Matteo De Angelis

Overvaluation – Robbie Keane: il Green boy che all’Inter non lasciò il segno

Overvaluation – Robbie Keane: il Green boy che all’Inter non lasciò il segno
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Robbie KeaneLOS ANGELES, 17 GENNAIO – Tallaght, 8 luglio 1980. Nella piccola cittadina irlandese nasce Robert David Keane, destinato a portare in alto il nome del proprio paese. Il calcio è la sua grande passione, il calcio lo renderà famoso al mondo intero. Quella di Robbie è una carriera straordinaria, una di quelle che sogna la maggior parte dei bambini. Dopo aver fatto innamorare i tifosi di tutta Europa, ora l’attaccante irlandese sta facendo impazzire anche i supporters americani, in particolar modo quelli del Los Angeles Galaxy, sua attuale squadra. Ma procediamo con ordine.

UNA CARRIERA LEGGENDARIA – Robbie Keane debutta a soli 17 anni con la prima squadra del Wolverhampton, mettendo subito a segno una doppietta. E la proverbiale “fortuna del principiante” questa volta c’entra ben poco. Il fantastico esordio dell’attaccante irlandese è il preludio a quella che sarà una carriera straordinaria. Sono i numeri a parlare per lui: sono 572 le gare disputate finora in giro per il mondo, 235 le volte in cui è riuscito a trafiggere il portiere avversario. Come se non bastasse, Robbie ha totalizzato ad oggi 123 gare con la nazionale irlandese, realizzando ben 54 reti: un risultato che lo ha reso il miglior marcatore di sempre con la divisa dei Boys in Green. Numeri che si commentano da soli, numeri che sono l’emblema della straordinaria carriera di un giocatore eccezionale dentro e fuori dal terreno di gioco. In questa rubrica però, non c’è spazio per quelli che sarebbero dei meritatissimi elogi all’attaccante irlandese. Overvaluation si concentra su quei giocatori che, nonostante abbiano ottenuto uno straordinario successo all’estero, una volta giunti in Italia non hanno saputo confermare le aspettative.

UN UNICO NEO CHIAMATO INTER – Perché anche i migliori al mondo possono avere dei periodi meno fortunati. E Robbie Keane non è riuscito ad essere l’eccezione che conferma la regola. Stagione 2000-01: l’attaccante irlandese, appena ventenne, viene acquistato dall’Inter. Le dodici reti realizzate nella stagione precedente, quella del debutto in Premier League con la maglia del Coventry City, sono più che sufficienti a garantirgli il definitivo salto di qualità. E tra le tante big che si contendono il ragazzo, sono i nerazzurri ad avere la meglio. C’è chi, ancora oggi, sostiene che la società milanese sborsò l’esorbitante cifra di 40 miliardi di lire per aggiudicarsi le prestazioni del talentuoso irlandese, che firmò un contratto quinquennale da 3 miliardi a stagione.

IL TOP DEI FLOP – E poco importa se lo stesso presidente Moratti in una recente intervista abbia dichiarato di non aver mai speso più di 10 miliardi per acquistare Robbie Keane dal Coventry. Le aspettative formatesi sul ragazzo al momento del suo arrivo in nerazzurro erano a dir poco alle stelle. L’Inter, si diceva, era stata in grado di strappare alle maggiori rivali europee il talento del futuro, il ragazzo che a soli vent’anni poteva già vantare 12 presenze e 5 reti con la nazionale maggiore. E a dirla tutta, col senno del poi, la società ci aveva visto davvero bene, considerando quello che Robbie Keane avrebbe fatto una volta lasciata Milano. Ma in nerazzurro il calciatore non riuscirà mai ad esprimersi ai suoi livelli, e verrà etichettato come uno dei maggiori flop dell’era MorattiRobbie Keane_Inter

