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Uno Scudetto ipotecato, Genova teatro tragicomico. L’editoriale di SportCafè24

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Una scena che parla da sola

La lotta a scudetto a due Milan-Juve volge al termine dopo l’allungo a +3 dei bianconeri sui rivali. Solo il Napoli fa un passo avanti verso la Champions, le altre faticano. Inferno a Genova, ore di panico, paura ed umiliazione per i calciatori del grifone. Lecce sempre superlativo. 

FUGA FINALE – La Juventus ieri sera ha fatto un decisivo passo in avanti. Probabilmente ieri incontrava la migliore squadra possibile (per fare il passo intendasi). Tutti si aspettavano il posticipo con i botti, e invece dopo 10 minuti era già finita la partita, la solita partita fuori casa disastrosa della Roma (30 dei 46 goal incassati dai giallorossi sono fuori casa, ben il 65 %). Vittoria nel segno di Vidal, emblema di questa Juve, corsa, agonismo e bel gioco. A 5 dalla fine, 3 punti di vantaggi, con questa Juve, ancora imbattuta, e senza grossi ostacoli fino al traguardo, sono difficili da recuperare. Specie per un Milan spento, tenuto in piedi per la maggior parte dai 24 goal di Ibrahimovic. I rossoneri non sanno però difendere questi goal, e l’assenza di Thiago Silva non può essere un alibi con il rientrante Nesta. Mexes è senz’altro mancato, Galliani si aspettava sicuramente di più dal francese. Gli strascichi della Champions poi, fanno il loro lavoro anche sui ragazzi di Allegri, che sembrano aver mollato. Del resto per tutto il campionato la Juve è stata in testa, quindi il titolo è anche piuttosto giustificato. Sarà molto interessante adesso vedere il calciomercato della Juve, che dovrà essere funzionale a darle subito una caratura internazionale. I nomi che si fanno sono eccellenti (Van Persie, Robben e Tevez su tutti), adesso la parola passa ai dirigenti bianconeri, che hanno tutte le carte in tavola per costruire e migliorare la squadra. Magari tenendo conto dell’esempio del Borussia Dortmund, fresco vincitore del secondo Meisterschale consecutivo. L’organico tedesco non è stato rinforzato a sufficienza in estate, e in Champions League gli uomini di Klopp hanno pagato.

Edinson Cavani, obiettivo del Chelsea

TERZO POSTO MERITATO? – Sembra che nessuno voglia andare a giocare la Champions League 2012/2013. Mai la lotta all’ultimo posto Champions è stata così lenta e faticosa. La Lazio ha appena 55 punti (a questo punto l’Inter l’anno scorso ne aveva ben 63, 8 in più!). Sulle 5 squadre che lottano, solo una ha vinto, il Napoli. Ma il rendimento negativo di queste squadre è evidentissimo. Nelle ultime 5 gare delle cinque squadre in questione, sono arrivate complessivamente solo 8 vittorie (su 24, essendoci stato lo scontro Lazio-Napoli). Partendo dal basso, L’Inter e la Roma sono le squadre che meno meritano il posto. Rendimento scostante della milanese, e imbarcate esterne fragorose di Luis Enrique fanno la differenza. L’Inter non ha mai trovato continuità di risultati e di gioco. Acquisti come Palombo e in particolare Forlan non si sono mai integrati. E’ grave specie se si pensa che Forlan è colui che ha “teoricamente” rimpiazzato Eto’o. Le sconfitte della Roma invece non sono mai banali, fanno sempre rumore e fanno sempre male. Ieri sera si poteva anche perdere, come magari anche a Lecce, ma non in questo modo così pesante. L’unica cosa positiva è che allenatore e dirigenti ci mettono sempre la faccia, senza chiudersi in inutili silenzi stampa. Il Napoli dopo la Champions è crollato, ed alcuni giocatori sin dall’inizio sono stati sotto il loro rendimento. Hamsik su tutti. Udinese e Lazio forse potrebbero meritare di più il posto. Ma anche loro hanno evidenziato diverse difficoltà, tra cui la mancata personalità nei momenti chiave. Nella Lazio colpisce in particolare il rendimento in casa, non proprio eccellente (nella classifica degli incontri casalinghi, i biancocelesti sono solo 6°). In definitiva chiunque andrà in Champions League quest’anno ci andrà con pochi punti, e non in maniera del tutto meritata.

