Vincenzo Arnone

Calciomercato Juventus, Drogba non è indispensabile per Antonio Conte

Calciomercato Juventus, Drogba non è indispensabile per Antonio Conte
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Didier Drogba, il nome caldo del mercato italiano

TORINO, 18 DICEMBRE – Gennaio a volte è il mese più caldo dell’anno e non solo in Australia o in Argentina anche in Europa, anche in Italia. Il mercato di riparazione della Serie A (e non solo) servirà a più di qualche semplice aggiustamento nelle rose: potrebbe portare a vere e proprie piccole rivoluzioni.

Il nome più caldo per il nostro campionato è quello di Didier Drogba, ormai dato in fuga dai capitali e dal fascino del campionato cinese. Sulle sue tracce pare ci sia da tempo la Juventus e nelle ultime ore si starebbe facendo sotto anche il Milan.

Il valore del giocatore è indiscutibile. Il trionfo del Chelsea nella scorsa Champions League è principalmente merito suo e della lungimiranza di Roberto Di Matteo nel rimettere in campo il suo uomo migliore, dopo l’esilio fuori dal campo targato Villas Boas, e la dimostrazione lampante è stato il cammino di Champions League di quest’anno dei Blues, finito con una cocentissima “retrocessione” in Europa League.

Pur riconoscendo il valore di un attaccante da anni considerato un top player, un suo eventuale acquisto sarebbe senza ombra di dubbio un buon affare per le due italiane?

JUVENTUS, DROGBA “NI” – Da quando Antonio Conte siede sulla panchina bianconera, sentiamo pronunciare senza sosta le parole “top player”, spesso associate alla parola “ricerca”, mai insieme alla parola “acquistato”. I campioni costano e Beppe Marotta lo sa. Sul suo taccuino sono entrati Van Persie, Dzeko, lo stesso Drogba, Llorente (?), Huntelaar (??) e tanti altri. Al loro posto quest’anno è arrivato Nicklas Bendtner, contro il quale hanno giocato l’adattamento alla Serie A e la sfortuna, mentre nella scorsa stagione le speranze sono state riposte su Marco Borriello, due gol in 17 partite tra i quali quello pesantissimo contro il Cesena valso quasi mezzo Scudetto bianconero.

L’attacco juventino non è sicuramente tra i più devastanti in Europa ma la Juventus rimane comunque un’ottima squadra. Deve esserci, quindi, un corto circuito, da qualche parte. E probabilmente sta nell’idea che una squadra debba avere necessariamente un attaccante da 20 gol a stagione per vincere. I bianconeri hanno già dimostrato che non è così. Siamo sicuri che le prime punte, con il sistema di gioco di Conte, non siano comunque destinate comunque a “soffrire”, lavorare per la squadra e segnare poco?

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *