Antonio Fioretto

Mario Balotelli, campione maledetto. Anche Prandelli ha smesso di difenderlo

Mario Balotelli, campione maledetto. Anche Prandelli ha smesso di difenderlo
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Il ct della Nazionale dichiara: "Ora rischia davvero di bruciarsi"

MANCHESTER, 17 DICEMBRE – “Chissà quanto ne hai visti e quanti ne vedrai, di giocatori che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso vivono dentro a un bar”. Così scriveva e cantava De Gregori, autentico poeta della canzone. Così potrebbe finire Mario Balotelli, vero poeta del calcio. Un uomo che ha ricevuto un dono, quello di saper giocare al pallone come pochi altri sanno fare. In tutta risposta, SuperMario invece di prendere a calci la sfera, sta prendendo a calci la fortuna. Quella sorte che Dio solo sa perché a volte vien data a chi magari non la meriterebbe. Eppure, Balotelli ne ha avute di occasioni. Purtroppo le ha in gran parte sprecate e anche i suoi storici mentori, su tutti Mancini e Prandelli, pian piano si stanno allontanando da lui.

SNOBBATO Le dichiarazioni del ct della Nazionale parlano chiaro :”Mancini ha pienamente ragione, Balotelli deve assolutamente ascoltarlo, sono d’accordo con lui dipende tutto da Mario’‘. Il rischio di trovarsi quindi davanti all’ennesimo campione gettatosi da solo nel baratro è tutt’altro che un’utopia. Mario, per tenersi coerente, nel frattempo si diverte con la sua nuova fiamma belga, certa Fanny Robert Neguesha, fregandosene altamente della figlia Pia appena arrivata e della moglie, la nota Raffaella Fico. Insomma, sempre al centro di scandali, di notizie di gossip e di scoop. Ormai Mario è un vero e proprio divo. E si sa, la vita privata quando diventa pubblica fa danni, soprattutto nel caso di persone così in vista.

REDENZIONE  In fondo tutti speriamo che Balotelli si ravveda, che torni sulla retta via. Infondo è un ragazzo di 23 anni che d’un sol colpo si è ritrovato ricco, famoso e clamorosamente in voga. Aggiungete un pizzico di presunzione e la consapevolezza di essere un virtuoso del calcio (in Italia sta a significare Dio), ed ecco che non è difficile immaginare perché Balotelli si sia così lasciato andare. Il calcio, il Manchester City, i tifosi, tutti hanno bisogno di lui. Ma in quanto calciatore e non come personaggio dello show-business. Il desiderio comune è che Mario Barwuah Balotelli sia ricordato per esser stato un grande interprete di questo bellissimo sport che è il calcio. Per dirla alla De Gregori, “un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”. In qualche recondito luogo dell’animo di SuperMario queste doti ci sono. Speriamo che se ne accorga, e soprattutto che non lo faccia quando sarebbe ormai troppo tardi…

Antonio Fioretto

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