Walter Molino

Rissa e pistole nella finale di Copa Sudamericana tra San Paolo e Tigre

Rissa e pistole nella finale di Copa Sudamericana tra San Paolo e Tigre
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La Rissa a fine primo tempo

SAN PAOLO, 12 DICEMBRE – Il San Paolo ha vinto la Copa Sudamericana tra le polemiche. Il Tigre non si è presentato in campo nel secondo tempo, accusando di essere stato aggredito nell’intervallo dagli agenti di sicurezza brasiliani con tanto di pistole alla mano. La CONMEBOL ha ufficializzato il 2-0 per il club allenato da Tite, e senza disputare il secondo tempo, è stata consegnata la coppa a capitan Rogerio Ceni. Un’altra notte di vergogna del calcio sudamericano.

VERGOGNA – Che Lucas Moura abbia segnato l’ultimo goal della sua carriera al San Paolo al 23° prima di partire per la Francia ed accasarsi al PSG, importa poco. Che Osvaldo abbia siglato 5 minuti dopo il 2-0 che probabilmente metteva in cassaforte il risultato, importa ancor meno. In “partite” come queste è meglio cercare di analizzare bene tutto quello che è successo, perché ricordiamoci che il calcio è pur sempre uno sport, e ieri di sport c’è stato ben poco al Morumbi. Il clima di tensione tra Sao Paulo e Tigre, era cominciato già all’andata quando furono espulsi Luis Fabiano e Donatti al 14° del primo tempo. Poi nei giorni precedenti al ritorno, il Tigre non ha potuto effettuare gli allenamenti del Morumbi, per via di uno spettacolo di Madonna tenutosi pochi giorni prima allo stadio. Ed anche nelle ore precedenti al fischio di inizio gli è stato impedito di fare riscaldamento. Nel primo tempo la partita era quasi chiusa, ma allo scadere ci sono state già scintille. Orban, calciatore del Matador, aveva rifilato un colpo al naso proprio al futuro PSG, e lo aveva costretto ad usare uno di quei tamponi per evitare la fuoriuscita di sangue. Lucas ha ben pensato a fine primo tempo di andare a chiudere la contesa, scatenando il putiferio. In campo è scattata la rissa tra i giocatori in campo, ed è intervenuta la Polizia a sedare il tutto.

ATTIMI DI FOLLIA – Più che sedare è successo l’incredibile. “Ci hanno portati nello spogliatoio, e ci hanno anche mostrato le pistole. Non ce la siamo sentiti psicologicamente di disputare il secondo tempo, essendo stati aggrediti in tal modo” ha dichiarato l’allenatore Gorosito. Il Tigre si è anche recato successivamente alla gara al DHPP, ovvero la delegazione per omicidi e protezione della persona di San Paolo, denunciando le ferite di Albil, Orban e Galmarini. A Quest’ultimo in particolare sono stati addirittura applicati 3 punti di sutura. L’emittente FOX Sports, mostra le foto delle pareti dello spogliatoio macchiate di sangue. Durissime anche le parole del dirigente del Tigre Sergio Massa: “E’ una delle pagine più vergognose del calcio brasiliano. Siamo venuti per giocare una partita non una guerra. Ci hanno puntato le pistole, abbiamo giocatori con dei punti. E’ chiaro che i nostri calciatori non sono voluti rientrare in campo. Volevamo assicurarci anche che i nostri tifosi uscissero incolumi dallo stadio. Abbiamo giocato anche nei campionati inferiori in Argentina, ma mai ho visto cose simili. Non siamo mai stati così maltrattati, questo marca anche la storia del San Paolo ovviamente“. Per mezz’ora il San Paolo in campo ha riatteso il Tigre, che ovviamente non ha fatto l’ingresso sul terreno di giuoco per disputare il secondo tempo in quello scenario drammatico. L’arbitro Enrique Osses si è visto ovviamente obbligato a chiudere la partita, e sotto consenso della CONMEBOL è stata consegnata la coppa ai Brasiliani con tanto di festeggiamenti. Per la cronaca è giusto ricordare comunque che il San Paolo giocherà l’anno prossimo la Recopa Sudamericana contro il Corinthians, in un inedito derby paulista.

COS’E’ IL CALCIO – Seguiranno ovviamente indagini e chiarimenti in questa assurda serata di “calcio”. Alle 22:30 (ora di Brasilia) Rogerio Ceni aveva già la coppa in mano, quando tutti ci saremmo aspettati di vedere ancora la partita. In Sudamerica per molte persone il calcio è cultura, come qui ormai del resto. L’eterna “lotta” tra Argentini e Brasiliani per contendersi le coppe internazionali ieri purtroppo ha acquisito il senso letterale del termine risemantizzandosi. I giornali Argentini hanno aperto questa mattina ovviamente nel pieno dell’indignazione; i titoli sono “vergogna”, “imbarazzo” e così via dicendo. I colori, la passione, l’estro e la fantasia del calcio sudamericano sono da sempre le cose che spingono gli Europei ad ammirarlo. Tutti, anche i non simpatizzanti del Boca, quando vedono la Doce in festa non possono far a meno che rimanere estasiati. Così come quando ieri abbiamo visto 20mila tifosi del Corinthians a Toyota per sostenere la propria squadra al Mondiale per Club. Di solito gli incidenti accadono tra i tifosi, ma ieri si sono messi gli agenti di sicurezza di mezzo, abusando leggermente del loro potere. Il San Paolo ha addirittura negato l’aggressione al Tigre. Cala quindi il sipario, in maniera davvero pessima, sul calcio internazionale Sudamericano. L’appuntamento è alla Copa Libertadores 2013, sperando di vedere quello che tutti desideriamo: emozioni e goal.

a cura di Walter Molino

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