Andrea Croce

Editoriale Champions: vi presentiamo il Barcellona. Milan, impossible is nothing

Editoriale Champions: vi presentiamo il Barcellona. Milan, impossible is nothing
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ac-milan-barcellonaMILANO, 21 DICEMBRE – Peggio di così non poteva andare. L’urna non è stata certo benevola perché al Milan è toccata la migliore delle prime, il Barcellona di Lionel Messi. Ad un certo punto è sembrato quasi un sorteggio tecnico, infatti dopo i primi accoppiamenti i rossoneri non potevano pescare né la Juventus (troppo presto per un’italiana) né il Malaga (già affrontato nel girone), e si è dovuta arrendere al destino. Il commento di Galliani è stato un “pazzesco” che rende bene l’idea, anche perché dopo la sfida dello scorso anno nei quarti, i rossoneri avrebbero fatto volentieri a meno del bis.

UNA MACCHINA DA RECORD – I risultati fino ad ora sono andati oltre le più rosee aspettative. Il Barcellona di Vilanova ha già demolito tutti i record della Liga, imbattuta con 15 vittorie ed un pareggio all’attivo, a punteggio pieno in trasferta e con Messi già a quota 24 reti sembra una macchina perfetta. Il post-Guardiola è stato rapido ed indolore, almeno dal punto di vista dei risultati. La qualità del gioco rimane di primissimo livello, ma qualche differenza tra la squadra di Pep e quella di Tito c’è e si vede, specialmente nel modo di stare in campo.

FEDELE AL 4-3-3 – Il modulo base è questo. Da quando si mette piede nella Masia il credo è sempre lo stesso, fino ad arrivare in prima squadra. Il Barcellona di Guardiola si è concesso però qualche licenza in più: spesso nel tridente offensivo c’è stato un centrocampista, Iniesta all’inizio e Fabregas la scorsa stagione. Così come la linea difensiva che in più di un occasione era a 3 per aumentare la densità a centrocampo. Possesso palla e pressing altissimo, questo in estrema sintesi il quadro tattico fino alla passata stagione. Recuperare palla in pochi secondi, con un centrocampo composto da 5 o 6 palleggiatori che tenevano palla e con infinita pazienza aspettavano il varco giusto. Non importava se mancassero 80 minuti o 5, il ritmo era quello e uscire dall’angolo era un’impresa. Oggi è cambiato qualcosa: Vilanova sceglie un tridente vero ma con gli esterni sempre larghissimi, per aprire spazi e favorire gli inserimenti di Iniesta e Fabregas. Si sempre loro ma in una veste differente. E’ per questo che sia Sanchez sia Tello sono stati spesso preferiti a Villa, che tende molto ad accentrarsi. La squadra è meno corta ma molto più verticale. Riparte sempre cercando gli esterni con frequenti cambi di gioco, complicando i raddoppi di marcatura e costringendo gli esterni avversari a delle diagonali lunghissime.

IL PUNTO DEBOLE – Sicuramente la difesa. Quest’anno ha incassato molti goal, rimontando quasi sempre, ma tenendo vive partite che sembravano già chiuse. Non per colpa dei singoli, ma perchè la squadra è leggermente più lunga e gli esterni d’attacco non aiutano tanto come in passato. La fascia destra sembra la più vulnerabile. Molti cambi, a causa degli infortuni che hanno colpito Daniel Alves, e un’assetto che non è ancora quello definitivo. Montoya è ancora un pò acerbo e Vilanova deve puntare su Adriano, che però viene da anni di fascia sinistra. Non è da escludere uno spostamento di Puyol da quella parte, per limitare El Shaarawy, che al momento rappresenta il pericolo numero uno.

PERICOLO MESSI – Anche dall’altra parte però i rischi sono altissimi. Allegri rispetto alla scorsa stagione ha perso Thiago Silva e non ha un centrale in rosa con il passo degli avanti blaugrana. Specialmente Messi, che nell’uno contro uno potrebbe mettere in seria difficoltà Mexes, Yepes e Acerbi, va guardato a vista.

IL RITORNO DI TITO – Dopo l’annuncio shock di questa settimana e l’operazione che lo lascerà per un pò lontano dalla panchina blaugrana, sembra che Vilanova possa riprendere il suo posto proprio in occasione del doppio appuntamento di Champions con il Milan. Una spinta in più per i catalani, che sono già passati per un’esperienza simile con Abidal. Il francese è tornato ad allenarsi a pieno ritmo proprio in questi giorni, trasmettendo fiducia e forza ad una squadra scossa, ma che ha nel gruppo la sua arma migliore.

Sulla carta si potrebbe parlare di Mission Impossible per il Milan di Allegri, ma nel calcio tutto è possibile. In fondo anche il Celtic partiva battuto, e invece in questa stagione è l’unica squadra in Europa che può dire di aver battuto il Barça. Nella doppia sfida gli scozzesi sono caduti al Camp Nou solo in pieno recupero ed hanno illuminato il Celtic Park con la vittoria che è praticamente valsa la qualificazione agli ottavi. Ora tocca al Milan provarci, con la speranza che da qui a Febbraio il Barcellona alzi un pò il piede dall’accelleratore.

a cura di Andrea Croce

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