Massimiliano Riverso

Chievo Verona, la banda Corini crolla inspiegabilmente all’Olimpico

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Eugenio Corini, 42 anni, nella sua prima esperienza da allenatore in Serie A

Eugenio Corini, 42 anni, nella sua prima esperienza da allenatore in Serie A

VERONA, 24 DICEMBRE – Parafrasando una nota serie Tv non resta che esclamare: “che Amarezza!”. Dopo 3 vittorie consecutive la banda Corini crolla inspiegabilmente all’Olimpico di Torino. Senza togliere assolutamente nulla ai granata vien da pensare che, se al posto della truppa di Ventura ci fosse stata una compagine più blasonata, non sarebbe bastato un intero pallottoliere per annotare i gol degli avversari.

Il Chievo, già con le valigie pronte e con la testa sulle innevate piste di sci, si trova già sotto di due reti dopo soli 26 minuti di gioco (autorete di Sardo e gol di Gazzi), ed è un miracolo che la gara si sia conclusa soltanto 2-0.

UN SOLO TIRO IN PORTA

Anche se bello (ad inizio ripresa, Hetemaj scarica un bolide all’incrocio dei pali e Gillet risponde da campione) per l’operato della squadra è esageratamente poco. Anche dopo il primo ko i clivensi non mostrano nemmeno lontanamente l’idea di reagire. Stesso copione dopo il raddoppio di Gazzi. Il Chievo cincischia, è lento e tutte le idee (poche) s’infrangono sulla tre quarti. Torna lo spettro delle palle inattive. Con il vantaggio dei granata il Chievo ha già subìto (fra campionato e Coppa Italia) una decina di gol da queste situazioni. Sono troppi, e rischiano di pesare tremendamente sulla condizione psicologica futura del reparto arretrato.

CORINI

Intuisce da subito che non è giornata. Nell’intervallo sprona la squadra ma senza riscontro. Durante la partita non fa che caricare i suoi con estrema continuità. Uno di quei rari casi dove sono solo i calciatori a dover  recitare il mea culpa (a nulla servono gli inserimenti di Pellissier e Di Michele).

IL TORINO

Per fortuna non inveisce. Dopo il raddoppio la squadra di Ventura non fa altro che controllare la situazione senza colpo ferire. Ha la possibilità di riposarsi con largo anticipo. Anzi, nella ripresa, complice un Chievo sempre più in vacanza, ha la possibilità di arrotondare il punteggio. Bianchi (2 volte) e Cerci (ottima prova la sua) rischiano di gonfiare il passivo degli avversari.

CAMPEDELLI

Forse pensava (il pandoro non gli manca di certo) di stappare una bottiglia in anticipo. Dato le sue superstizioni si è forse anche pentito di non aver fatto indossare alla squadra il Christma kit utilizzato contro la Roma (ma ci sono delle regole legate agli sponsor da rispettare). Sta di fatto che l’unica consolazione che gli resta è  quella dei 21 punti in classifica prima della pausa natalizia. Impensabile fino ad un mese fa.

L’incontro casalingo (Atalanta) del prossimo 6 gennaio dirà con maggior precisione di che pasta è fatto questo Chievo.

Nicola Di Ciomma

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