Orazio Rotunno

Inter, le ragioni di una crisi: arbitri, infortuni e mercato

Inter, le ragioni di una crisi: arbitri, infortuni e mercato
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

A questo si aggiungono errori clamorosi, di Livaja e Jonathan, che costano punti pesanti nel bilancio neroazzurro

Branca, dt InterMILANO, 7 GENNAIO – Bastano tre parole per motivare la crisi che attraversa l’inter da ormai due mesi: 8 punti in 8 partite dopo l’impresa in casa della Juventus. Ripetuti errori arbitrali, numero spropositato di infortuni ed errori evidenti in sede di mercato. Certo basterebbe buttarla dentro almeno quando si è davanti ad una porta completamente vuota, vedi Livaja e Joonathan, ed oggi l’Inter sarebbe seconda in classifica. Ma non cancellerebbero evidenti mancanze nella rosa, motivate da problemi fisici ed inadempienze nel mercato estivo, oltre a qualche svista di troppo delle terne arbitrali.

ARBITRI, TANTA SFORTUNA SECONDO STRAMACCIONI – Un dato è innegabile: dal match con la Juventus l’Inter ha solo subito pesanti torti in almeno 3 partite: Atalanta, Cagliari e Lazio. Tutto tradotto in 4-5 punti che mancano all’esiguo bottino neroazzurro delle ultime 8 giornate, che diventerebbe ben maggiore se Livaja e Jonathan non avessero mancato la rete con la porta spalancata. Episodi, il calcio è fatto anche di questo: c’è da dire che nel periodo pre-Juve la stessa Inter aveva usufruito di una svista clamorosa a sè favorevole in casa contro il Catania e del dubbio gol annullato a Montolivo nel derby. Il bilancio resta in passivo, ma non può essere sufficiente per motivare una media salvezza da 1 punto a partita che la squadra di Stramaccioni sta avendo da oramai due mesi.

INFORTUNI, TROPPI: E SNEIJDER… – Nell’ultima gara con l’Udinese mancavano ben 10 giocatori alla causa neroazzurra: in panchina eccezion fatta per il pessimo Silvestre e il neo-arrivato Rocchi a disposizione di Strama vi erano solo giocatori della primavera. Numericamente la rosa c’è, e da questo punto di vista non vi sono alibi inerenti al mercato estivo. Resta dunque un incognita legata ai tardivi recuperi di tanti giocatori lungodegenti: Stankovic, Chivu ed Obi su tutti. Ma anche Mudingay e Nagatomo, fuori per motivi muscolari e l’ultimo affaticamento di Milito. Tornare al lavoro più tardi di tutti, quando di cose da aggiustare non mancavano visto l’andamento recente, non sembra essere stata la mossa più azzeccata. In tutto questo vi è la forse troppo facile rinuncia a Wesley Sneijder: con la carenza di qualità in mezzo al campo che l’Inter ha, è la scelta migliore quella che la società sta portando avanti da 40 giorni?

LE PECCHE DEL MERCATO: TROPPI MEDIANI, NESSUN REGISTA – L’errore principale della squadra comandata da Marco Branca è evidente, ed oggi più che mai è messa in risalto. E lo capisci quando vedi un taglialegna come Gargano essere costretto ad impostare il gioco. Manca un regista, un cervello in mezzo al campo che faccia girare la squadra e trovi soluzioni vincenti quando gli avversari sono chiusi. Il dopo Thiago Motta, cessione largamente sottovalutata, è stato tragico sportivamente parlando. Persino la modesta Inter di Ranieri era riuscita ad inanellare 7 vittorie di fila e a portarsi al 3 posto in classifica dopo un inizio devastante con Gasperini. Dopo l’addio dell’italo-brasiliano, il vuoto assoluto. Lodi può essere il nome giusto, ma risulta incomprensibile come si possa aver pensato ad agosto che fosse superfluo prendere un centrocampista con quelle doti: sono arrivati Gargano e Mudingayi, due doppioni dalle identiche caratteristiche da mediano. Carenze importanti anche a destra: si è pensato di cedere il più forte terzino destro al mondo e rimpiazzarlo con niente, ovvero Jonathan. Ora si fa il nome di Schelotto, non un campione ma un onesto giocatore.

Queste due sono le mancanze maggiori di una rosa comunque competitiva ed in grado di arrivare tranquillamente seconda in campionato, con un regista, qualche infortunio in meno ed arbitraggi meno sfortunati.

Orazio Rotunno

Share Button