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Football

A Genova ancora una volta a perdere è il calcio

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GENOVA, 23 APRILE – A una sola settimana dalla sospensione di tutta la consueta attività calcistica del weekend a causa della tragica morte di Piermario Morosini un altro fatto incredibile scuote tutto il calcio italiano. Infatti la delicata sfida salvezza Genoa – Siena è stata sospesa all’ottavo minuto del secondo tempo a causa di intemperanze dei tifosi rossoblu. L’incontro al momento della sospensione vedeva i toscani in vantaggio per 4 – 0 contro un Genoa completamente in balia dell’avversario e seriamente invischiato per la lotta per non retrocedere ma questo non basta ovviamente a giustificare il comportamento di una minoranza dei tifosi genoani.

LA SOSPENSIONE DELLA PARTITA – Dopo il quarto goal del Siena un centinaio circa di supporter rossoblu si è spostato dalla Gradinata Nord prima dietro la porta e poi nei Distinti dove si trova l’ingresso degli spogliatoi. Il gruppo di sostenitori ha cominciato a lanciare in campo fumogeni e bombe carta, minacciando di invadere il campo, proprio come capitato in occasione di Italia – Serbia di due anni fa giocata sullo stesso campo. L’arbitro Tagliavento è stato quindi costretto a sospendere la partita e i giocatori si sono radunati al centro del campo, la zona più distante dalle tribune, e su Marassi è calato un clima surreale. I facinorosi hanno quindi invitato i giocatori genoani a togliersi le maglie, essendo ai loro occhi indegni di indossarle e a nulla sono valsi i tentativi di mediazione di alcuni giocatori come il capitano Marco Rossi, Sculli e Frey. I responsabili delle forze dell’ordine hanno invitato i giocatori a non assecondare le richieste dei tifosi ma la società ha dato loro il via libera affinchè le maglie fossero tolte. Dopo una lunga trattativa tra Sculli e gli ultrà la situazione è migliorata e la partita è ripresa anche se ciò che era successo, unito al risultato nettamente a favore degli ospiti, ha fatto sì che si giocasse solo più per onore di firma.

LA SCONFITTA DEL CALCIO ITALIANO – Come detto ancora una volta a essere sconfitto è stato il calcio italiano. Quanto successo a Genova colpisce infatti in maniera evidente un movimento già tormentato da fatti gravissimi come la morte di Morosini, lo scandalo del calcio scommesse e le polemiche arbitrali che tutte le giornate vengono scatenate dagli addetti ai lavori. A Marassi ha infatti vinto la parte violenta del tifo, rappresentata da poche decine di facinorosi, che ha prevalso su tutto e su tutti creando quindi un pericoloso precedente che si spera non venga replicato in futuro. Sono passati 8 anni dal 21 marzo del 2004, quando il derby di Roma venne sospeso ancora prima di iniziare perchè si sparse la voce, rivelatasi poi falsa, che un ragazzino era stato investito e ucciso da una camionetta della Polizia, ma il calcio italiano sembra sempre in mano alle frange più estreme del tifo che possono tranquillamente pensare di poter fare sospendere una partita a loro piacimento. Spetterà adesso alle istituzioni calcistiche e di pubblica sicurezza adottare le misure adeguate perchè non possono senz’altro essere sufficienti le pesanti sanzioni a cui andrà incontro la società rossoblu per impedire in futuro il verificarsi di episodi simili.

Mauro Leone

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