Vincenzo Galdieri

Brasile, da qui non si scappa più: Damiao, Neymar e tanti altri fuoriclasse. Aspettando Pato e Robinho

Brasile, da qui non si scappa più: Damiao, Neymar e tanti altri fuoriclasse. Aspettando Pato e Robinho
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Pato, in gol con il Brasile

Pato, in procinto di tornare in Brasile

 BRASILIA, 27 DICEMBRE – Natale è appena passato, ma nella Terra del Sole il freddo sanno a malapena cosa significhi. Ventotto gradi centigradi di media, caldo non torrido ma sicuramente piacevole. Sarà per questo clima fantastico, sarà perchè sta diventando una potenza economica mondiale, sarà per altri motivi. Fatto sta che dal Brasile non si scappa più. Un tempo i calciatori sognavano di emigrare in Europa prima possibile, generalmente quelli bravi ci riuscivano tra i 19 ed i 22 anni. Un tempo, il Braisilerao altro non era che una vetrina per baby talenti o l’ultima passerella per vecchi campioni tornati a casa in preda alla saudade. Di professionisti del pallone compresi tra i 23 ed i 31 anni, nemmeno l’ombra. Adesso però le cose sono cambiate. Perchè in Brasile si sta bene, ci sono i soldi, si gioca un calcio di alto livello. E perchè l’aria di casa è sempre bella da respirare.

EFFETTO MONDIALE – C’è anche da considerare questo: il Mondiale del 2014 si giocherà in Brasile e nessuno ha intenzione di perderselo. La Seleção ha un valore enorme per i calciatori brasiliani, e giocare in patria nel periodo immediatamente antecedente al grande evento può essere un plus in chiave convocazione. Rappresentare la propria nazione in un’occasione importante come questa è un sogno per tutti ed un obiettivo che nessuno ha intenzione di farsi sfuggire. Pato e Robinho compresi.

EUROPA? NO, GRAZIE – Ma c’è di più. Come detto. il calcio in Brasile è cambiato. C’è la squadra campione del mondo in carica – il Corinthians, ndr -, ci sono grandi investitori, c’è la voglia di diventare grandi senza dover più guardare all’Europa come un modello. Dopo anni in cui è stato semplicemente un serbatoio di talenti tanto bello quanto poco autosufficiente, il Braisilerao adesso potrebbe davvero diventare uno dei 5\6 top campionati dell’intero pianeta. Pazzesco, soprattutto se si considera che soltanto un lustro fa nessuno avrebbe mai nemmeno lontanamente previsto una cosa del genere.

DA NEYMAR A DAMIAO: PASSERELLA DI CAMPIONI – Adesso i tifosi brasiliani se la godono. Già, perchè hanno capito che il trend è cambiato: fino ad una manciata di anni fa non facevano in tempo ad affezionarsi ai propri beniamini che questi prendevano, facevano le valigie e partivano. Destinazione, nemmeno a dirlo, Vecchio Continente. Oggi invece il Campeonato si è trasformato in una passerella di campioni. In primis Neymar, l’idolo dell’intera nazione: il Santos se lo tiene stretto e lui non ha nessuna intenzione di andare via, in barba alla corte spietata di Barcellona e Real Madrid, tanto per fare due nomi qualunque. Poi c’è Paulinho: per lui l’Inter farebbe follie, ma dal Corinthians campione del mondo non c’è motivo di muoversi. Ganso è stato in orbita Milan e Psg, adesso se la spassa al San Paolo con Casemiro, anche lui sogno proibito di tante big. E che dire di Leandro Damiao, che ad appena 23 anni ha già convinto e stregato mezza Europa. Sarebbe pronto per il grande salto, ma sta bene all’Internacional dove cresce, gioca bene e si diverte. Chi glielo fa fare di prendere baracca e burattini e trasferirsi dall’altra parte del globo?

LUIS FABIANO, RONALDINHO, ELANO: ESPETACULAR – Lo spettacolo, come detto, non manca. I fenomeni nemmeno. Oltre ai top players prima menzionati, ce ne sono altri che sono già passati per l’Europa ed hanno fatto il biglietto di ritorno prima del previsto, ovvero ancora nel pieno – chi più, chi meno – della carriera. C’è Ronaldinho: ha fatto storia al Barcellona, ha deliziato le platee in quel di Milano e dintorni, adesso regala emozioni e numeri da funambolo al popolo dell’Atletico Mineiro. Il pubblico brasiliano è orgoglioso di uno dei propri idoli indiscussi, e Neymar, emozionato come non mai, durante l’ultima partita che li ha visti affrontarsi gli ha fatto pure l’inchinoLuis Fabiano segna per il San Paolo, ben assistito dall’ex Shakthar Jadson e dall’ex Arsenal Denilson, entrambi coadiuvati dal già menzionato Ganso e da Lucas, che presto però si trasferirà al Psg (di questi tempi emigrare in Europa è quasi controtendenza). Elano è la stella del Gremio, dove militano anche i vecchi Dida e Ze RobertoVagner Love invece ha fatto innamorare il Flamengo: l’idea dominante è che a dispetto dell’ancora giovane età, per lui l’Europa rimarrà soltanto un bel ricordo.

FORLAN-SEEDORF: IL FASCINO DELLO STRANIERO – Il Brasile, calcisticamente, è stato sempre bravo nell’esportazione e non si è mai dilettato nell’importazione. La rivoluzione premondiale 2014 sta facendo si che anche i tifosi verdeoro possano finalmente scoprire il fascino dello straniero tanto caro a noi italiani. I più famosi sono sicuramente Diego ForlanClarence Seedorf, entrambe vecchie conoscenze della Serie A. Ma c’è anche D’Alessandro, tanti anni fa accostato alla Juve. Oppure Bolatti, soltanto di passaggio in quel di Firenze. Ed ancora Lodeiro, Guinazù, Claudio Maldonado, il bomber peruviano Guerrero e l’ex Napoli Datolo. Potrebbero essere soltanto dei pionieri: il futebol brasiliano vuole ampliare le proprie vedute.

A VOLTE RITORNANO: LUCIO C’E’, PATO-ROBINHO BOTTI DI CAPODANNO? – Insomma, di campioni o comunque buonissimi giocatori in Brasile cominciano ad essercene tanti. Ma altro non è che l’inizio di una nuova era. E’ tornato da poco anche Lucio, che dopo aver vinto tutto dappertutto si è accasato al San Paolo nella speranza di convincere il ct Scolari a richiamarlo in Nazionale. Lo stesso obiettivo potrebbe aver spinto a tornare a casa il trequartista Renato Augusto, 24enne ex Bayer Leverkusen anch’esso approdato nel San Paolo dei sogni. Adesso, in Brasile, aspettano soltanto loro: Pato e Robinho. Li rivogliono a casa per goder delle loro gesta e per rivitalizzarli in vista del tanto agognato Mondiale. Il Corinthians è pronto ad accogliere il Figliol Papero, che a sua volta non vede l’ora di tornare a casa nonostante abbia soltanto 23 anni: segnale tangibile di come il vento sia cambiato. Robinho è in mezzo a due fuochi: il Flamengo lo tenta, il Santos lo rivorrebbe per formare una coppia da favola con Neymar. Se saranno loro i botti di Capodanno, sarà soltanto il tempo a dirlo. Ma indipendentemente da questo, una cosa è certa: al Brasile non bastano più i lustrini del calcio bailado e le bizze del Carnevale di Rio. Adesso, da quelle parti, vogliono fare sul serio.

A cura di Vincenzo Galdieri 

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