Luca Guerra

Pro Patria-Milan: anche l’assessore leghista Grittini tra i sei indagati

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Boateng, centrocampista del MilanBUSTO ARSIZIO, 7 GENNAIO – Un assessore leghista, responsabile dello Sport e delle Politiche Giovanili, fra i denunciati per gli insulti a Kevin Prince Boateng, risalenti all’amichevole Pro Patria-Milan, giocata allo stadio “Speroni” di Busto Arsizio lo scorso 3 gennaio e sospesa dopo 27’ del primo tempo per la singolare protesta del calciatore ghanese di origini tedesche. Il Boa aveva deciso di abbandonare la contesa dopo essere stato subissato fino a quel momento – alla pari dei compagni di squadra Niang, Emanuelson e Muntari – dai fischi e dagli ululati razzisti di alcuni idioti presenti sugli spalti. Oggi la penosa novella, che arricchisce di un triste tassello la vicenda.

L’ASSESSORE-ULTRAS – Tra i sei indagati per i cori razzisti c’è infatti anche Riccardo Grittini, l’assessore allo Sport e alle politiche giovanili del Comune di Corbetta, vicino a Busto Arsizio. Il 21enne leghista, nominato assessore nello scorso autunno,è stato identificato dalla Digos e dalla Questura di Varese. L’uomo è stato rintracciato confrontando i dati raccolti durante l’identificazione preventiva compiuta dagli agenti, dopo la sospensione della gara, nel settore dal quale provenivano i cori e i filmati delle telecamere dello stadio.

In difesa di Grittini, portiere della squadra di calcio locale e studente in Scienze Motorie alla Cattolica, è poi intervenuto il sindaco di Corbetta Antonio Balzarotti che al Corriere della Sera ha dichiarato: “E’ un bravo ragazzo, una persona perbene. L’ho sentito domenica mattina per capire che cosa fosse successo. Era affranto, distrutto. Mi ha chiesto di risentirci dopo, per avere tempo per riflettere. Mi ha parlato di una goliardata, di un episodio simile a quelli che accadono tutte le domeniche negli stadi. Probabilmente il fatto che una squadra prestigiosa come il Milan si sia ritirata dal campo ha esacerbato gli animi. Certo, se si rivelasse non una ragazzata ma un episodio di razzismo vero e proprio non potrei fare altro che dissociarmi totalmente”. Difficile accettare ragazzate da chi per ruolo sarebbe preposto a educarli, i cittadini e ragazzi.

A cura di Luca Guerra

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