Vincenzo Galdieri

Lazio, il top player è Petkovic: col Dottore l’Aquila è tornata a volare

Lazio, il top player è Petkovic: col Dottore l’Aquila è tornata a volare
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Petkovic, allenatore della Lazio

Petkovic, allenatore della Lazio

ROMA, 22 GENNAIO – C’era una volta un’aquila ferita, che non riusciva più a librarsi nell’aria. Era come se avesse le ali tarpate ed arrancava sulla terra ferma, ma il cielo le mancava, eccome. Ricordava in maniera nostalgica i tempi in cui volava leggiadra e si chiedeva quando, finalmente, sarebbero tornati. Un bel giorno arrivò un  Dottore e si prese cura di lei, permettendole di mostrarsi nuovamente in tutto il suo splendore. L’aquila in questione è la Lazio, il Dottore, nemmeno a dirlo, è Vladimir Petkovic. E’ infatti questo il soprannome dell’allenatore che ha restituito entusiasmo a tutto l’ambiente biancoceleste, che fino a qualche tempo fa viveva di alti e bassi ed oggi ha finalmente ritrovato fiducia e voglia di credere in un futuro che si prospetta sempre più roseo. Merito della programmazione societaria, merito della gestione intelligente ed attenta del presidente Lotito, merito dei giocatori. Ma soprattutto merito suo: Petkovic, arrivato in punta di piedi nel calcio italiano, ha superato di slancio lo scetticismo generale e si è conquistato la stima di tifosi, calciatori, colleghi ed addetti ai lavori in generale. Quando venne annunciato il suo ingaggio in molti storsero il naso, convinti che Lotito avrebbe fatto meglio a puntare sull’usato sicuro made in Italy. Ed invece il patron aveva visto giusto: nella Lazio che vola in Italia ed in Europa, il top player – anche se sarebbe meglio dire top manager – è proprio il tecnico nato in Bosnia, di nazionalità croata e naturalizzato svizzero. Il famelico Petkovic è arrivato da noi con un’idea precisa: farsi apprezzare anche nel Belpaese. Ci sta riuscendo alla grandissima.

MENTALITA’ VINCENTE – Il primo obiettivo di un allenatore, in genere, è quello di riuscire ad imprimere alla propria squadra una mentalità vincente. Facile a dirsi, complicatissimo a farsi. Ebbene, Petkovic ha portato questa mentalità in men che non si dica, come se fosse la cosa più ovvia e scontata del mondo. La Lazio di oggi è una squadra matura, concreta, consapevole della propria forza e dei propri limiti. Il Dottore ha preso per mano i propri giocatori e gli ha trasmesso il suo carattere: calmo, serafico, ma nel contempo determinato e deciso. Un mix perfetto per raggiungere altissimi livelli di self control. Perchè il signor Vladimir è anche psicologo coi suoi ragazzi, e riesce a motivarli uno ad uno facendoli sentire importanti. La ritrovata vena realizzativa di un ottimo giocatore come Floccari è l’ultima testimonianza in ordine di tempo della cura-Petkovic, la più riuscita in casa Lazio da qualche anno a questa parte.

ALLENATORE COSMPOLITA – Petkovic si può quasi definire cittadino del mondo. Si è detto di Bosnia, Croazia, Svizzera ed Italia, ma in realtà il manager ha allenato anche in Turchia e conosce ben 8 lingue: croato, bosniaco, italiano, tedesco, russo, spagnolo, francese ed inglese. Uno con questo retroterra non può che avere una mente aperta e predisposta per affrontare qualunque tipo di ambiente e situazione. L’allenatore cosmopolita è riuscito a portare la Lazio al secondo posto in campionato – giusto 5 punti in meno della corazzata Juventus – in semifinale di Coppa Italia – sfiderà i bianconeri proprio stasera – ed ai sedicesimi di Europa League, dove ha chiuso al primo posto un girone che vedeva presente anche il Tottenham. Ma se del suo splendido lavoro in Serie A si è detto e stradetto, passa inosservato un dato. In Europa le nostre, solitamente, non hanno mezze misure: pronte a fare di tutto per la Champions League, snobbano l’Europa League nemmeno fosse la Coppa del quartiere. Con Petkovic però non funziona cosi. Il manager svizzero-croato ha un mindset diverso e sa che andare avanti nella competizione continentale può soltanto portare benefici sotto tutti i punti di vista. Ed allora basta con formazioni imbottite di seconde linee e ragazzini: l’Europa è una cosa seria. I risultati si sono visti: passaggio del turno in grande stile e la prospettiva di arrivare più avanti possibile. Con un condottiero cosi, sognare è lecito.

MODELLO DA SEGUIRE – Petkovic sta divendando un modello da seguire. Eccellente il modo in cui si è calato in una realtà esigente come quella del calcio italiano, addirittura straordinario il fatto che sia riuscito in questo intento con una naturalezza disarmante. The Doctor non è mai sopra le righe, non fa proclami, pensa a lavorare ed a migliorarsi. E’ educato nel modo di porsi e piacevole da ascoltare, perchè dice sempre cose giuste e non gli piacciono le esagerazioni. Abile comunicatore, maniaco dei dettagli, innamorato del calcio dinamico e godibile, sta regalando alla Lazio una propria importantissima identità anche a livello di gioco. Non si spreca in parole buttate qua e la’ per creare stati di esaltazione che se non ben gestiti possono rivelarsi armi a doppio taglio, preferisce stupire sul campo. Dove può arrivare? Questo sarà soltanto il tempo a dirlo. Ma intanto di quell’aquila ferita adesso non c’è più traccia: a farle spiccare di nuovo il volo, ci ha pensato il Dottore. 

A cura di Vincenzo Galdieri 

 

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