Luca Guerra

Dopo Juventus-Milan: vinti e vincitori solo sul campo

Dopo Juventus-Milan: vinti e vincitori solo sul campo
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Passano i bianconeri nonostante una condizione complessiva da migliorare, ma El Shaarawy e compagni confermano la loro crescita agli ordini di Allegri.

Mirko Vucinic autore del gol vittoria contro il MilanTORINO, 10 DICEMBRE– Come 11 mesi fa, Mirko Vucinic colpisce il Milan nel primo tempo supplementare, realizza il 2-1 e ferma il cammino dei rossoneri in Tim Cup: va avanti la Juventus, che ora troverà la Lazio in semifinale. L’anno scorso fu 2-2 e i bianconeri approdarono in finale, dove furono poi sconfitti dal Napoli, ma l’amarezza nelle file rossonere resta la stessa, se non maggiore: è infatti sfumato un obiettivo quest’anno più importante del solito per via Turati, con l’approdo in finale o la vittoria del trofeo che avrebbero garantito la qualificazione in Europa League, un traguardo non trascurabile per un club oggi settimo nel campionato di serie A. Vinti e vincitori allo “Juventus Stadium” – il day-after- ci sono stati solo nel tabellone finale, ma il match è stato contraddistinto da un complessivo equilibrio, denotando la condizione fisica precaria della Juventus e un Milan ben organizzato in avanti ma oltremodo ballerino in difesa.

JUVENTUS: MATRI & ISLA IRRICONOSCIBILI, DIFESA OK- Nell’ordine numerico del club bianconero, con le maglie numero 32 e 33, si “inseguono”, e li accomuna anche la condizione fisica in evidente calo. Parliamo di Alessandro Matri e Mauricio Isla: i due sono rimasti in campo per 120’ e nemmeno il cambio di modulo (da 3-5-2 a 4-3-3) deciso da Conte nei tempi supplementari li hanno aiutati ad arrivare a una valutazione sufficiente. Il centravanti desiderato proprio dai rossoneri è “durato” un tempo, salvo poi permettere a Mexes e Acerbi di spadroneggiare nella seconda parte di gara; il cileno, partito a sinistra per poi cambiare fascia e infine adattarsi come mezzala nel 4-3-3, non è ancora quello ammirato ad Udine, e sul suo rendimento pesa anche l’errore davanti ad Amelia per il potenziale 3-1 nei tempi supplementari. I due non sono ancora il valore aggiunto che potrebbero rappresentare: Matri in particolare si muove tanto, ma sembra quasi intristito, come il recupero subito con annesso tunnel da Niang nei supplementari testimonia. Conte può consolarsi con la solidità del reparto difensivo: Barzagli non sbaglia una partita, Bonucci è ormai un leader, e i rischi corsi nel finale sono stati perlopiù frutto di gambe che non mulinavano più a dovere da parte del resto della squadra. Infine, i “soldatini”, come in passato con serietà e facezie sono stati definiti: Marrone, Giaccherini, Storari, Caceres. Tutti ancora una volta pronti e al di sopra della sufficienza quando chiamati in causa.

MILAN: ALLEGRI RESPIRA, MEXES NO- Forse il meno arrabbiato per il ko dello “Juventus Stadium” tra le file rossonere è proprio Massimiliano Allegri: l’allenatore toscano, perennemente in discussione da un anno a questa parte (vedi anche ultime sortite del presidente rossonero Berlusconi), ha messo in campo una formazione autoritaria, la migliore possibile stanti le assenze devi vari De Jong, Yepes e del partente Robinho, capace di detenere a lungo il possesso palla del match. Inutile spendere altre parole su El Shaarawy, anche ieri chirurgico sotto rete, vale la pena di dilungarsi invece su Montolivo e De Sciglio: i due sono sulla via giusta per diventare leader tecnici della rosa milanista. Uomo-ovunque il primo, abile anche a sinistra, certo non la corsia di sua preferenza, il secondo. Il futuro rossonero è di questo trio: il presente non è invece certo di Philippe Mexes, emblema di una retroguardia sempre battuta fuori casa sin qui. Incerto nelle chiusure palla a terra, come successo sul 2-1 di Vucinic, lento quando si tratta di uscire su Giovinco e Giaccherini, non guida il reparto arretrato. Prosegue l’involuzione di Boateng, mentre segnali confortanti dalla “meglio gioventù” sono arrivati anche da Niang e Bojan.

Il giorno dopo Juventus-Milan 2-1, dunque, Conte e Allegri guardano al futuro delle rispettive squadre con maggiore fiducia: da un lato la formazione bianconera, capace di vincere da grande, soffrendo e senza una condizione fisica ottimale, dall’altro la crescita rossonera. Domenica si torna in campo per la serie A, con la Juventus ospite del Parma sin qui imbattuto in casa, e il Milan che va a Genova, sponda blucerchiata, contro l’uomo del momento (dopo la doppietta che ha affossato i bianconeri), Mauricio Icardi.

A cura di Luca Guerra

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