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Forlán a 360°: vita, morte e miracoli del giocatore che avrebbe dovuto sostituire Eto’o

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MILANO, 25 APRILE – Scende l’oscurità su Diego Forlán. La mancata convocazione nella decisiva trasferta di Udine è soltanto l’ultimo evento infausto di una lunga serie: le prestazioni disastrose, l’infortunio patito in nazionale e il difficile ambientamento in Italia fanno di questa la peggior stagione della carriera dell’uruguaiano.

L’ARRIVO ALL’INTER – L’estate dell’attaccante della Celeste è a dir poco strepitosa: vince la Copa America da protagonista segnando una doppietta in finale contro il Paraguay e lascia l’Atletico Madrid per approdare a Milano. Viene accolto benissimo dal popolo nerazzurro, nonostante abbia il difficilissimo compito di far dimenticare un certo Samuel Eto’o. Tuttavia, la sua avventura italiana inizia sotto una cattiva stella: prima di lasciare la Spagna, il Cacha aveva disputato i preliminari di Europa League con i colchoneros rendendosi di fatto indisponibile, come da regolamento, per la kermesse europea.

LE ATTENUANTI – L’infortunio rimediato ad Ottobre in nazionale ha in qualche modo frenato il rendimento del centravanti. I vari cambi di allenatori (Gasperini, Ranieri e Stramaccioni) hanno ancor di più confuso le idee a Forlán che ha sempre giocato come seconda punta, e mal digerisce un suo utilizzo sulle corsie.

NUMERI IMPIETOSI – Finora Forlán ha collezionato 20 presenze in maglia nerazzurra, tra Serie A e Champions League, realizzando la miseria di 2 gol. Aldilà dei numeri che sono davvero impietosi, quello che stupisce è l’approccio del giocatore in partita. Trotterella, quasi cammina in campo, effettua passaggi banali se non inutili e tira poco e male in direzione della porta avversaria. Insomma il lontano, lontanissimo parente del campione che vinceva il pallone d’oro del mondiale 2010, la scarpa d’oro (2 volte)  e le classifiche del pichichi in Spagna (2 volte).

VOGLIA DI RISCATTO – Il giocatore ha manifestato più volte, anche attraverso le parole del suo agente, la volontà di restare all’Inter. Che la prossima stagione sia quella del riscatto? Se lo augura lui, ma soprattutto l’Inter: questo non può essere il vero Forlán.

Michele Lestingi

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