Giovanni Nole

Calciomercato Inter: tra sogni di mezzo inverno e chiavi tattiche, vi presento Paulinho

Calciomercato Inter: tra sogni di mezzo inverno e chiavi tattiche, vi presento Paulinho
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Paulinho-CorinthiansMILANO, 25 GENNAIO – Il calcio è uno degli sport più amati nel mondo perché coinvolge l’appassionato su tutti i fronti, non è un prodotto statico da buttare direttamente in faccia al soggetto, ma è un muro di notizie e avvenimenti che avvolge il tifoso nella sua totalità. D’altronde, se ci si fermasse al solo calcio giocato (il chè spesso non sarebbe un male, anzi!), non avremmo i tifosi, gli spalti pieni, le discussioni nei bar, il fantacalcio con gli amici. E soprattutto, non avremmo il calciomercato. Il calciomercato, l’argomento che più di tutti nel calcio fa discutere, sperare, arrabbiare, sognare, più di un calcio di rigore inesistente o di un gol fantasma: il calciomercato è l’anima del calcio, perché con esso il tifoso può scappare dalla realtà, immaginare scenari apocalittici, improvvisarsi economista, presidente e mister allo stesso tempo sperando di poter godere di una squadra più forte ed ambiziosa. Allora, noi che abbiam la fortuna di poter scrivere di calcio, proviamo a fare la stessa cosa, prendendo ad esempio un noto caso di mercato, trascinatosi da quest’estate ai giorni nostri e sul quale capo pende ancora un punto interrogativo grosso come una casa: proviamo ad immaginare un probabile esito per la trattativa che porterebbe Paulinho, 24enne centrocampista attualmente al Corinthians, all’Inter, e come il brasiliano si adatterebbe agli schemi tattici nerazzurri.

RASCHIANDO IL FONDO – Come detto, Paulinho è il sogno di mercato, non solo per i tifosi nerazzurri, ma anche per la dirigenza stessa. Un tira e molla che dura da mesi, una trattativa che, come una molla tirata, si allontana, si avvicina e si riallontana dalla soluzione, dopo che in nerazzurri avevano praticamente preso il brasiliano già nella scorsa finestra di mercato per meno di 9 milioni; trattativa poi saltata per la volontà del giocatore di giocare il Mondiale del Club col team campione della Libertadores, nonché per i troppi intoppi relativi ai multipli proprietari del cartellino del centrocampista. Un nirvana da raggiungere con tante, tante preghiere, sperando che il Dio del calcio mandi la sua provvidenza divina per risolvere l’intricata situazione. In effetti, la trattativa al momento sembrerebbe andare soltanto a preghiere: Paulinho costa tanto, tantissimo, troppo per le casse dell’Inter, nonostante l’onerosa cessione di Wesley Sneijder che ha portato nelle casse nerazzurre 7,5 milioni di cartellino + circa 18 milioni di risparmio sull’ingaggio dell’olandese. Solo per prelevare la parte di cartellino posseduta dal Corinthians ci vogliono infatti i 18 milioni della clausola rescissoria, da aggiungere alla cifra richiesta per liberare il giocatore da chi ne possiede i diritti di vendita per il 45% del cartellino, l’Audax. Più, ovviamente, l’ingaggio. Ma noi siam qui non per contorcerci la mente su questioni burocratiche, cifre infinitesimali e contrattazioni da far west: rendiamola il più facile possibile e diciamo che l’Inter, attraverso una importante cessione, riesce ad ottenere i soldi per acquistare tutto il cartellino i Paulinho. Quale cessione? Quella che porterebbe il giovane e spaesato Coutinho via da Milano, destinazione Liverpool o Southampton. Una cessione dolorosa e non sensatissima per chi, come me, adora le potenzialità del giovane trequartista, mai davvero premiato con la fiducia sin dal suo arrivo dal Vasco di tanto tempo fa; considerandola solo da un punto di vista economico, però, sarebbe una trattativa estremamente vantaggiosa in termini economici per l’Inter, che otterrebbe un’ importante plusvalenza (arrivato per meno di 4 milioni dal Brasile, verrebbe ceduto per una cifra sui 12-13 milioni). Dunque, con finalmente fondi esaurienti a disposizione, pronto l’assalto finale al ‘sogno di una vita’. Paulinho è ufficialmente un giocatore dell’Inter, tifosi in delirio, Champions League assegnate d’ufficio all’Inter per i prossimi 10 anni, lacrime di gioia come nel finale di Titanic. Anzi no, sbagliato film. Beh, dipende.

