Matteo De Angelis

La caduta degli Dei – Hleb: dalla Bielorussia al Barcellona, il talento dell’est mai definitivamente sbocciato

La caduta degli Dei – Hleb: dalla Bielorussia al Barcellona, il talento dell’est mai definitivamente sbocciato
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Fussball International: Deutschland - WeissrusslandBARYSAU, 22 GENNAIO – Il campione del futuro si diceva. Il calciatore capace di portare in alto il nome della Bielorussia. Un ragazzo straordinario, capace di bruciare le tappe ed esordire in prima squadra con il Bate Borisov all’età di 18 anni. Per poi essere inserito dalla rivista “Don Balon” nel 2001 nella lista dei migliori giocatori al mondo. Poi il buio. E la caduta di un campione mai totalmente sbocciato.

IL PREDESTINATO – E’ questa la storia di Aljaksandr Hleb, nato il 1 maggio 1981 a Minsk e considerato dai più come l’astro nascente dell’Europa dell’est.  Basta un solo anno nelle giovanili del Bate Borisov per far capire al tecnico della prima squadra che il centrocampista potrebbe far comodo anche “con i più grandi”. E così, a soli 18 anni, Hleb diventa un punto fermo nel centrocampo dei gialloblù, realizzando anche 4 reti nelle 25 gare disputate.

L’APPRODO IN BUNDESLIGA – Grazie ai propri osservatori, è lo Stoccarda ad aggiudicarsi le prestazioni del giovane calciatore nel 2000, sborsando alla società bielorussa la “modica” cifra di 150 mila euro. Un investimento per il futuro: è questa la speranza del club tedesco, capace di strappare Hleb a squadre ben più blasonate. La prima stagione in Germania però non è delle migliori, con il giocatore che viene impiegato prevalentemente come riserva: a fine anno saranno solo 6 le presenze del bielorusso con lo Stoccarda, cinque delle quali da subentrato a partita in corso. Il ragazzo però è ancora giovane, e il primo anno serve a Hleb per ambientarsi in un campionato e in una nazione per lui totalmente nuovi. E infatti già dalla stagione seguente, quella del 2000-01, Hleb ottiene le chiavi del centrocampo dello Stoccarda, diventando titolare inamovibile nel club tedesco con il quale colleziona 38 presenze, quattro reti e sette assist.

UNA GRANDE OCCASIONE CHIAMATA ARSENAL – Hleb resterà allo Stoccarda fino al 2005, diventando uno degli idoli dei tifosi grazie alle grandi prestazioni che colleziona partita dopo partita. Nella stagione 2002-03, con Felix Magath come allenatore, il bielorusso conquisterà la Coppa Intertoto e sfiorerà anche la vittoria della Bundesliga, ma lo Stoccarda terminerà alla fine al secondo posto. Per Hleb arriverà inoltre la prima grande soddisfazione personale: viene infatti scelto come calciatore bielorusso dell’anno, premio che conquisterà per ben 6 volte nel corso della sua carriera (2002-2003-2005-2006-2007-2008). Dal 2001 inoltre viene inserito stabilmente nella rosa della nazionale bielorussa, con la quale tuttora milita. Nel giugno del 2005 l’Arsenal decide di portarlo in Inghilterra. I Gunners lo acquistano per 11,2 milioni di sterline, circa 15 milioni di euro, facendogli firmare un contratto quadriennale. Per Hleb si tratta della grande occasione. Hleb_Barcellona

CENTROCAMPISTA TUTTOFARE – Con Arsène Wenger è subito amore: Hleb impiega poco tempo ad ambientarsi e diventa subito un punto fermo nello scacchiere dell’Arsenal. Al termine della prima stagione, tra campionato e coppe varie, il bielorusso colleziona 40 presenze con la maglia dei Gunners. Il grande rimpianto resta la Champions League, sfuggita solo in finale contro il Barcellona. Hleb gioca titolare la gara, ma alla fine per i Gunners arriverà solamente il platonico titolo di vice-campioni d’Europa. L’annata successiva, numeri alla mano, è ancora più soddisfacente per il centrocampista: 50 presenze complessive, 4 gol e 4 assist. La stagione 2007-2008 per l’Hleb è l’ultima con la casacca dei Gunners: 59 partite disputate, 4 reti realizzate e ben 15 assist per i compagni di squadra. I tifosi lo adorano, ma il Barcellona è pronto a fare follie per il talento dell’est.

