Enrico Steidler

Lance Armstrong, il crollo di un mito

Lance Armstrong, il crollo di un mito
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Cresce l’attesa per la confessione da Oprah Winfrey

AUSTIN, 15 GENNAIO“La verità è che ho sempre corso secondo le regole dell’UCI, della WADA e dell’USADA. L’idea che gli atleti possano oggi essere condannati senza aver trovato campioni positivi, crea un sistema perverso e crea un processo in cui ogni rancore degli ex compagni di squadra è in grado di far aprire un procedimento da parte dell’USADA, per fare un torto o guadagnarci a livello personale, creando una buona posizione per se stessi. È un approccio ingiusto, applicato in modo selettivo, in opposizione a tutte le regole. Non è giusto”.
Questa era la verità di Lance Armstrong il 24 agosto dell’anno scorso, giorno in cui l’USADA (l’agenzia antidoping degli Stati Uniti) rese nota la decisione di squalificare a vita il 41enne ciclista americano e di revocargli tutti i titoli conquistati dal 1998 in poi, fra cui sette Tour de France.

LA CONFESSIONE IN TV – Ma un’altra verità, forse un po’ più “vera”, è quella che lo stesso Armstrong racconterà giovedì prossimo a Oprah Winfrey – la più nota (e influente) conduttrice televisiva degli States – nel corso di una “chiacchierata” di novanta minuti che terrà inchiodati milioni di americani davanti alla TV. Secondo le (immancabili) indiscrezioni trapelate dall’entourage dell’ex corridore, si tratterà di una vera e propria confessione, ricca di momenti toccanti ma assolutamente priva di dettagli a riguardo delle sostanze assunte e di conferme su date, modalità e trucchi per far sparire i segni delle punture dal braccio (raccontati già nel 2004 da David Welsh e Pierre Ballester nel loro best-seller L.A. Confidential: Les secrets de Lance Armstrong). Il materiale per quella che si preannuncia come una delle trasmissioni televisive più seguite negli ultimi anni in America è stato registrato ieri in una sala del Four Seasons Hotel di Austin – capitale del Texas – durante un’intervista durata quasi tre ore. Sarà quindi sollevato nel modo più clamoroso il velo su quella verità che lo stesso Armstrong si era ostinato a negare per anni, parlando di “caccia alle streghe” e proclamando a gran voce l’innocenza di chi era passato indenne attraverso 218 controlli effettuati dall’UCI.

QUESTIONE DI IMMAGINE (E NON SOLO) – In attesa di assistere al duetto fra il pluri-revocato campione e una delle donne più potenti del mondo (nel 2010 seconda solo a Michelle Obama secondo le stime di Forbes), che in Italia verrà trasmesso da DMAX venerdì alle 21.15, fioccano numerosi i tentativi di comprendere le ragioni di un dietro-front così “audace”. Fra le ipotesi più ovvie, la necessità – innanzitutto – di riscattare un’immagine ormai irrimediabilmente offuscata: l’outing televisivo, in tal senso, è una scelta azzardata ma potenzialmente decisiva (molti ricorderanno, ad esempio, la confessione di Clinton dopo lo scandalo-Lewinsky), soprattutto se si realizza col sostegno di una “spalla” d’eccezione come la Winfrey. E non è solo una questione di opinione pubblica, naturalmente, ma anche di interesse privato: c’è la sua fondazione di mezzo, ad esempio, la famosa Livestrong (da lui istituita nel 1997 dopo la sua battaglia vinta contro il cancro), la cui lodevole attività (la lotta contro i tumori) non può essere in alcun modo compromessa dalla cattiva reputazione del suo fondatore (che infatti, prima di registrare la trasmissione con Oprah Winfrey, si è scusato di fronte ai più di 100 impiegati della Livestrong “parlando dal profondo del cuore e con sincerità”, secondo quanto raccontato dalla sua portavoce Katherine McLane.

Ma di mezzo, soprattutto (al di là delle voci di un rientro nel mondo dell’agonismo come triatleta), ci sono tutti i conti in sospeso del texano, fra cui, solo per citarne uno, quello con il Sunday Times di David Welsh, che fu riconosciuto colpevole di diffamazione (e costretto a pagare 500mila dollari) per aver accusato Armstrong di far uso di steroidi, ormoni per la crescita ed eritropoietina. Proprio il giornale inglese ha di recente acquistato una pagina del Chicago Tribune (la Winfrey è di Chicago) per suggerire a Oprah una lista di dieci domande da rivolgere a Lance. Eccole:

1. Avevi detto ai medici dell’Indiana University Hospital, il 27 ottobre 1996, che avevi preso l’EPO, ormone umano della crescita, cortisone, steroidi e testosterone?
2. Dopo il ritorno del cancro, come hai fatto a giustificare la quantità di droghe illecite nel tuo corpo?
3. Hai avuto qualche simpatia per i rivali decisi a correre puliti o nessuna?
4. Ti penti di come hai trattato Betsy Andreu, la tua ex massaggiatrice Emma O’Reilly e Greg LeMond?
5. Ammetti che il tuo amico e dottore Michele Ferrari ha pienamente supportato il sistema doping della tua squadra?
6. E ‘ tua intenzione restituire i premi in denaro che hai guadagnato a partire dal settembre 1998 al luglio 2010?
7. Hai citato in giudizio il Sunday Times, le tue giustificazioni?
8. E’ stata la tua incapacità di comprendere Floyd Landis la chiave della tua rovina?
9. Mentire alla tua fondazione contro il cancro, è stato il più grande inganno di tutti?
10. Perché hai scelto Oprah Winfrey per la tua prima intervista da atleta squalificato?

Già, chissà perché hai scelto Oprah?…

Enrico Steidler

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