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Calcio Estero

Europa League: in finale sarà Simeone-Bielsa, i due argentini dallo sguardo di ghiaccio

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MADRID, 27 APRILE – I cammini di Diego Simeone e Marcelo Bielsa si incrociano in una partita apertissima, un faccia a faccia con un ambito premio in palio, la coppa che sancirà il vincitore dell’Europa League 2011-2012.

Due allenatori capaci di riportare il sorriso ai tifosi che tanto hanno creduto in loro, due argentini ambiziosi che non rinuncieranno a combattersi pur di raggiungere l’obbiettivo, due allenatori che si combattono anche in campionato, dove sono appaiati a 48 punti, al 6° posto. Saranno, infatti, l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone e l’Athletic di Bilbao guidato da Marcelo Bielsa a contendersi l’Europa League in data 9 Maggio, a Bucarest.

Diego Simeone: un grande centrocampista, ma anche un grande allenatore

Diego Simeone, nato a Buenos Aires il 28 aprile del 1970 cresce calcisticamente fra le file del Velez Sarsfield,  per poi entrare in prima squadra alla giovane età di diciasette anni, mettendo in mostra da subito le sue ottime doti d’incontrista. Nel 1990, il talento dell’argentino colpisce la dirigenza del Pisa, che scommette su di lui e lo porta all’esordio in Serie A, nella stessa annata, in casa del Bologna. In Italia non ha fortuna e per questo decide di trasferirsi in Spagna, Al Siviglia dove fa registrare la bellezza di 64 presenze in due anni, incorniciate da 12 reti, fra coppe e campionato. La stagione della consacrazione é quella 1994-1995 quando viene acquistato dall’Atletico Madrid, la squadra che gli è rimasta più a cuore, la squadra con la quale dichiara guerra all’Athletic Bilbao quest’anno, la squadra che ha creduto in lui come calciatore e, in particolar modo, come allenatore. Dopo l’esperienza madrilena si riapre per lui la parentesi italiana nelle file dell’Inter fra il 1997 e il 1999 e quindi in quelle laziali dal 2000 al 2003. Nell’estate 2003 ritorna nella sua adorata Madrid, dove disputa due stagioni per poi ritornare in Argentina a giocare con la maglia del Racing. La sua carriera come alleanatore incomincia proprio col Racing, nel 2006. Viene esonerato e preso nella stessa stagione dall’Estudiantes. Nelle stagioni seguenti viene messo sotto contratto prima dal River Plate (col quale vince il campionato 2008) e poi dal San Lorenzo. Il suo successo in argentina attira il Catania di Lo Monaco che lo chiama nel 2011 a campionato in corso, per poi esonerarlo sul finale. Nello stesso anno riceve la chiamata di Racing e infine dell’Atletico Madrid in estate. Con i colchoneros sta facendo un ottimo campionato, i madrileni sono sesti, a pari punti con l’Atletico, ma con differenza reti peggiore.

Marcelo Bielsa: un difensore con poca fortuna, un allenatore di prim’ordine

Marcelo Bielsa, nato a Rosario il 21 luglio 1955, ha intrapreso la carriera calcistica all’età di 22 anni, con la maglia dei Newell’s Old Boys, squadra argentina, militante, allora, nella massima serie. Quindi ha giocato con la Maglia dell’Instituto per mezza stagione e fra le file dell’Argentino de Rosario sino al 1980, data in cui lasciò il campo… Ma non per molto. Infatti nel 1988 intraprende la carriera da allenatore con il Newell’s Old Boys, con i quali vince due campionati di clausura. Nel 92′ allena l’Atlas e nel 1994, quando avvenne la svolta della sua carriera, incominciò ad allenare l’Amerìca, club ambizioso e molto titolato. Nel 1998 torna in Argentina al Velez e vince subito il campionato di clausura, garantendosi fama e ammirazione. Le sue scelte tecniche innovative e non condivise da quasi nessuno, gli valsero il sopranome di “Loco” ovvero pazzo, che si porta tutt’ora. Nello stesso anno viene chiamato in Spagna, alla guida dell’Espanyol, ma lascia presto la squadra, ingolosito da un’importantissima offerta, promossa dalla federazione calcistica argentina: la conduzione della Nazionale. Con gli Albicelestes, Bielsa vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene, arriva secondo alla Còpa America del 2004.  Dopo tre anni di inattività, nel 2007 viene promosso tecnico della nazionale cilena, sino all’estate 2011. Il suo Cile stupisce tutti nelle qualificazioni per il mondiale 2010, arrivando secondo nel girone sudamericano, con solo un punto in meno rispetto al Brasile. Nell’estate 2011 gli viene, quindi, offerta la panchina dei baschi, che ha portato alla finale di Europa League e con i quali punta ai preliminari di champions, in campionato.

Bucarest 2012

L’Atletico Madrid arriva alla finale dopo aver surclassato il Valencia, vincendo sia la gara d’andata che il ritorno. Due prestazioni formidabili, un 4-2 al Vicente Calderon e un 1-0 al Mestalla, con le reti di Falcao (doppietta), Miranda e Adrian e un 1 a 0 al Maestalla di Valencia, maturato con l’eurogol di Adrìan, dopo un contropiede, che incornicia una partita perfetta, con un solo neo: l’espulsione di Tiago sul finale.

l’Athletico Bilbao ha dovuto soffrire non poco per raggiungere il traguardo ambito, ai danni di un’ottima squadra quale lo Sporting di Lisbona, che non si è mai arreso nelle due partite disputate, facendo vedere un gran gioco e surclassando i baschi per 2 a 1 nella gara di andata (gol di Aurtenetxe per gli spagnoli). La squadra di Marcelo Bielsa, incitata dal fortino del San Mamés, rimonta con uno spettacolare 3 a 1, deciso dalla prestazione stellare di Llorente, autore di due assist per Susaeta e Ibai Gomez e del gol che ha chiuso la partita all’87’.

Aspettiamoci un match spettacolare fra due acerrime rivali, fra due allenatori di ghiaccio, che danno l’anima per la propria causa, una partita sui cui non si può scommettere, non conviene. Una scommessa però ci sentiamo di farla: dominerà il colore biancorosso!

Stefano Dessì Manzoni

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