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Calcio Estero

Fernando Llorente, il ruggito del “Re Leone”

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BILBAO, 27 APRILE- E’ soprannominato il “Re Leone” per una serie di buoni motivi; due su tutti la folta criniera bionda su di un fisico imponente e la potenza che sa esprimere nella sua giungla preferita, l’area di rigore avversaria.

Fernando Llorente, attaccante dell’Athletic Bilbao di Bielsa, proprio ieri sera con una rete allo scadere nella semifinale di Europa League contro lo Sporting di Lisbona, ha portato i suoi in finale, a Bucarest il 9 Maggio prossimo, dove affronterà l’Atletico Madrid di Diego Simeone.

BILBAO NEL SANGUE- 27 anni, nato a Pamplona, Llorente ha iniziato fin da bambino con l’Athletic senza mai abbandonarlo. Una vocazione per lui il Bilbao con il quale ha realizzato oltre 120 reti da quando è stato lanciato in prima squadra. Il “San Mamès” lo ama e le ragazze basche di più, per via della sua figura statuaria e una buona dose di propensione allo “sciupafemminismo”. Ma a parte questo i tifosi baschi lo adorano perchè è ormai una bandiera, dopo i fasti di gente come Urzaiz e Exteberria. Poi da ieri sera, con quel gol-qualificazione quasi allo scadere, si è conquistato l’immortalità per i caldi tifosi di Bilbao.

In Nazionale spagnola ha segnato 7 reti essendo stato impiegato poco, per via della concorrenza di gente come Torres e Villa, ma nonostante ciò al Mondiale in Sudafrica c’era pure lui.

UN BOMBER PER OGNI SQUADRA- Llorente è il bomber indiscusso dei suoi leoni baschi, il “re” nella fattispecie, e in questa edizione dell’ Europa League ha già segnato 7 reti. Lui è uno dei quattro grandi bomber rimasti nelle due competizioni europee più importanti, oltre a Falcao dell’ Atletico Madrid, a Drogba del Chelsea e a Mario Gomez del Bayern Monaco.

UN AGGETTIVO PER OGNI BOMBER- Fernando Llorente di sicuro tra i quattro, rispecchia l’ eleganza connessa alla prestanza fisica, tanto da renderlo un mix esteticamente perfetto per i palati fini del grande calcio.  Falcao invece, suo avversario in finale, è l’ imprevedibilità, la letalità sotto rete come fu non molto lontano un certo Pippo Inzaghi. Didier Drogba invece rispecchia l’esperienza unita alla potenza fisica, il tipico giocatore che in una squadra, all’occorrenza, può ricoprire tutti i ruoli, dal portiere fino al magazziniere. Infine il “torero” Gomez, il tipico attaccante tedesco nato per intimorire le difese avversarie con la sua potenza, affamato di gol che colpisce non appena il rosso appare davanti ai suoi occhi.

Gennaro Manolio

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