Orazio Rotunno

Calciomercato Inter, Dzeko erede di Milito: parte la trattativa

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Continua il pressing dietro le quinte per Paulinho. Sempre più vicino Campagnaro, in scadenza a giugno

Paulinho, mediano del Corinthians

Paulinho, mediano del Corinthians

MILANO, 8 GENNAIO – Dev’essere acccaduto qualcosa di importante durante la riunione tecnica di ieri fra Moratti, Branca ed Ausilio se oggi, il primo nome stampato sulle prime pagine dei giornali, è quello di Edin Dzeko. Una coincidenza che può voler dire tutto o niente, ma certo è che dopo nomi poco altisonanti previsti per il mercato di gennaio, quello del bosniaco è il primo che fa veramente sognare i tifosi neroazzurri. Ma una premessa è fondamentale: Dzeko costa non meno di 30 milioni e 6 di ingaggio netti annui. Sarà disposta l’Inter a tornare indietro con le proprie abitudini di mercato, spendendo tali cifre?

VIA WES E RITORNO IN CHAMPIONS: ECCO COME SI COMPRA – Sono queste due le condizioni fondamentali per l’arrivo dell’attaccante di Mancini: alleggerimento del monte stipendi con l’addio dell’olandese, che guadagna esattamente quando Dzeko al City, oltre ad un conguaglio che non sarebbe inferiore ai 10 milioni di euro ed il ritorno imprescindibile nella coppa dalle grandi orecchie. Quest’ultimo punto è fondamentale tanto per gli introiti da essa derivanti, quanto per il dovere di offrire al nuovo attaccante una vetrina all’altezza della sua fame e che possa risultare appetibile per il suo trasferimento. L’Inter la disponibilità economica la possiede, resta da capire la volontà di investire: il risparmio sul monte ingaggi negli ultimi mesi è stato evidente, con gli addii di Julio Cesar, Lucio, Maicon, Forlan ed il prossimo di Sneijder. La necessità di cominciare a guardarsi incontro, in vista dell’erede del Principe Milito richiede una spesa importante, che non si limiti a Livaja e Rocchi. Serve un nome da Inter, che riporti la squadra ai vertici, per chi nell’ultimo decennio ha visto andare in rete gli attaccanti più forti al mondo: da Vieri a Ronaldo, Crespo ed Ibrahimovic, fino ad Eto’o e Milito. Dzeko rappresenta l’identikit giusto: 27 anni, forte fisicamente ma dotato di ottima tecnica, capace di testa e coi piedi ed in possesso di un ottimo pedigree internazionale. Uno da Inter, insomma: la palla ora passa al Presidente.

PAULINHO E CAMPAGNARO: SI LAVORA SOTTO TRACCIA – L’Inter lavora per giugno, ma si muove già in questi giorni per garantirsi una squadra che possa garantire il fondamentale ritorno in Champions. Paulinho è il nome che oramai si insegue da un anno, costa fra i 12 ed i 15 milioni, sebbene non abbia esattamente le caratteristiche di regista che all’Inter servono. Centrocampista di grande quantità ma coi piedi buoni, darebbe quella spinta in più alla mediana interista anche sul piano degli inserimenti, ma non è l’alternativa tecnico-tattica a Lodi, per intenderci. Il Corinthians continua a rimandare il suo addio, il giocatore verrebbe subito in Italia: anche questa operazione dipende dal futuro di Sneijder. Per Campagnaro la situazione è più complicata, non tanto dal punto di vista economico, quanto dalla concorrenza sul giocatore: la Juventus è fortemente interessata all’italo-argentino, abituato ad esprimersi in una difesa a 3, grande duttilità e temperamento e 30 anni di età a agrantire la piena maturità del giocatore. Guadagna non più di 2 milioni annui e la possibilità di un rinnovo col Napoli sono quanto meno velleitarie. L’Inter è in pole sul difensore, ma tocca bruciare l’agguerrita concorrenza, vogliosa di approfittare della vantaggiosa operazione sul piano economico.

Entro la prossima settimana si definirà gran parte del mercato neroazzurro di gennaio.

Orazio Rotunno

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