MISTER PER UN GIORNO – Dunque, Paulinho è finalmente a disposizione di mister Stramaccioni, che finalmente vede realizzarsi il sogno di una vita: sin da quando era bambino, infatti, prima di voler diventare allenatore e/o calciatore, desiderava avere Paulinho in rosa. A parte gli scherzi, è evidente come sul continuo pressing dell’Inter sull’incursore brasileiro ci sia, a sua volta, un pressing ancor più forzato da parte del mister romano per concludere l’acquisto di José Paulo Bezerra Maciel Júnior. Tatticamente sarebbe un giocatore preziosissimo, potendo coprire ogni ruolo in mezzo al campo offrendo sempre la sua fisicità, la sua spinta e la sua tecnica, in un centrocampo privo di qualità e di sostanza. E’ evidente, comunque, come l’arrivo di Paulinho significherebbe un enorme cambio di strategia per quel che riguarda gli schemi tattici di Mister Stramaccioni. Più che altro, l’Inter sembra così abbagliata dal potenziale del forte centrocampista brasiliano, che ogni progetto di schema tattico ruota attorno al possibile arrivo di Paulinho, e non viceversa, ovvero l’adattamento di Paulinho nell’idea di formazione architettata da Stramaccioni: a testimoniare questa ipotesi è, oltre la cessione di Sneijder, il possibile sacrificio all’altare del Dio Paulinho di Philippe Coutinho, ritenuto dalla dirigenza e dall’allenatore stesso una promessa enorme ancora in attesa di sbocciare, un patrimonio nerazzurro da proteggere come farebbe l’UNESCO col Colosseo. Vendere Coutinho, il futuro di questa Inter, per prendere Paulinho, significa affidare subito le chiavi non solo del centrocampo, ma dell’intero spogliatoio nelle mani del 24enne di San Paolo. Basti pensare come l’idea di Stramaccioni di Inter sia passata dal 4-2-3-1 con due mediani e un trequartista, Sneijder, ad un 3-4-3 dalle simili caratteristiche ma senza il trequartista, al 3-5-2, che premia del centrocampo più la quantità che la qualità, con sentiti ringraziamenti da parte di Guarin che – libero di muoversi a centrocampo – è diventato un giocatore animalesco, fondamentale e imprescindibile di questa Inter. Paulinho si adatterebbe alla perfezione in un centrocampo a 3; un suo arrivo, dunque, di fatto elimina la possibilità di vedere contemporaneamente in campo lo stesso giocatore brasiliano e un ipotetico tridente d’attacco formato da Cassano, Milito e Palacio, insostenibile per una tipologia di centrocampo più di corsa che di contenimento. Ma nonostante con un acquisto del genere, con conseguente rifiuto dunque di puntare ad un regista, ci sarebbero restrizioni tattiche non da poco, e nonostante Stramaccioni stesso abbia detto che l’Inter fosse alla ricerca di un giocatore a centrocampo con caratteristiche diverse dai giocatori già in rosa (riferendosi sia al fatto che il mister fosse alla ricerca di un regista, sia al fatto che Paulinho e Guarin siano di caratteristiche molto simili), la sua presenza a centrocampo nell’Inter renderebbe la formazione nerazzurra devastante, grintosa, fortissima. E allora, da buoni tifosi che di calcio e di trattative potrebbero non capire assolutamente nulla, proviamo ad immaginare una possibile Inter con Paulinho in campo: come modulo si potrebbe scegliere tra un 4-3-3 e, più probabile, un 3-5-2 che da più garanzie in fase difensiva e che permetterebbe più spinta sulle fasce e degli incursori. Un modulo nel quale Paulinho sguazzerebbe felice come un bambino in una vasca di caramelle: un centrocampo composto da Paulinho, Cambiasso/Stankovic e Guarin sarebbe probabilmente uno dei migliori non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo. Fisicità, tecnica e movimenti senza palla che metterebbero in tilt ogni avversario: insomma, un acquisto, quello di Paulinho, che porterebbe sicuramente l’Inter su altri livelli.

DUBITO, ERGO.. SOGNO – Ma indubbiamente i dubbi su un suo probabile acquisto emergono e rimangono a galla, rimanendo evidenti sotto gli occhi di tutti i tifosi nerazzurri: e se ci fosse la necessità di cambiare radicalmente modulo nel corso della partita? E se, visto gli elevati costi della trattativa, Paulinho soffrisse le pressione per una responsabilità così importante e si rivelasse un flop? E se le differenze tra calcio brasiliano e calcio italiano fossero troppo evidenti? Ma poi, Coutinho come naturale erede di Sneijder in un 4-2-3-1 faceva poi così schifo? Tutti dubbi leciti, che un importante investimento come questo comporta in maniera naturale. In questo mondo di se, di ma, di circostanze e di mezze verità continuiamo a galleggiare e sognare: d’altronde il calcio è questo, è soggettività, è opinione, è le differenze di vedute. E in una notte di mezzo inverno, l’Inter continua a sognare. Perché almeno questo, in un calcio diventato un business mostruoso, non costa nulla.

A cura di Giovanni Nolè

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