Redazione

Sampdoria, Delio Rossi: “Spero che il mio rapporto possa essere duraturo”

Sampdoria, Delio Rossi: “Spero che il mio rapporto possa essere duraturo”
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Presentazione ufficiale del nuovo tecnico della Sampdoria

Delio Rossi, nuovo allenatore della SampdoriaGENOVA, 19 DICEMBRE – E’ stato presentato ieri il nuovo allenatore della Sampdoria, Delio Rossi. Presentazione che è avvenuta nella sala stampa del centro “Gloriano Mugnaini“. Ecco le parole del tecnico riportate dal sito Sampdorianews.net.

Il primo pensiero del tecnico romagnolo va a Ciro Ferrara, suo predecessore sulla panchina blucerchiata: “Ci tengo prima di rispondere alle vostre domande, dire due parole sul collega che ho sostituito: so cosa significa non riuscire a portare a termine l’impegno che si aveva preso, mi è capitato a volte anche a me e quindi so cosa vuol dire interrompere un rapporto. Conoscevo i suoi collaboratori ed umanamente mi dispiace”. Continua poi parlando della stima che ha dei tifosi della Samp: Ho visto un pubblico che ha sostenuto tutta la squadra, un gesto di grande correttezza nei confronti dei giocatori in una finale persa ai rigori. Io l’avevo vinta ai rigori e penso che alla fine lo avrei fatto con qualsiasi altra squadra, quindi non penso di avere fatto chissà quale gesto eclatante. Nel calcio si ricorda solo chi vince, invece andrebbe ricordato anche come si vince”.

+ FOCUS: Le ultime notizie sul calciomercato della Sampdoria

E’ stato accostato alla Samp più volte, ma solo nella giornata di ieri è stato contattato dai dirigenti blucerchiati: “Sono stato accostato alla Sampdoria da voi giornalisti, la Sampdoria mi ha chiamato ieri mattina e devo dire che grazie a Dio, non ero fermo per mancanza di possibilità, ero fermo perché aspettavo una chiamata, che quando è arrivata quella della Sampdoria ho detto subito sì. Vengo per sei mesi, non per strappare un contratto, che devo ancora firmare. Quello che mi ha fatto subito decidere per il sì, rispondendo a questa domanda, sono le persone: Rinaldo (Sagramola ndr), con cui ho avuto il piacere di lavorare a Palermo e perché ho avuto il piacere di sentire parlare bene della Sampdoria società. Un professionista deve fare leva su dei valori. Una cosa che mi è rimasta particolarmente impressa, più che il saluto in Coppa Italia, è quando si è sancita la retrocessione dei blucerchiati. Vedere 20mila tifosi applaudire una squadra che quel giorno era retrocessa. Mi ha fatto pensare: qui devo venire a fare calcio. Ora voglio vedere se sono all’altezza di farlo”. Liquida subito la “questione Ljajic”: “La storia è chiusa. Il gesto ha avuto rilevanza perché è stato fatto in pubblico, davanti alle telecamere. Ho chiesto scusa, resterà comunque un bel ricordo l’esperienza che ho fatto a Firenze”.

Delio Rossi non ha un’idea ben definita di quella che è la Samp come squadra, e gli chiedono se c’è bisogno di schiaffi: Se servissero gli schiaffi avete visto che sono capaci a darli (sorride ndr). Tuttavia ritengo che il gruppo abbia bisogno di serenità e di organizzazione. Scherzi a parte, quando si arriva ad un cambio in panchina significa che qualcosa non ha funzionato. In questi mesi non mi sono focalizzato solo sulla Sampdoria, è difficile dare giudizi sul divano della situazione, quando subentri in corsa non tutti hanno gli stessi problemi. Io posso parlare e fare lo psicologo poi bisogna andare in campo. Gli unici che possono risolvere i problemi sono i giocatori. Io ho solo una possibilità, se il campo non si realizza quello che vuole vedere la gente, io ho solo da lavorare. Tutto il resto è fantasia”.

