Enrico Steidler

Calcioscommesse, Gegić collabora e punta il dito su “Mister X”

Calcioscommesse, Gegić collabora e punta il dito su “Mister X”
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Sono a una svolta volta le indagini condotte dalla Procura di Cremona: la serie A trema

Almir Gegic

Almir Gegic

CREMONA, 30 GENNAIO – Finalmente è arrivata la notizia che tutti aspettavano, e alcuni temevano: Almir Gegić, il presunto capo del cosiddetto “gruppo degli zingari” latitante dal 2011 e costituitosi a Milano il 26 novembre del 2012, ha iniziato a vuotare il sacco (dopo mesi di resoconti ritenuti contraddittori e “poco credibili”) e ha fornito agli inquirenti l’indicazione chiara e precisa che finora non aveva mai voluto dare. Di fronte alle foto di alcuni personaggi sospettati di essere Mister X, cioè il misterioso intermediario fra il mondo del calcio – nel quale sarebbe stato molto ben introdotto – e quello delle scommesse, il serbo non ha avuto esitazioni: “E’ lui” avrebbe detto mettendo il dito su una foto, e nella piaga.

ORA HA UN VOLTO “MISTER X” – Il filone dell’inchiesta sul calcioscommesse aperto dalla Procura di Cremona è quindi giunto alla tanto sospirata svolta. Restano però ancora molti, troppi, aspetti da chiarire: in particolare, i rapporti fra Gegić e Hristiyan Ilievski, il superlatitante dell’inchiesta, ricercato da polizia e Interpol (ma raggiunto e intervistato dagli inviati di Repubblica nel marzo dello scorso anno). Per la Procura di Cremona è lui l’uomo-chiave di tutta questa losca faccenda, se non addirittura il capo (così sostiene Gegić) dell’organizzazione. Difficile, quindi, che il Tribunale del Riesame di Brescia accolga il nuovo ricorso presentato da Gegić per ottenere la scarcerazione: una sola indicazione, per quanto utile, non può modificare all’improvviso e in modo sostanziale il profilo di un “soggetto caratterizzato da una significativa pericolosità sociale, che si desume dal numero elevato di episodi in cui è stato coinvolto (almeno una quarantina), dai consolidati rapporti con soggetti inquadrabili nella criminalità organizzata internazionale (si veda la disponibilità di armi da parte dei singaporiani)”, come ha scritto a chiare lettere il gip Salvini in occasione del primo ricorso presentato dal serbo, né, di conseguenza, guadagnargli la libertà.

No, Gegić deve dare una ricostruzione dettagliata e credibile dei fatti prima di spiccare il volo, e contribuire a far piena luce sul ruolo che avrebbero rivestito molti dei nomi più o meno eccellenti emersi durante l’inchiesta, da Mauri a Sculli, da Zamperini a Massimo Erodiani, l’ex-calciatore la cui agenzia di scommesse avrebbe fatto di Pescara – secondo gli inquirenti – il crocevia di impressionanti movimenti di denaro. Non solo. Il procuratore di Cremona Roberto Di Martino, ora che ne conosce il volto, vuole da Gegić informazioni più precise anche sulle attività e sui numerosi e “fidati” contatti nel mondo del calcio di Mister X, che, lo ricordiamo, è l’uomo che il serbo avrebbe incontrato all’UNA Hotel Tocq di Milano per parlare d’affari e di soldi, tanti soldi: si parla di 600mila euro per ogni partita venduta da calciatori (con la complicità, forse, di alcuni dirigenti) di serie A.

MA SPUNTA ANCHE “MISTER Y” – A rendere ancora più intricata la matassa, la comparsa sulla scena di quello che possiamo ribattezzare “Mister Y”, cioè l’ancor più misterioso personaggio che – secondo il racconto fornito alcuni giorni fa da Gegić agli inquirenti – sarebbe stato ”interscambiabile”, per ruolo, affidabilità e conoscenze, con Mister X.
Il mistero, quindi, parrebbe infittirsi, ma proprio questo personaggio (di cui avrebbe già parlato in passato Erodiani) potrebbe essere il tassello mancante, l’elemento decisivo per giungere finalmente, dopo tutte queste incognite, alla soluzione del caso.

A cura di Enrico Steidler

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