Enrico Steidler

La Russa offende “goliardicamente” la Juventus

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“Mi sono trovato dietro la sciarpa” spiega l’ex-ministro, che aggiunge “chiedo scusa ai tifosi bianconeri”

Ignazio La Russa e Marcello Taglialatela goliardi allo sbaraglio

Ignazio La Russa e Marcello Taglialatela goliardi allo sbaraglio

NAPOLI, 4 FEBBRAIO – Se è vero, come si sente dire spesso, che ogni popolo ha classe politica che merita, allora urge un collettivo e scrupoloso esame di coscienza: Ignazio La Russa, infatti, che si è fatto fotografare sorridente dietro a una sciarpa con la scritta “Juve merda” (con tanto di soave dito medio alzato stampato fra le due parole), rappresenta sotto questo aspetto un problema, e che problema, non solo per se stesso, ma anche per noialtri “brava gente”, che ora non possiamo più continuare a nascondere dietro a un dito – è il caso di dirlo – le nostre responsabilità.

Certamente, non è la prima volta che le edificanti imprese di chi ci rappresenta fanno il giro della rete diffondendo il marchio del made in Italy nel mondo (e purtroppo non sarà l’ultima), ma la comparsata pre-elettorale del luciferino co-fondatore di Fratelli d’Italia si distingue non solo per la sua gratuita volgarità, ma anche per la goffaggine. “Mi sono trovato dietro la sciarpa aperta da un tifoso in maniera goliardica, ha commentato il “malcapitato” La Russa nel patetico tentativo di spiegare il fattaccio. Peccato che a guardare bene la foto incriminata si ha la netta sensazione che il tifoso in vena di goliardate sia proprio lui, l’ineffabile ex-ministro della Difesa. Ma che fa, La Russa, parla in terza persona? O e’ una “geniale” autoironia? Oppure, tutto può essere, è qualcuno che sta dicendo scemenze proprio mentre passa lui?

Chissà, forse l’accanito tifoso nerazzurro (che poi recita un tardivo e maldestro mea culpa: “Chiedo scusa ai tifosi della Juventus. Io, comunque, non sono juventino ma ci sono in famiglia tantissimi tifosi bianconeri” ) è stato indotto a compiere questo ennesimo passo falso mediatico (e chissà come sono contenti Meloni e Crosetto, suoi compagni di (dis)avventura sulla “corazzata” di Fratelli d’Italia) da un malinteso senso di solidarietà con l’altro prode reggi-sciarpa, tale Marcello Taglialatela da Napoli, assessore all’urbanistica della Regione Campania e candidato alla Camera per il partito di La Russa, che cerca di accattivarsi con ogni mezzo il sostegno elettorale dei tifosi partenopei.

Ma qualunque sia il movente, c’è da dire che il delitto qualcosa di buono ce l’ha. Le prime vittime, infatti, sono proprio coloro che l’hanno architettato (censurati e spernacchiati senza pietà da tutte le parti, come è giusto che sia), e che ora rischiano, soprattutto La Russa, di essere castigati alle urne anche per quest’ultima bravata.

Peccato soltanto che a rimetterci la faccia, in fondo, siamo un po’ anche tutti noi, e che la risonanza mediatica di una sciarpa finita (un po’ per gioco e un po’ per “caso”) davanti a due goliardi sia di gran lunga superiore rispetto a quella provocata da milioni di uomini e di donne che tutti i giorni lavorano, fanno sacrifici e danno il buon esempio.

D’altra parte, diciamolo, un po’ (tanto) ce lo meritiamo.

Enrico Steidler

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