Enrico Steidler

L’Arsenal torna grande: “manita” al West Ham

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Lo Swansea ingabbia il Chelsea e conquista la finale di Coppa di Lega

Olivier Giroud, doppietta per lui contro il West Ham

Olivier Giroud, doppietta per lui contro il West Ham

ARSENAL-WEST HAM 5-1 – Non c’è scampo per gli Hammers all’Emirates Stadium: la squadra di Wenger, ferita nell’orgoglio dopo le batoste subite da City e Chelsea, disintegra il West Ham e si aggiudica il derby (uno dei tanti) di Londra. Passati in svantaggio al 18’, i Gunners impiegano solo quattro minuti a ristabilire il pari (con Podolski, di gran lunga il migliore in campo) e poi dilagano nella ripresa andando a segno con Giroud (doppietta), Cazorla e Walcott. Grazie a questa vittoria, la prima di quest’anno, l’Arsenal sale a 37 punti (a una sola distanza di lunghezza dall’Everton, quinto), mentre la squadra di Sam Allardyce resta dodicesima a quota 27. Nel finale grave infortunio a Dan Potts. Dopo uno scontro aereo con Sagna, il difensore degli Hammers si è afflosciato al suolo apparentemente privo di sensi. Subito soccorso, Potts è uscito dal campo in barella col collo immobilizzato ed è stato ricoverato in ospedale per accertamenti.

LA PARTITA – Nonostante il gran freddo c’è il pubblico delle grandi occasioni (60mila spettatori), e le opposte tifoserie, pur detestandosi, si riscaldano cantando insieme “we hate Tottenham more than you”. La gara entra subito nel vivo, e l’approccio del West Ham è di quelli giusti: grande aggressività e ripartenze veloci. Non è un caso che siano proprio gli uomini di Allardyce a sbloccare il risultato: è il 18’ quando Collison approfitta di una corta respinta della difesa di casa e trafigge Szczesny con un preciso sinistro dal limite. Il gol subito scuote l’Arsenal, che reagisce rabbiosamente e raggiunge subito il pari grazie a una splendida azione corale conclusa alla grande da Podolski con una rasoiata a fil di palo. I Gunners salgono in cattedra e il bel West Ham dei primi venti minuti semplicemente si dissolve: se la squadra di Wenger non dilaga già nel primo tempo è solo per una questione di centimetri, o di frazioni secondo. Ma al 47’ la fortuna volta le spalle agli Hammers, che in dieci minuti vengono letteralmente presi a pallate: inizia Giroud, prosegue Santi Cazorla (gol di tacco da leccarsi i baffi), ribadisce Walcott e conclude Giroud (57’), che con questa doppietta si fa perdonare le recenti, opache prestazioni. L’Arsenal ha poi molte altre occasioni per infierire, ma non le raccoglie. Risultato finale all’Emirates Stadium: Arsenal-West Ham 5-1.

L’INFORTUNIO A POTTS – Destano qualche preoccupazione le condizioni di Dan Potts, colpito alla testa da Sagna in uno scontro di gioco. Ricaduto pesantemente a terra, il difensore (entrato in campo al 62’ al posto di Collison) non ha perso conoscenza ma è apparso in stato confusionale. “Solo le radiografie ci diranno se c’è qualcosa che non va”  ha affermato Allardyce a fine gara “la speranza è che si tratti solo di una commozione cerebrale”.

CLASSIFICA
Manchester Utd. 56, Manchester City 51, Chelsea 45, Tottenham 41, Everton 38, Arsenal 37, Liverpool 34, West Bromwich 34, Swansea 33, Stoke City 29, Sunderland 28, West Ham 27, Norwich 26, Fulham 25, Southampton 23, Newcastle 21, Aston Villa 20, Reading 19, Wigan 19, QPR 15.

SWANSEA-CHELSEA 0-0 – Ai Blues non riesce l’impresa di ribaltare lo 0-2 subito a Stamford Bridge e perdono così la ghiotta occasione (considerata la finalista, l’eroico ma modesto Bradford) di portare a casa la Coppa di Lega. Lo Swansea è abile a contenere la pressione esercitata nel primo tempo dagli uomini di Rafa Benitez e poi ad addormentare pian piano il match, che si trascina senza particolari emozioni fino allo 0 a 0 finale. A Wembley ci vanno quindi i gallesi, mentre il Chelsea torna a casa accompagnato dai rimpianti e dai fischi assordanti del Liberty Stadium, incarognito per il gesto di Hazard (che sembra colpire con un calcio un raccattapalle) sul finire della gara.

LA PARTITA – Sono i padroni di casa – contro ogni previsione – a prendere l’iniziativa, e ad impegnare in almeno in paio di circostanze, prima con Routledge (8’) e poi con Michu (10’) la retroguardia avversaria. Ma il Chelsea cresce col passare dei minuti, e le incursioni dalle parti di Tremmel si fanno sempre più insistenti. La supremazia dei Blues è evidente, ma sterile, e anche il secondo tempo è giocato all’insegna del “voglio ma non posso”. Ci vorrebbe un guizzo, o una distrazione degli avversari per rilanciare le ambizioni dei londinesi, ma lo Swansea è attentissimo a chiudere ogni varco: è di Mata l’unica occasione di tutto il secondo tempo, ma il suo tiro da lontano non impensierisce l’estremo difensore gallese.

A dodici minuti dalla fine il “fattaccio”: il pallone esce dal campo e viene raccolto da un raccattapalle. Invece di restituirlo all’accorrente Hazard, il ragazzo cincischia e poi frana sul pallone. Hazard cerca di recuperarlo e per farlo si aiuta con un calcio. Scoppia un mezzo parapiglia, il ragazzo lamenta una ferita lacero-contusa al fianco mentre il pubblico urla e fischia. Le immagini non sono chiarissime, ma sembra che il centrocampista belga colpisca soltanto il pallone. Non la pensano così l’arbitro (che deve comunque punire il gesto ed espelle il giocatore) e i media, che si scagliano compatti parlando – forse con un po’ di imprudenza – di “vergogna” e di “follia”.

Oggi Hazard (che rischia tre turni di stop) ha chiesto scusa, ammettendo – forse obtorto collo – il “contatto”.

Comunque sia, la sensazione che anche il calcio inglese si stia un po’ “inquinando” si rafforza sempre più.

A cura di Enrico steidler

Share Button