BUIO PROFONDO GENOA – Una delle pagine più umilianti della storia del calcio italiana è stata scritta ieri. E non è assolutamente un’iperbole. Quando i tifosi dettano legge in questo modo siamo al ridicolo. Già che dei tifosi passino dalla Gradinata Nord al settore centrale dello Stadio Marassi è una cosa grave, in quanto non avrebbero potuto. Ma se poi tali “tifosi” si mettono a buttare petardi per interrompere la partita, riescono a parlare con i giocatori ed ottengono quello che vogliono è assurdo. La scena di Marco Rossi, circondato dalla Digos, che consegna le maglie dei suoi compagni ai tifosi è degna del miglior Pirandello o del miglior Terenzio. Il capitano rossoblù, con tutti i suoi compagni, sono stata l’espressione del grottesco allo stadio massimo. Si doveva per forza dar retta a quei teppisti? Buttavano i petardi? La partita si sospendeva. Invadevano il campo? Li si fermava e si andava tutti a casa. Il Genoa perdeva 0-3 a tavolino, e avrebbe per un po’ giocato a porte chiuse (le due giornate comminategli nella giornata di oggi sono anche poche). Non possiamo lasciar permettere che le regole le facciano gli “Ultras“. Un imputato non fa le regole, le fa il magistrato. Così deve accadere anche nel calcio. Mi sono proposto di scrivere su questo sito di sport, quindi parlare di queste cose risulta seccante, un giornalista sportivo dovrebbe sempre descrivere momenti di sport non di violenza. Altrimenti avrei scelto un giornale di cronaca nera. Il calcio giocato ieri a Genova si è giocato fino all’8° del secondo tempo, poi è stato tutto falsato (i giocatori non erano nelle condizioni specialmente psisiche adatte per terminare l’incontro). Valutiamo quindi i primi 53 minuti di gara. Dire che i grifoni stiano scherzando col fuoco è poco. Mercoledì c’è il Milan a San Siro e il Lecce gioca in casa col Napoli. Il Genoa sta rischiando davvero di andare a fare compagnia ai rivali blucerchiati in cadetteria. Una partita sciatta, affrontata senza grinta, senza cattiveria. I continui avvicendamenti in panchina orditi da Preziosi, De Canio ultimo dei quali, sono solo la ciliegina sulla torta a questo Teatro del Grottesco.

Serse Cosmi, tecnico giallorosso

4 SQUADRE PER 3 POSTI – Cattiveria e grinta che invece il Lecce ha da vendere. Seppur con un organico inferiore alle sue sfidanti (Cagliari, Fiorentina e Genoa), Cosmi ha saputo toccare le giuste corde nella squadra, che risulta adesso una delle più temibili, e si sta meritando a man basse la riconferma. Avendo 38 punti non possiamo non includere ancora Fiorentina e Cagliari. I sardi vivono anche il dramma dello Stadio. Giocare a Triste per una squadra isolana, è di quanto più scomodo possa esserci. I 1100 Km che separano le due città sono uno scoglio troppo grande e troppo ingrato ai tifosi rossoblù, che di certo non meritano di non poter seguire la propria squadra in casa in questo rush finale. Il Nereo Rocco sarà ancora lo stadio dei Cellino‘s Boys fino a fine stagione almeno, specie Mercoledì, dove nella cittadina vicina alla Slovenia, arriverà un Catania ormai sazio. La Fiorentina, invece, ha racimolato miseramente 38 punti, mostrando pessimo rendimento sia in casa che fuori, ed un organico non adeguato alla Categoria a momenti. Amauri non ha dato i risultati sperati. Jovetic è calato e paga anche qualche infortunio. Ma la differenza sta nella panchina, che se fino a qualche anno fa era competitiva, adesso vede solo Primavera. La Viola in estate dovrà rifondare parecchio, ed avrà bisogno di molti giocatori, visto che molti altri partiranno (Montolivo e Natali su tutti).

a cura di Walter Molino

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1 Comment

1 Comment

  1. Ruggiero Daluiso

    24 aprile 2012 at 1:24

    Bravo Walter, editoriale impeccabile! Triste la vicenda di Genova…davvero triste

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