Walter Molino

Torna Conte e la Juve vince ancora, Inter spietatamente cinica

Torna Conte e la Juve vince ancora, Inter spietatamente cinica
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L'editoriale di Sportcafe24

Antonio Conte, nuovamente in panchina questa domenica

La Juve ritrova Conte con una vittoria a Palermo per 0-1, rosanero a pari punti col Pescara terzultimi; L’Inter vince il duello tra seconde contro un ottimo Napoli; Il Milan vince ancora provando a reinserirsi nella lotta del terzo posto; nella cui bolgia torna prepotentemente anche la Roma battendo la Fiorentina all’Olimpico.

BENTORNATO CONTE – Dopo questi mesi di squalifica, certamente Antonio Conte non aspettava altro che varcare il corridoio del Renzo Barbera che divide gli spogliatoi dal recinto di giuoco siciliano. Ricalpestare quell’erba e guardare le tribune dal basso dev’essere stata senz’altro una bella sensazione. La Pay TV SKY, esagerando, ha addirittura pensato ad una Conte Cam, ovvero ad una telecamera puntata esclusivamente sull’allenatore bianconero, mossa aspramente criticata da tutta l’utenza. Quello che conta per la Juventus era vincere per non far fare “strani pensieri” a Inter e Napoli che si sarebbero affrontati in serata. E seppur di misura, la vittoria è arrivata. E’ servito il lampo di genio di Vucinic per sbloccare la partita, che ha servito Lichtsteiner per il goal vittoria. Conte dopo la partita si è detto comunque preoccupato per il finale. “Se il Palermo avesse pareggiato nel finale – ha detto nel postpartita – saremmo rimasti qui negli spogliatoi per due giorni in ritiro“. In effetti queste partite, vanno sempre chiuse, visto che un episodio a sfavore può sempre vanificare la buona prestazione. Mancavano queste dichiarazioni, e questo tenere sempre alto sia il morale che l’attenzione anche in campo (cosa che comunque già faceva in allenamento durante la settimana). Al termine del girone d’andata mancano ancora Atalanta, Cagliari e Sampdoria. La Juventus non avrà problemi a laurearsi campione d’inverno.

L’ANTI-JUVE NON ESISTE – Domenica Sera a San Siro, l’Inter ha invece superato il Napoli, anch’essa di misura, per 2-1, dopo una partita molto difficile in cui i partenopei hanno avuto una netta superiorità territoriale, specie nel secondo tempo. Nella prima frazione di gioco l’Inter ha capitalizzato tutto, segnando due volte, su due tiri totali. Solamenti altri due tiri sono poi arrivati nella ripresa. Il Napoli ha invece avuto diverse occasioni fino al fischio finale, senza mai riuscire a trovare il pareggio. Inter cinica, Napoli bravo ma sprecone. Questa sintesi estrema non può che svalutare entrambe le squadre per la corsa scudetto. La squadra di Stramaccioni ha dimostrato di non avere la capacità di impostare un gioco soddisfacente, specie che porti a un quantitativo sufficiente di occasioni da goal. Il Napoli dal suo canto si è dimostrato disattento negli episodi, e poco incisivo nel metterci la zampata finale. Pur avendo l’Inter battuto la Juventus a Torino, ha vanificato questo vantaggio stesso la giornata successiva perdendo a Bergamo (mentre i bianconeri si sono imposti 1-6 a Pescara). Il fatto più grave è avvenuto nelle successive due giornate. La Juventus ha ottenuto solamente 1 punto contro Lazio e Milan (due avversari di altissima classifica); gli stessi punti li ha ottenuti l’Inter giocando però contro Cagliari e Parma. Finchè l’Inter non riuscirà a sfruttare quei pochi passi falsi che la Juventus commette, non c’è neanche da parlare di Anti-Juve. La lotta per il secondo posto è comunque aperta, solo un punto di vantaggio dell’Inter è nulla. Domenica potremo già vedere i nerazzurri sotto (ci sono Lazio-Inter e Napoli-Bologna).

