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Juventus, Marchisio: “Il Napoli mi sta antipatico”

Juventus, Marchisio: “Il Napoli mi sta antipatico”
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Botta e risposta Napoli – Juve a suon di comunicati ufficiali

Claudio Marchisio_2TORINO, 11 GENNAIO – Gli scontri sportivi e dialettici tra Juventus e Napoli hanno radici profonde nella storia dello sport più bello del mondo, e si sono accentuati in questi ultimi anni per via della ritrovata competitività della squadra partenopea. Forse, però, nessuno si era spinto oltre come Claudio Marchisio, giovane centrocampista della Juventus, cresciuto nelle giovanili della Vecchia Signora ed ora uno degli uomini simbolo di questa squadra: ieri ha rilasciato un’intervista al supplemento del Corriere della Sera, Style, che ha già fatto discutere, ed arrabbiare, tifosi e società del Napoli.

Riprendiamo alcuni stralci dell’intervista riportati dal sito tuttojuve.com. Dice di essere metà fabbro e metà principe, e non gli dà fastidio essere chiamato “piccolo Lord” o “principino”:Ero già così da piccolo, crescendo non potevo che perfezionarmi. Ci tengo, mi piace. Anche all’allenamento mi presento in giacca e camicia, mise non così diffusa tra i ragazzi della mia età. Non mi seccava il fatto d’essere confrontato con un grande campione come Marco Tardelli. Tengo solo a essere me stesso. «Piccolo Lord» l’ha inventato Federico Balzaretti, mio compagno in Nazionale, ai tempi della Juve di Fabio Capello. «Principino», un po’ per i vestiti, un po’ per il comportamento in campo, è una creazione del giornalista Paolo Ziliani. Nomignolo che comincia a preoccuparmi…. Perché se sul campo sei visto come un principino qualcosa non va, magari sei troppo lezioso… Sono 50 per cento fabbro, 50 per cento principe. A centrocampo si fa anche il lavoro sporco, si mostrano i denti: non sono un raffinato trequartista”. Sul suo modo di vestire: “Cerco però di vestire con raffinatezza. A prescindere che sia in jeans e pullover piuttosto che in giacca. Come mi piaccio di più? Con un bel vestito, scarpe classiche, camicia e anche cravatta quando mi va. Mia moglie Roberta dice che vesto come uno molto più avanti d’età. Già mi vede a 35 anni davanti al caminetto con la pipa. Non mi tenta: però mi piace andare dal sarto, scegliere i tessuti, discutere del taglio e dei dettagli. Bottoni compresi”.

Confessa anche di non amare troppo la cresta, dicendo che non fa per lui: “Non fa per me. È un fenomeno curioso: certi tagli di capelli creano il personaggio. Penso allo sconcerto che creerebbe il mio amico Mario Balotelli se si presentasse pettinato normalmente. Certo, il look può diventare anche una prigione. Che cosa significa essere un gentleman in campo? Il calciatore gentleman incute rispetto, ti rispetta e ha carisma. Anche se ti stende con un fallo. Mi viene in mente il centrocampista inglese Steven Gerrard, per me un idolo, poi Paolo Maldini, Javier Zanetti e il mio ex compagno Alessandro Del Piero”.

Ed ecco la frase “incriminata”. Il giornalista gli chiede se c’è qualche giocatore che gli sta antipatico e Marchisio risponde cosi: “Non qualche faccia in particolare, ma una squadra, soprattutto dopo le finali ruvide di Coppa Italia e Supercoppa: il Napoli. Quando me li trovo di fronte scatta qualcosa”. Non c’è che dire: una frase abbastanza forte, anche se riferita all’ambito sportivo.

Il piccolo principe si sente un privilegiato rispetto ai suoi coetanei, ma non dice quanto guadagna ed in più ha rinunciato al procuratore, e spiega il perché: “Mi considero fra i pochi privilegiati, essendo in una società al top e giocando in Nazionale. Ma ho fatto tanti sacrifici per arrivarci, e ancor di più ne hanno fatti i miei. Mia mamma, per accompagnarmi in macchina agli allenamenti quando ero bambino, ha lasciato il suo tranquillo lavoro di assicuratrice. Avendo anche due sorelle, ciò ha pesato sul bilancio familiare. Di tanti ragazzi con cui ho cominciato, pochi ce l’hanno fatta. E dalla Serie B in giù non è certo che corrano stipendi milionari. Non mi va di fare cifre, noi piemontesi siamo riservati su tutto, soldi compresi. Per quanto riguarda gli investimenti cerco di diversificare, se non altro per limitare i rischi. Da buon imprenditore mio padre mi ricorda sempre che ci vuole giudizio. Basta poco a bruciare anni di lavoro. In un calcio così articolato, pieno d’interessi e aspetti collaterali, i procuratori servono. Ho fatto questa scelta perché alla Juve mi sento come a casa e non manca chi mi consiglia. Ho più responsabilità ma aiuta a maturare”.

