentre si allontanava dalla sede del club. A sostituire l’ex-Catania è stato richiamato il precedente direttore Perinetti che decise di andar via da Palermo tre mesi fa proprio per l’arrivo in società del dirigente oggi dimissionario.

L’ennesima rivoluzione di Zamparini non solo ha lasciato nello sconforto i tifosi già delusi dallo scarso o scarsissimo andamento del club negli ultime due stagioni ma ha fatto segnare il punto più basso nei rapporti tra il patron e la tifoseria, un tempo felicissimo ma da un paio di anni  sull’orlo dell’aperta contestazione.

Giulio Figlia

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