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Clamoroso al Cibali: a Catania sognano l’Europa

Clamoroso al Cibali: a Catania sognano l’Europa
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Vincenzo Montella, allenatore del Catania

CATANIA, 24 APRILE 2012. La vittoria di sabato sera contro l’Atalanta ha consentito al Catania dei miracoli di Vincenzo Montella di restare aggrappata al treno per l’Europa. Eguagliato il record di punti in Serie A, e ottenuta la salvezza con diversi turni d’anticipo, i rossoazzurri possono ora continuare a rincorrere il loro sogno: un posto in Europa League.

SCELTE AZZECCATE. Andando a leggere la rosa del Catania nessun intenditore di calcio rimarrebbe forse sorpreso dall’attuale posizione in classifica degli etnei, ma chi, anche fra i più preparati esperti, si sarebbe mai aspettato un exploit del genere ad inizio stagione? La verità è che Pietro Lo Monaco e il resto della dirigenza, guidati da un innamoratissimo Antonino Pulvirenti, hanno svolto un lavoro encomiabile, effettuando scelte oculate che si sono sempre rivelate vincenti, prima su tutte quella dell’allenatore. Vincenzo Montella, arrivato in estate dalla Roma (e forse lasciato andar via troppo presto dalla società giallorossa), è entrato nello spogliatoio in punta di piedi, dimostrando però sin da subito di aver le idee chiare e di voler imporre un gioco offensivo ed efficace. Le scelte tecniche sono invece ricadute su giocatori vogliosi di riscatto dopo qualche annata anonima con le precedenti squadre di club, come ad esempio Nicola  Legrottaglie, diventato un vero e proprio pilastro della difesa catanese, o Sergio  Almiron, che dopo i fallimenti con Juventus e Fiorentina ha preso in mano le chiavi del centrocampo diventando uno dei protagonisti di questa fantastica annata. Senza dimenticare il corposo blocco argentino, composto da giocatori chiave come Bergessio, Gomez, Spolli o il gioiellino Barrientos, e quei giocatori come Lodi e Marchese diventati punti cardine dell’undici schierato da Montella. Tutto questo considerando anche le cessioni eccellenti effettuate nel corso degli anni, come ad esempio quelle di Vargas, di Silvestre o quella di Maxi Lopez proprio nell’ultima finestra di mercato.

IN CASA COME LE BIG. Se il Catania in questa stagione ha già eguagliato il record di punti ottenuti l’anno scorso con la gestione Giampaolo-Simeone (46), lo deve soprattutto all’andamento casalingo, che dati alla mano risulta il quinto di tutta la Serie A. Nelle 17 partite disputate al Massimino infatti, gli etnei hanno totalizzato 32 punti, figli di 9 vittorie, 5 pareggi e 3 sole sconfitte, con 24 reti segnate e 12 subite (solo Juventus, Udinese e Milan hanno fatto meglio in questo dato). Meno positivo di conseguenza il dato inerente alle partite in trasferta, dove nelle 16 partite giocate lontano dal Cibali, la banda di Montella ha raccolto solamente 2 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte.

UN CALENDARIO IMPEGNATIVO. Nonostante il gran lavoro svolto fin qui, un buon finale di stagione potrebbe non bastare al Catania per centrare la storica qualificazione in Europa League. Premesso che siciliani in classifica hanno davanti squadre come Inter e Roma, che al momento lottano per altri obiettivi e che difficilmente lasceranno punti per strada, a complicare le cose per gli etnei ci si metterà anche un calendario tutt’altro che abbordabile. Tanto per cominciare le due trasferte di Cagliari e Palermo, la prima (in programma oggi alle 18.30) contro una squadra che ancora si deve salvare, la seconda che ha la ‘semplice’ valenza di un derby; poi la sfida interna col Bologna, seguita dalla trasferta nella capitale contro la Roma (che potrebbe valere uno scontro diretto) e infine l’ultima di campionato in casa con l’Udinese. Insomma un calendario impegnativo che in ogni caso designerà le sorti del Catania; un punto basterebbe per entrare nella storia, sognare? C’è tempo.

 

 A cura di Carlo Alberto Pazienza

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