Claudio Marchisio però ha anche altri progetti, parla della famiglia, della sua storia con Roberta e della nascita di un figlio: “Ho aperto un ristorante due anni fa, il Piazza Trento nella mia Chieri, ma quella non sarà mai una professione. Da ragazzo appassionato di geografia invidiavo gli agenti di viaggio. Poi ho preso un’altra strada. Fuori dal calcio oggi l’unico ruolo in cui mi vedo è da sostenitore della Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna Onlus e l’Istituto per la ricerca sul cancro di Candiolo Per quanto riguarda la famiglia bisognerebbe essere sia conservatori che progressisti. In Italia abbiamo capito tardi l’esigenza di aprirci al mondo dell’immigrazione. È un fatto culturale, e forse anche regionale. Noi piemontesi siamo un po’ ermetici anche tra parenti; al Sud, vedo la famiglia di Roberta, sono molto più solari. In ogni caso, tornando alla società multietnica, sono contento che il calcio sia servito. I cori razzisti? Sono minoranze rumorose, spesso fischiate dal resto dello stadio. Guardiamo la composizione delle attuali nazionali di calcio: sono il migliore spot per una società senza barriere razziali. L’adrenalina provocata dalla vittoria è più intensa della nascita d’un figlio? So a che cosa si riferisce. Quando nacque il mio secondogenito Leonardo dissi che niente mi aveva fatto godere come lo scudetto. Ma soltanto perché era una cosa mai provata prima. È evidente che la nascita d’un figlio non ha paragoni. Colpo di fulmine? Per me sì, la chiamavo, ero pronto a volare ma lei faceva la sostenuta. Poi una sera mi sono presentato su una terrazza al mare, in ginocchio, con anello in una mano e mazzo di fiori dall’altra. Ha detto di sì. Lei è un tipo diretto: non le manda a dire a nessuno. Ed è competitiva essendo stata campionessa italiana a squadre di tennis under 16. Insomma, ragazza tosta. Gelosi? Tutti e due. Io di lei perché è bella e perché sono spesso lontano da casa! Lei di me perché avendo più di 850 mila amici su Facebook… Quelle dimostrazioni, chiamiamole di simpatia, fanno piacere!”

La sconfitta è qualcosa difficile da digerire, e pensare al proprio ingaggio non serve a nulla: “All’ingaggio pensi quando firmi il contratto, non quando vai in campo. Dopo la finale agli Europei persa 4-0 con la Spagna ci sentivamo cani bastonati. Nessuno parlava, nessuno ha dormito. Delusione difficile da smaltire. Ero mortificato per come non fossimo riusciti a entrare in partita. Ci stava perdere, ma non in quel modo. Roberta mi ha aiutato molto”.

Un piccolo accenno alla politica. Tra Monti e Renzi, Marchisio chi sceglie?: “Per chi voto? Come dicevo, noi piemontesi siamo molto riservati… Due parole sull’esperienza di Mario Monti e sulle ambizioni di Matteo Renzi. Monti s’è fatto un sacco di nemici, però con il casino che c’era prima si poteva davvero fare meglio? Difficile dirlo. Renzi sa comunicare bene, mi piace la ventata d’aria nuova che ha portato. Se lo voterei? Chi lo sa…”

Infine le sue passioni: ama le auto ad alta velocità, tanto da possedere una Ferrari GTO, una Lamborghini Aventador nera e una Jeep grigia. Ed in Formula 1 ecco per chi tifa: “Tifo per il migliore, cioè Fernando Alonso. Cambiarlo con Sebastian Vettel? Vorrei vedere ad auto invertite chi vince…”

Non si è fatta attendere la replica del Napoli, che con un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, sscnapoli.it, ha risposto alle dichiarazioni di Marchisio: “Le dichiarazioni di Marchisio a Style rappresentano una grave offesa al Napoli e al calcio italiano. Ci sorprende che arrivino da un calciatore della sua statura che gioca in una squadra così prestigiosa. Auspichiamo che si tratti di un fraintendimento e ci aspettiamo chiarimenti dal giocatore e dalla Juventus“.

Non si è fatta attendere neanche la controreplica della Juventus, anch’essa apparsa sul sito ufficiale della società bianconera, juventus.com: Claudio Marchisio ha espresso un’opinione nel corso di un’intervista al mensile Style del Corriere della Sera. Tale opinione è chiaramente riferita alla sana competizione agonistica che ha visto Napoli e Juventus protagoniste di partite accese e spettacolari. Nessuna offesa: non comprenderlo significa cercare una polemica inesistente.

Massimiliano di Cesare

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