Massimiliano Riverso

Lazio-Inter 1-0: Zanetti e Gargano da incubo, Guarin immaturo. Le pagelle dei neroazzurri

Lazio-Inter 1-0: Zanetti e Gargano da incubo, Guarin immaturo. Le pagelle dei neroazzurri
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MILANO, 16 DICEMBRE – Una sconfitta amara maturata per un lampo di genio, nell’unico pericolo offensivo di una Lazio concreta e tutt’altro che trascendentale. Le squadre capitoline risultano indigeste all’Inter di Stramaccioni che si allontana dalla vetta e rimette in gioco la Lazio per la corsa al secondo posto.

Atteggiamento rinunciatario dei nerazzurri, che con un pizzico di spavalderia e fortuna avrebbero potuto portare a casa i tre punti. I due legni colpiti da Guarin e Cassano, e le prodezze di Marchetti nei 20 minuti di fuoco interisti  blindano il risultato a favore della Lazio di Petkovic.

Le decisione dubbie di Mazzoleni sul contropiede tre contro uno e sul rigore negato a Ranocchia per una trattenuta di Dias sono soltanto un alibi per una rosa qualitativamente superiore ai biancocelesti.

Le pagelle dei neroazzurri

Handanovic: voto 6+. Punito da Miroslav Klose nell’unico vero tiro in porta della formazione biancoceleste. Sempre puntuale nelle uscite sui corner. Gara senza patemi d’animo

Nagatomo: voto 6.5. Finalmente Stramaccioni ha compreso il ruolo più adatto al ‘Samurai di Appiano Gentile’. Titubante in fase difensiva e devastante quando attacca lungo l’out sinistro. Dai suoi piedi partono le iniziative più pericolose del settore avanzato nerazzurro.

Ranocchia: voto 7. Vado controcorrente a tutti i giornalisti della carta stampata che hanno valutato in maniera insufficiente la prova del difensore ex Bari. Prestazione superba intrisa di anticipi e interventi in chiusura sull’attacco biancoceleste. Argina Klose, ma si deve arrendere in occasione della verticalizzione di Mauri. Certezza

Samuel: voto 6.5 – The Wall vive ancora il match come un derby. Ammonizione evitabile per un fallo sull’out destro su Klose. Guida la difesa nerazzurra con maestria, ma poteva chiudere meglio gli spazi in occasione della splendida rete dell’attaccante laziale.

Pereira: voto 5-. L’ex Dragoes è senza dubbio il bidone dell’anno in casa nerazzurra. La valutazione del suo cartellina non rispecchia il valore tecnico di un giocatore stravalutato, abile esclusivamente nel rifugiarsi in corner o fallo laterale. Il caos il marchio di fabbrica del suo gioco. Overvaluation

Zanetti: voto 4. Il capitano nerazzurro soffre le sfuriate di Radu e Candreva sull’out sinistro. Evita dribbling imbarazzanti solo grazie alla sua esperienza. La scarsa vena atletica della serata all’Olimpico non giova a ‘Pupi’ in una delle poche serate ‘no’ dell’annata.

Gargano: voto 4 – Gara impalpabile de ‘El Mota’. Confusa e sporadica la sua fase di interdizione, si fa notare solo per degli up&under in stile 6 Nazioni. Oscurato da Hernanes, soffre persino lo sterile Ledesma. Urge sostituto di qualità. Spaesato

Cambiasso: voto 6.5 – Sarà un caso, ma la sua uscita dal rettangolo di gioco per il fallaccio subito da Ciani spezza l’equilibrio del match. El Cuchu lascia un vuoto incolmabile dal quale partono le azioni più pericolose della Lazio, soprattutto in occasione del gol di Klose. Indispensabile

Palacio: voto 5.5 – El Trenca non incide nel match. Il mancato aggancio nel finale di gara è un chiaro segnale che l’argentino soffre il dualismo con Cassano e la panchina forzata. Sfiora il pareggio con un morbido destro a rientrare nella fase di maggior pressione dell’Inter. Attapirato

Guarin: voto 6- – Il colombiano colpisce un palo con un destro di pregevole fattura, ma il ruolo da trequartista è completamente avulso al suo Dna. Pecca nella lentezza e nel numero di palloni persi. Nel finale si rende protagonista di una ‘sceneggiata napoletana’. Immaturo

Cassano: voto 6-. Fantantonio è il leader massimo dell’Inter, ma la personalità non è sufficiente per meritare una valutazione superiore alla sufficienza. Il talento di Bari si rende protagonista di dribbling alla Coutinho, sterili e inutili ai fini della fase costruttiva del gioco. L’unico guizzo degno di nota il palo colpito dopo una splendida esecuzione a giro dal vertice all’area di rigore.

Milito: voto 6 politico – Zero palloni giocabili e tanto sacrificio. Un’impercettibile spinta ai danni di Grava – Mazzoleni – vanifica l’azione del possibile vantaggio nerazzurro. Il principe del Bernal sarebbe cannoniere con 20 reti all’attivo se giocasse con la Juventus. Il centrocampo dell’Inter non lo ha supportato a dovere.

Stramaccioni: voto 5 – L’erede di Mourinho si dimostra un allenatore old style insistendo su un gioco di trapattoniana memoria. Limita il potenziale offensivo dell’Inter impostando il match sulla difensiva e affidandosi alle giocate dei singoli. Il centrocampo è il suo Tallone d’Achille: Moratti compraci due centrocampisti di livello e epura Pereira, ne abbiamo urgentemente bisogno.

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