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ChievoVeroNatale, Roma down and out

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VERONA, 20 DICEMBRE – Il Chievo si tira fuori dalle sabbie mobili e vola (come i suoi mussi). Se in tutte le favole qualcosa all’inizio va sempre storto, anche in quella del Chievo succede lo stesso. Dopo 77 giorni di panca ci ha pensato il Genio di Corini (media di 1,26 punti a gara) che, con la sua bacchetta magica, ha disegnato e ridisegnato una squadra che alla guida di Di Carlo appariva sull’orlo di una crisi di nervi. Fino a due settimane fa quella dei clivensi sembrava una classifica destinata ad una Missiom Impossible già scritta. Ma il Mister, con tanta pazienza, orgoglio e determinazione, ha rovesciato le carte in tavola. Dal 4-3-3 mascherato iniziale, Eugenio Corini è tornato al 4-3-1-2 del predecessore riscoprendo però in Hetemaj il trequartista d’eccezione (con licenza di spaziare su tutto il fronte offensivo) e in Cofie un validissimo esterno di centrocampo con elevate doti di copertura. Un uomo in più per la difesa, valido anche in fase propositiva. La squadra si è scossa e, da peggior difesa della Serie A (27 gol subìti), adesso è quart’ultima (a seguire Genoa, Pescara e Cagliari). Nota parecchio confortante (a parte 3 vittorie consecutive, di cui 2 esterne) è che la difesa non subisce gol da 227 minuti.

LA GARA DI DOMENICA

Con tante motivazioni in corpo (mai nella storia vincenti in casa contro la Roma) il Chievo ha impostato una partita accorta, rivolta soprattutto a curare bene la fase difensiva (ottima prova) per poi ripartire attaccando quegli spazi che giocoforza una compagine come quella giallorossa è costretta a lasciare. Vicinissimi al vantaggio ad inizio ripresa con Luca Rigoni (angolo di Théréau, colpo di testa sicuro del centrocampista clivense e miracolo dell’estremo romanista), più avanti Hetemaj calcia entro l’area troppo debolmente da ottima posizione.

LA ROMA DI ZEMAN

Se fino al giorno prima era la bestia nera del Chievo, adesso la situazione rischia di capovolgersi. Per la prima volta in campionato i giallorossi non vanno a segno e, guarda caso, l’ultima volta che capitò fu proprio a Verona il maggio scorso con il Chievo quando la gara terminò a reti inviolate. Zeman cerca di andare sin da subito all’arrembaggio e ci riesce. Ma la Roma non sembra quella della scorsa settimana. Tanto movimento ma il gioco non ne  trae il dovuto giovamento. Osvaldo, appena dopo il quarto d’ora, costringe in angolo con i piedi un attento Sorrentino. Totti prova un paio di volte da fuori area (una per tempo) senza creare troppi patemi alla retroguardia del Chievo. Tardivi gli inserimenti di Lamela, De Rossi e soprattutto di Destro che, sinceramente, ha sempre meno spazio in una squadra dove potrebbe fare sfracelli. Ma Zeman, si sa, non si discute (perché Pjanic da subito?). Forse neanche a Roma.

GLI ERRORI ARBITRALI

Nessuno avrebbe avuto nulla da dire se il risultato fosse stato un altro. Sta di fatto che se il fallo su Totti c’è è fuori area. Molto più evidente quello di Guana su Balzaretti. De Rossi tiene in gioco Pellissier in occasione del gol. Chi invece ha da ridire (ma non parla) è Zeman. Eccessivo? Sta di fatto che la Roma soffre troppo spesso di rendimento altalenante e di diatribe da spogliatoio (De Rossi?)

SERGIO PELLISSIER

Capitano, cuore di capitano. Per Corini non è certo stato facile lasciarlo fuori. Ma Pelobomber (dopo 272 minuti di astinenza) entra e con un guizzo dei suoi, nella nebbia del Bentegodi,  manda in visibilio il popolo clivense. Quattro gol in campionato, uno in meno del fenomeno Paloschi. Attenti a quei due.

CAMPEDELLI E IL CHRISTMAS KIT

Si sa, Luca Campedelli è un appassionato non solo del Subbuteo, ma del calcio inglese. Ogni anno disegna personalmente le tre maglie della squadra per la stagione successiva (molti i riferimenti ai Club d’oltremanica). Recentemente ha creato una quarta maglia (indossata contro la Roma), non solo per sfidare la cabala, ma da utilizzare nel periodo natalizio. Insomma un kit d’eccezione, completamente bianco (senza inserti) con nomi, numeri e sponsor color oro.

Qualcuno lo ha già chiamato Real Chievo in memoria del grande Real Madrid targato anni sessanta e settanta. Qualcun altro punta il dito sull’Inghilterra campione del Mondo 1966. Staremo a vedere chi ha ragione. Intanto, Torino e Atalanta sono avvisate.

Nicola Di Ciomma

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