MILAN, CRISI PASSATA – Sebbene Allegri & Co, non vogliano mai dire ufficialmente che la crisi sia passata, ci sembra senz’altro che sia così. Tre vittorie consecutive nelle ultime tre partite (striscia cominciata tra l’altro con la Juventus) sono un’ottimo bottino, insieme alla qualificazione agli ottavi di Champions League che sempre fa morale. La vittoria tonda (2-4) seppur contro un modesto Torino (4 punti nelle ultime 5 gare) contribuisce a considerare il Milan nella “reconquista” del terzo posto. Nove sono i punti che separano il Napoli dai rossoneri, ma con tutto il girone di ritorno da giocare, si può ancora sperare nella risalita. La costante del Milan, si chiama ovviamente El Shaarawy. Pensate se Ibrahimovic fosse rimasto a Milano, cosa sarebbe, o meglio non sarebbe ora l’italo-egiziano. Sicuramente staremmo qui a lodare Ibrahimovic o a pensare a quanto sia Ibra-dipendente. Adesso paradossalmente ci troviamo ad analizzare come il Milan sia Faraone-dipendente. “El Sha” sta segnando una quantità enorme di goal, 13 in 16 presenze significa 1 goal ogni 107 minuti, ovvero uno ogni partita ed un quarto d’ora. Galliani e la dirigenza lombarda non hanno sostituito Ibrahimovic sul mercato in attacco, probabilmente facendo affidamento sul loro gioiello classe ’92. Ma di certo non potevano aspettarsi un tale rendimento fino a qui. Il calendario del Milan adesso è “abbordabile” fino al 24 Febbraio, quando cioè dopo l’Andata di Champions League, ci sarà il derby di ritorno contro l’Inter. Dopo quella data senz’altro si “parrà la nobilitate” della squadra di Allegri. Nota negativa della partita di Domenica è l’infortunio di Nigel de Jong che lo costringerà a stare fermo tutta la stagione, per la rottura del tendine d’achille (tra l’altro l’intervento al difensore olandese è stato effettuato oggi ed è perfettamente riuscito). Berlusconi potrebbe anche decidere di fare un ritocco a Gennaio, vista l’importanza tattica di questa pedina secondo Allegri.

SPETTACOLO ALL’OLIMPICO – La migliore partita della giornata, se non dell’anno, si è giocata però Sabato sera quando la Roma ha battuto la Fiorentina per 4-2 dopo una gara che sembrava essere del Campionato Inglese o di quello Spagnolo. I continui capovolgimenti di fronte per le squadre di Zeman eravamo già abituati a vederli, ma anche gli uomini di Montella in quest’occasione hanno giocato un grande calcio propositivo non chiudendosi affatto e rispondendo colpo su colpo alle ripartenze giallorosse. La Roma ha un buonissimo record in questo inizio stagione: è l’unica squadra ad aver sempre segnato (in ogni partita) ed ha anche il migliore attacco (38 reti contro le 33 bianconere). La quarta peggior difesa però, vanifica gli sforzi che gli attaccanti compiono per segnare. Totti sabato sera ha siglato addirittura una doppietta (il Capitano giallorosso è a soli 4 goal da Nordahl nella classifica dei marcatori All Time della Serie A). Sabato non ha giocato Lamela, altra pedina fondamentale per Zeman, ma la Roma è riuscita come al solito ad esprimere un calcio offensivo brillante. Anche la Fiorentina aveva due assenze di lusso: Pizarro e Jovetic. Il cileno è stato sostituito da Olivera (impossibile fare paragoni tra i due, considerando che il numero 5 viola giocava anche in attacco ai tempi della Sampdoria). Mentre Jovetic è stato sostituito da Cuadrado in attacco, e non è proprio la stessa cosa. All’ex Lecce si addice maggiormente la posizione di esterno. Pochino ha fatto Toni, ma del resto queste partite così veloci, sono difficili per giocatori come lui. Le due squadre sono adesso a pari punti, e ne vedremo senz’altro delle belle. 

 a Cura di Walter Molino

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