Luca Guerra

Calcioscommesse: Palazzi riapre il campionato, Napoli a -3 dalla Juventus

Calcioscommesse: Palazzi riapre il campionato, Napoli a -3 dalla Juventus
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Assolti anche i calciatori azzurri Paolo Cannavaro e Gianluca Grava dalla squalifica di sei mesi, inflitti dalla Commissione disciplinare della Figc per responsabilità oggettiva.

Stefano-Palazzi

ROMA, 17 GENNAIO – La Corte di Giustizia Federale dà torto a Stefano Palazzi e restituisce due punti al Napoli, assolvendo anche i tesserati azzurri Paolo Cannavaro e Gianluca Grava dall’accusa di omessa denuncia e dalla relativa squalifica di sei mesi, inflitta dalla Commissione disciplinare della Figc nel processo del calcioscommesse relativo a Sampdoria-Napoli 1-0 del maggio 2010. Ridotta a 21 mesi la squalifica di Gianello, la cui posizione è stata derubricata da “illecito sportivo” a “slealtà sportiva”, reato per il quale non è prevista la responsabilità oggettiva della società di appartenenza. Per il club azzurro resta un’ammenda che passa da 70 mila a 50 mila euro. Esulta il legale del Napoli Grassani: “E’ stata una vittoria sensazionale, un risultato davvero importante, ma, soprattutto, è stata fatta giustizia ed è stato restituito al Napoli e ai suoi fantastici tifosi ciò che ingiustamente era stato tolto – ha dichiarato il legale –  e devo ringraziare ai miei collaboratori, l’avv. Federico Menichini in testa, che hanno lavorato sino al 24 dicembre compreso per redigere e depositare i motivi di appello. E’ stata una gioia comunicarlo al Presidente De Laurentiis appena ricevuta la notizia ufficiale dalla Corte di Giustizia. Con questa decisione si chiude in maniera fantastica una vicenda davvero triste nella quale il Napoli e i suoi giocatori hanno comunque pagato un prezzo molto alto”.

LA NUOVA CLASSIFICA – La decisione della Corte di Giustizia Federale permette ai ragazzi  di Mazzarri di agganciare la Lazio in seconda posizione a quota 42 punti, a -3 dalla Juventus capolista. La restituzione dei due punti è arrivata al termine di una giornata trascorsa in Aula, avviata alle 11 e aperta dalle parole di De Laurentiis: («Abbiamo accettato la sentenza di primo grado, perchè altro non si poteva fare, ma è ingiusta e offensiva. L’accusa è infamante, la nostra è sempre stata una condotta specchiata. Il nostro campionato ce lo giochiamo sul campo. È una sentenza per una partita giocata quattro stagioni or sono. Tutto questo è ridicolo. Mi appello alla certezza del diritto, alla regolarità del campionato che sono principi ineludibili da riconoscere al Napoli e a tutti i soggetti») e Palazzi: («Ci sono tutti i requisiti per applicare la responsabilità oggettiva: il tesseramento di Gianello, il tesseramento degli altri due calciatori accusati di omessa denuncia, e il collegamento di quel comportamento illecito all’attività sportiva. Non ritengo si possa seriamente dubitare dell’applicabilità di questo istituto cardine non solo di questo ordinamento ma anche in ambito internazionale»). Già in primo grado il procuratore aveva chiesto solo un punto di penalizzazione per la società, mentre la Disciplinare optò, motu proprio, per il -2. Alla fine ha avuto ragione il club azzurro, ma ancora una volta la Giustizia sportiva italiana, dopo i vari episodi vissuti in estate (vedi Conte et alii), vive un incredibile dietro-front.

A cura di Luca Guerra

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