Massimiliano Riverso

Il cammino della Roma nei tre mesi della cura Zeman

Il cammino della Roma nei tre mesi della cura Zeman
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Zdenek Zeman allenatore della Roma

ROMA, 12 DICEMBRE – Siamo quasi al giro di boa, siamo alla sedicesima giornata: il resoconto della banda di Zeman presenta nove vittorie, due pareggi e cinque sconfitte, un cammino che certo i tifosi si sarebbero aspettato meno altalenante.

Ad inizio stagione i tifosi della Roma si aspettavano un gioco spumeggiante e tante soddisfazioni, cose che fin ora stentano ad arrivare.

Ad oggi la Roma di Zeman ha ventinove punti ed un derby perso. Anche se il boemo definisce la stracittadina una partita come le altre, nella Capitale il derby non è una partita qualsiasi, è una partita che può cambiare la stagione in meglio o in peggio.

La stracittadina è una partita che non regala solo i semplici tre punti al vincitore, ma dona anche forza, emozioni, orgoglio; di contro, il perdente subisce uno stress psicologico difficile da sopportare.

Ma forse proprio per la voglia di rifarsi e dimenticare in fretta questa partita che la Roma è cambiata, ha preso vigore e ha trovato quella continuità che fin ora non aveva mai avuto.

LA RINASCITA DOPO IL DERBY – I giallorossi da quella partita hanno inanellato un filotto di quattro vittorie, hanno espresso un gioco veloce e spumeggiante che solo in alcune partite avevano mostrato (vedi il secondo tempo con il Genoa e la partita di Palermo), ma, cosa più sorprendente, la Roma ha subito solo tre gol nelle ultime quattro partite.

E’ vero la Roma rimane la squadra con una delle difese più perforate del campionato, ma è anche la squadra con il miglior attaccato della serie A e con l’età media più bassa del campionato, seconda solo alla formazione pescarese.

I giovani spesso sono portatori di gioie e dolori e la conferma sono le quattro partite di campionato in cui la Roma è stata rimontata.

LA RINASCITA DI TOTTI – La formazione capitolina ha commesso finora tanti errori, ma adesso sembra aver preso la giusta strada, anche se fa affidamento su un uomo come Francesco Totti, che all’anagrafe presenta trentasei anni, il quale con il boemo ha ritrovato un verve che sembrava persa.

La Roma è anche la squadra che in Italia cerca di lanciare giocatori giovani ed interessanti, uno su tutti Erik Lamela, ma anche Florenzi, Marquinhos.

Uno degli acquisti più costosi della gestione americana a Roma, appunto Lamela, fino allo scorso anno era rimasto un oggetto misterioso, mentre quest’anno si è riscoperto un ottimo finalizzatore; e che dire del nuovo motorino di centrocampo Florenzi, e dell’ormai titolare Marquinhos, che nonostante la sua giovane età sembra ormai un veterano.Con il tempo questi giovani assimilano gli schemi del boemo, e migliorano partita dopo partita rendendosi protagonisti di un campionato che comunque non è facile, e che nonostante quest’ultimo continui a perdere pezzi pregiati ogni anno, rimane trai i campionati più difficili d’Europa.

Ed allora perché non dare fiducia ad un uomo che modella giovani ragazzi in campioni e che sicuramente porterà grandi soddisfazioni ai tifosi romanisti?

Matteo Lombardi

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