BARCELLONA, L’APICE DELLA CARRIERA – E si sa, è difficile resistere alle lusinghe di uno dei club più prestigiosi e forti al mondo. Così, il 16 luglio del 2008, il Barcellona ufficializza l’acquisto del centrocampista bielorusso, versando nelle casse dell’Arsenal il corrispettivo economico di 15 milioni di euro. E non è tutto. Il club catalano infatti fa firmare a Hleb un contratto quadriennale con una clausola rescissoria pari a 90 milioni di euro, tanto per evitare fin da subito che altre squadre possano provare a “corteggiare” il neo giocatore azulgrana. Il rapporto con il tecnico Pep Guardiola però non è dei migliori: 19 presenze in campionato di cui undici da subentrato a partita in corso,  7 gettoni in Champions League (solo quattro da titolare), nessuna rete nell’arco della stagione. Un magro bottino considerando le enormi aspettative riposte sul centrocampista bielorusso alla notizia dell’acquisto da parte del Barça. Hleb potrà comunque ampliare il proprio personalissimo palmerès, ottenendo a fine stagione la vittoria di Liga, Champions League e Coppa di Spagna. Un Triplete che però Hleb non vincerà da protagonista e che non gli basterà la riconferma nel club catalano. Il calciatore infatti, appena un anno dopo l’acquisto dall’Arsenal, viene inserito dalla società nella trattativa con l’Inter che porta Ibrahimovic al Barcellona.

L’INIZIO DEL DECLINO – Il trasferimento in nerazzurro però non si concretizzerà per volontà del calciatore, desideroso di tornare allo Stoccarda dove tanto bene aveva fatto in passato. L’addio al Barcellona però segna l’inizio del declino calcistico per il centrocampista di Minsk. Nel 2008 Hleb ottiene per l’ultima volta il premio di calciatore bielorusso dell’anno, ulteriore segnale del periodo negativo del giocatore. Il Barcellona decide di cederlo allo Stoccarda in prestito per un anno: in realtà, almeno inizialmente, Hleb sembra ritrovare la classe e la fantasia che nel periodo spagnolo sembravano svanite. Saranno 38 le presenze complessive del centrocampista con la squadra tedesca. A fine anno però è lo stesso Hleb a dichiarare di voler lasciare lo Stoccarda.

L’ODISSEA FINALE – Comincia per il bielorusso una vera e propria odissea, che lo porterà a cambiare maglia ben 4 volte in tre anni. E’ il Birmingham City ad ottenere il prestito annuale del giocatore per la stagione 2010-11. Hleb torna così in Inghilterra dopo l’esperienza con l’Arsenal: con i bianco-blu il centrocampista conquista la vittoria della Coppa di Lega inglese. Al termine della stagione il calciatore torna al Barcellona, ma i blaugrana non lo considerano più parte del progetto e mettono il bielorusso fuori rosa. Nell’ultimo giorno di mercato estivo Hleb torna in Germania, questa volta al Wolfsburg. I Lupi biancoverdi decidono di puntare su di lui per sopperire alla partenza di Diego, ma Hleb non riesce ad entrare nel cuore dei tifosi: per lui solo 4 presenze con la nuova squadra, prima di cambiare nuovamente maglia. Durante la finestra di mercato invernale dello stesso anno infatti, il calciatore torna per l’ennesima volta al Barcellona. Il rapporto con i catalani è però ormai al capolinea: Hleb è costretto a rescindere il contratto, rimanendo svincolato. Il talento dell’est viene definitivamente messo da parte dal calcio che conta. In Russia però, c’è una squadra che crede ancora nella classe del bielorusso: si tratta del Kryl’ja Sovetov, che il 17 febbraio 2012 acquista Hleb a titolo definitivo. Il calciatore si rimette così in gioco, lontano dai riflettori dei maggiori campionati europei. Con la squadra russa Hleb colleziona 13 presenze e due reti in mezza stagione. Quest’anno per il bielorusso è arrivata una nuova avventura: a distanza di dodici anni dall’ultima volta, Hleb ha fatto ritorno al Bate Borisov, la squadra che lo ha fatto conoscere al mondo intero. Il cerchio si è chiuso, in Bielorussia era cominciata la sua avventura e in Bielorussia sta terminando. Un’avventura che sembrava potesse regalare al mondo intero un vero talento e che invece ha visto prematuramente terminare la carriera di un astro nascente del calcio.

A cura di Matteo De Angelis

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