Luca Guerra

Caso-Boateng, per Seedorf un errore abbandonare il campo

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"Boateng ha sbagliato a lasciare il campo. Così facendo ha dato importanza al comportamento di un piccolo gruppo che era allo stadio solo per fare casino". Così l'ex rossonero su Pro Patria-Milan.

Boateng, centrocampista del MilanMILANO, 4 GENNAIO-Boateng ha sbagliato a lasciare il campo. Così facendo ha dato importanza al comportamento di un piccolo gruppo che era allo stadio solo per fare casino. Bisognava identificare i responsabili e sbatterli fuori dallo stadio a calci così il restante 90% del pubblico avrebbe potuto godersi lo spettacolo. Se Boateng fosse stato in grado di indentificare come responsabile l’intera curva allora bisognava cacciare l’intera curva”. Parola di Marco Reguzzoni, parlamentare leghista, o Gigi Farioli, sindaco di Busto Arsizio? No, ai due, che ieri avevano biasimato il comportamento di Kevin Prince Boateng, il calciatore del Milan che aveva deciso di abbandonare il campo dopo 27’ di gioco in Pro Patria-Milan, test amichevole caratterizzato dagli ululati razzisti di un branco di idioti nei confronti del calciatore ghanese di origini tedesche e dei compagni di squadra Niang, Emanuelson e Muntari, si è aggiunta un’altra voce fuori dal coro: quella di Clarence Seedorf, 36 anni, olandese “coloured” nativo del Suriname, oggi al Botafogo dopo un decennio nel Milan (300 presenze e 47 reti in rossonero per lui).

INCIVILTA’ CONTRO BUON SENSO?- Da un lato Seedorf evidenzia nelle sue affermazioni l’inciviltà di chi in pieno terzo millennio ancora si ostina in cori dementi nei confronti dei calciatori “di colore” (ma non siamo tutti di colore, vien da chiedersi?), ma dall’altro pone in evidenza la mancanza di buon senso del numero 10 rossonero, che prima ha scagliato il pallone verso una fetta di tribuna occupata anche da tifosi incolpevoli, poi ha violato il regolamento federale. “Lasciando il campo mandi un segnale ma dovrebbe accadere più di una volta, non penso che così cambi davvero molto così” Seedorf ha spiegato alla BBC. Una bacchettata giunta dunque dall’ex numero 10 del Milan all’attuale detentore della maglia del club di via Turati: una notizia che arriva mentre è stata comunicata la denuncia a carico di uno dei tifosi della Pro Patria che ieri, durante la partita allo stadio “Speroni” di Busto Arsizio, ha partecipato ai cori razzisti contro alcuni giocatori del Milan. L’uomo è stato rintracciato confrontando i dati raccolti durante l’identificazione preventiva compiuta dagli agenti, dopo la sospensione della gara, nel settore dal quale provenivano i cori e i filmati delle telecamere dello stadio. Da un lato le parole, dall’altro la legge. Nel mezzo, la voglia che di certa stupidità, nel 2013, non si debba più parlare o scrivere.

BERLUSCONI: PRONTI A LASCIARE IL CAMPO OVUNQUE- Sul caso si è espresso anche Silvio Berlusconi: Assicuro che in tutte le partite, anche internazionali, ove si verificassero episodi di questo genere, il Milan lascerà il campo“. Lo ha detto a SportMediaset.it  il presidente rossonero, che ha chiamato Boateng per congratularsi con lui “per la sua reazione contro il deprecabile episodio di razzismo avvenuto nello stadio della Pro Patria. Ho molto apprezzato il comportamento del mio Milan e le dichiarazioni dei calciatori, dell’allenatore Allegri e di mia figlia Barbara“.

 

A cura di Luca Guerra

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