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Champions League, cala il sipario sulle squadre spagnole

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I sogni di Clasico in finale sono stati infranti da due rigori sbagliati

MADRID, 27 APRILE – Non ci sarà la finale tanto attesa tra Real Madrid e Barcelona. A distanza di 24 ore una dall’altra, i sogni di rimonta delle due squadre spagnole si sono infranti contro Bayern e Chelsea. All’Allianz Arena non ci saranno bandiere spagnole e bandiere catalane, anche se in alcuni momenti, ci sono state le condizioni per ribaltare i risultati dell’andata.

CAPITOLO BARCA – Il Barça esce dopo aver “dominato” il Chelsea in entrambe le sfide, solo sul piano del gioco, ma gli inglesi sono stati più efficaci e fortunati. Eppure dopo l’espulsione di Terry e il raddoppio di Iniesta sembrava che gli uomini di Guardiola potessero dilagare, spinti da un grande pubblico e dalla voglia di rialzarsi dopo la sconfitta nel clasico. La fretta nella ricerca del terzo goal a pochi minuti dal riposo, è del tutto inusuale per la squadra di Guardiola, e forse propio per questo si espone al contropiede che porta al goal di Ramires. Comunque 45 minuti con un uomo in più lasciano grandi speranze ai tifosi del Camp Nou, specie dopo l’assegnazione del rigore su Fabregas. Questa volta però Messi sbaglia e da qui in poi le proccupazioni cresceranno fino al 92′ quando Torres in contropiede condanna i campioni uscenti.

SPONDA MADRID – Il Real non può certo dire di aver superato il Bayern sul piano del gioco, ma dopo la prima gara molto equilibrata, nei primi 13 minuti giocati al Bernabeu era già avanti di due goal e tutto sembrava andare per il verso giusto. Il goal dei bavaresi, fino a quel momento costretti a fare la partita, con il Real che ripartiva in contropiede, riequilibrava il match. La seconda parte, molto più tattica, vedeva calare il ritmo con il passare dei minuti, e avvicinava le due squadre alla lotteria dei rigori. La serie dei rigori è l’esemplificazione rapida della doppia sfida. Un Real che va sotto (con gli errori di Ronaldo e Kaká), torna rapidamente in gioco (errori di Kroos e Lahm), ma spreca ancora con Sergio Ramos. Robben si “vendica”, sportivamente parlando, ed il Bayern prosegue la sua serie positiva con il Real Madrid.

COME NE ESCE IL CALCIO SPAGNOLO? – Il calcio spagnolo esce un pò ridimensionato dalla doppia semifinale di Champions e si interroga sui motivi che hanno portato a questa doppia eliminazione. Certamente la sfida per la Liga è stata determinante sotto questo punto di vista. Real Madrid e Barcelona hanno giocato lo scontro diretto decisivo per la Liga a cavallo tra le due partite, con un dispendio di energie, sia mentali che fisiche, certamente superiore rispetto a Bayern e Chelsea. Il valore delle due squadre spagnole è indiscutibile, come lo è quello di Ronaldo e Messi, anche se pesano i loro errori dal dischetto. Come dice Mourinho, i rigori li possono sbagliare solo quelli che si assumono la responsabilità di tirarli, specie in queste situazioni. Sarebbe veramente ingeneroso criticare questi due campioni che con le loro reti (rispettivamente 62 e 63 tra le varie competizioni) sono sempre stati decisivi. Certamente le aspettative che ruotano intorno ai due club sono altissime, e le loro stagioni non sono certo da buttare: il Real sarà, con molte probabilità, campione di Spagna a distanza di 4 anni dall’ultimo successo e il Barça potrebbe chiudere la stagione vincendo la Copa del Rey dopo i successi in Supercoppa Spagnola, Europea e Mondiale per Club.

MESSI, RONALDO E I RIGORI FALLITI – Tornando a Messi e Ronaldo, l’argentino vive certamente una piccolo appannamento, specie in zona goal (e ci mancherebbe altro!), ma il Barça paga principalmente la prolungata assenza di Villa e quella più recente di Abidal, che hanno costretto Guardiola a cambiare spesso il modulo, portandolo a correre maggiori rischi con la difesa a 3. Per quanto riguarda CR7 non ci sono appunti da fare al campione portoghese. Forse qualche critica il Bernabeu la riserverà a Kaká che non è mai riuscito ad incidere come doveva quando è stato chiamato in causa. Anche Mourinho forse ha qualcosa da farsi perdonare: l’esclusione di Marcelo (non isolata), che al Bernabeu ha dimostrato di essere uno dei migliori nel suo ruolo, a favore di Coentrao, nella gara di andata, lascia molte perplessitá.

EURO 2012: COME CI ARRIVA LA “ROJA” ?– Tra poco più di un mese ci sarà l’Europeo e sicuramente Del Bosque avrebbe preferito aspettare qualche giorno in più, pur di avere a disposizione una rosa caricata da un finale di stagione esaltante. Il tecnico spagnolo avrá il compito di trasmettere motivazioni, soprattutto a quei giocatori che, abituati ad essere sempre protagonisti, dovranno vedere la finale di Champions League da un comodo divano. Bisogna toccare le corde giuste per permettere al calcio spagnolo di rimanere in vetta. Non ci sono riuscite le squadre di club più blasonate, ora tocca alle furie rosse difendere il titolo europeo del 2008 e quello mondiale del 2010.

Andrea Croce

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