COME ON ROBBIE – Come on baby Irish gol. Così i tifosi dell’Inter accolgono il giovane irlandese al momento dell’approdo a Milano. Ma le aspettative e le speranze di tutti rimangono ben presto deluse anche se, a ben vedere,  almeno inizialmente le prestazioni di Keane sono abbastanza positive. L’esordio con la nuova maglia coincide con l’andata dei preliminari di Champions League, in cui l’Inter si trova ad affrontare in trasferta i non irresistibili svedesi dell’Helsingborg. La partita termina 1-0 per i padroni di casa, ma Keane disputa comunque una prova più che sufficiente. Al ritorno a San Siro l’Inter non riesce però a ribaltare il risultato ed è costretta ad abbandonare la massima competizione europea. L’attaccante irlandese viene gettato nella mischia ad inizio ripresa: è sua una delle azioni più pericolose della partita, ma lo splendido colpo di tacco del giovane Keane termina sul palo. L’irlandese può però rifarsi qualche giorno più tardi, durante la finale di Supercoppa Italiana contro la Lazio. Dopo soli due minuti l’attaccante beffa Peruzzi con uno splendido pallonetto, realizzando il gol più veloce nella storia della competizione. Nonostante la rete dell’attaccante però, l’Inter verrà sconfitta per 4-3. Keane vuole comunque dimostrare di meritare il posto da titolare e realizza la sua seconda rete in nerazzurro nella gara contro i polacchi del Ruch Chorzow valevole per i sessantaquattresimi di Coppa Uefa. L’avventura di Robbie Keane in nerazzurro però subisce un’inaspettata inversione di marcia. L’esordio in campionato è dei peggiori, con l’Inter che viene sconfitta per 2-1 dalla Reggina. Moratti decide di esonerare il tecnico Marcello Lippi, al suo posto arriva Marco Tardelli. Per Keane è un duro colpo: il nuovo allenatore non considera il giovane irlandese un attaccante inamovibile, e anzi lo relega spesso in panchina.

DI CHI LA COLPA? – L’ultima apparizione di Robbie Keane in nerazzurro è datata 10 dicembre. Si gioca allo stadio Franchi di Firenze: l’attaccante irlandese scende in campo per il quarto d’ora finale della gara. La rottura con tecnico e società è ormai insanabile, dieci giorni più tardi Keane è già in Inghilterra per discutere il prestito al Leeds United. L’irlandese impiega poco tempo a farsi amare dai nuovi tifosi: 9 reti nelle prime 18 apparizioni, una media di un gol ogni due partite, sono un biglietto da visita niente male per il ragazzo. Ancor più se paragonati ai numeri di Robbie Keane con la divisa dell’Inter, a dir poco impietosi al confronto: 6 partite e 0 gol in campionato, 15 le gare totali con i nerazzurri e 3 le reti complessivamente realizzate con il club di Milano. Poi l’addio. Dopo soli quattro mesi fu dato il ben servito al talentuoso attaccante irlandese. Che poi, lontano dall’Italia, seppe riprendersi alla grande, diventando un campione completo sotto tutti i punti di vista. Ora, col senno del poi, è evidente che gli addetti ai lavori dell’Inter non si erano sbagliati: Robbie Keane era un vero talento che purtroppo non è riuscito a dimostrare le proprie qualità una volta giunto nel Belpaese. Difficile dare la colpa a qualcuno in particolare per il fallimento dell’attaccante: forse la giovane età è stata un ostacolo troppo arduo da superare, forse Keane non era ancora pronto per una grande squadra. Peccato, l’Italia sarebbe potuta diventare la sua “patria calcistica” se tutto fosse andato per il verso giusto, ma così non è stato. Ma, e questo è evidente, non è possibile etichettare Robbie Keane come bidone. Perché il periodo in nerazzurro non è stato altro che un piccolo neo all’interno di una carriera fantastica. Di quelle che sognano tutti i ragazzini.

A cura di Matteo De Angelis

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