Il tecnico ex Lazio può dare tanto a questa squadra: “Penso al di là dei risultati il fatto che la squadra abbia trovato la giusta sintonia con la propria gente e viceversa. Se io andassi in Africa con tutti i miei principi, devo rendermi conto che sono in Africa, e quindi non sono gli Africani che devono avvicinarsi a me ma io agli Africani. Spero di avvicinarmi alla gente di Genova tenendo saldi i miei principi. Entrando in corsa ed avendo firmato solo per sei mesi, fermo restando che la mia carriera dice che sono un monologo, che sono rimasto diversi anni nella stessa squadra, però io non sono entrato in corsa come aggiustatore o riparatore, io sono un allenatore di calcio e colui che allena la squadra, non devo allenare nè i tifosi, nè i giornalisti. Sui giovani la mia storia dice che mi piace lavorare con i giovani, lavorare con gente che ha voglia di mettersi in discussione, che ha voglia di emergere. La qualità non ha età: però se hai qualità ed età inferiore è meglio, se no basterebbe mettere solo dei ragazzini. Non sono convinto di questo. È l’unica cosa che so fare, quindi devo avere la disponibilità totale sapendo che se pensate che ho la bacchetta magica e risolvo il problema non sono quel tipo di allenatore, quindi ci vorrà anche un po’ di pazienza. Una salvezza tranquilla”.

Lo aspetta un calendario difficile, almeno nelle prime gare, Lazio, Juventus e Milan: “Non hanno avuto il coraggio di dirmi il calendario (sorride ndr). In Serie A se non alleni una “big” sai che sono tutte partite difficili. Se vuoi la bicicletta devi pedalare però focalizziamoci su una partita alla volta. Sono partito questa mattina da Roma, la mia casa è vicina 2 km da Formello, centro sportivo della Lazio, ed ho detto ‘Guarda com’è la vita’. Prima devo conoscere la mia squadra, queste domande fatemele Venerdì, prima di parlare degli altri parliamo della mia squadra”. Dovrà lavorare molto nel periodo natalizio, ferie permettendo: “Devo lavorare anche nel periodo di Natale ma ci sono esigenze sindacali che dicono sette giorni consecutivi di vacanza. Per gli stranieri è difficile dato che vanno a casa. In tre giorni non posso intensificare gli allenamenti o stravolgere dal punto di vista tattico la squadra che ha giocato fino a domenica. Se farò qualche intervento lo farò in tempo breve, però di questo ne dovrò parlare anche con la squadra, fosse per me non farei neanche Natale dato che lo ho fatto fino adesso Natale”.

Si passa poi a parlare di alcune situazioni particolari, come quella di Angelo Palombo, che ha voluto fortemente restare alla Samp ma è rimasto sempre ai margini del progetto di Ciro Ferrara: “Palombo ha un contratto con la Sampdoria. La Sampdoria mi ha dato una rosa di 28 giocatori e c’è anche Palombo. Se ritengo che Palombo è idoneo alla causa giocherà. Questo vale per lui come tutti gli altri 28 della rosa. Sta a loro mettermi in difficoltà. Con un nuovo tecnico si riparte da zero. La società paletti non me ne ha messi”. E di Icardi: “Sul discorso di Icardi vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per Palombo. Devo parlare di quello che succede ora in avanti non di quello che è successo prima, quindi se è il caso che rimanga qui o che vada a giocare, devo parlarne io con il ragazzo e con la società. Magari all’Argentina mandiamo qualche altro giocatore…”.

Sulla tattica Delio Rossi non si pronuncia, perché ha bisogno prima di conoscere la squadra, giustamente: “Conosco i giocatori però ho l’indicazione della televisione e non mi focalizzo solo sui giudizi dati sul divano. Dipende dai giocatore e valuterò e penso che un allenatore se entra in corsa deve fare leva sul sistema di gioco che valorizzi i giocatori che ha. Non ho mai pensato che giocando a tre od a quattro si gioca meglio o peggio”.

Infine, le ultime due domande riguardano il livello del nostro campionato, al quale il tecnico risponde cosi: “Penso che non ci sia stato un livellamento verso niente, si sono persi dei picchi quello si, il campionato italiano è il più difficile del mondo dal punto di vista degli addetti ai lavori. Mi auguro di coniugare il bel gioco con i risultati. Credo che non ci sia una strada differente: alla lunga se giochi male fai poco punti”. E su cosa l’ha spinto a tornare a Genova dopo aver allenato il Genoa: “Ho allenato il Genoa in Serie B per soli sei mesi dodici anni fa. Genova è una bellissima città. I cugini mi hanno voluto bene in quei sei mesi anche se non tutti i risultati erano all’altezza della situazione, questo non significa che devo rinnegare niente, ma questo non mi ha certo bollato. Mi auguro che ci sia rispetto e spero che il mio rapporto qui alla Sampdoria possa essere duraturo”.

Massimiliano di Cesare

Share Button