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Conte torna in panchina contro il Palermo dopo la squalifica

Conte torna in panchina contro il Palermo dopo la squalifica
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Ma senza di lui la Juventus ha ottenuto più vittorie

TORINO, 7 DICEMBRE – La squalifica di Antonio Conte sta per giungere al termine, e domenica, dopo 121 giorni di assenza dal terreno di gioco, potrà tornare a dirigere i suoi ragazzi dalla panchina. Per quattro mesi lo ha fatto comunque, tra i campi di allenamento di Vinovo ed i box di tutti gli stadi d’Italia e d’Europa, ma non è la stessa cosa: a bordo campo, oltre ad avere un altro sapore, può essere più incisivo.

A fine gara potrà tornare anche a parlare con la stampa, non lo fa dal quella conferenza stampa molto veemente del 10 agosto scorso, poi silenzio assordante se non per rispondere ai suoi tifosi con quella chat che fece scaturire la polemica con il fantasista nerazzurro Antonio Cassano.

C’è anche un dato statistico da rilevare: nelle 22 partite senza Antonio Conte la percentuale vittoria della Juve si è alzata, e vi illustriamo anche perché. Con il tecnico leccese in panca i bianconeri hanno ottenuto 26 vittorie, 16 pareggi ed una sola sconfitta in 43 partite, che in percentuale fa il 60,4% di vittorie. Questa percentuale si alza di ben 7,8%, passando dunque a 68,2% con la coppia Alessio – Carrera a bordo campo: 22 partite, 15 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte. E’ vero che si sono registrate due sconfitte, più di quelle che Conte ha ottenuto in tutte le sue gare, ma anche meno pareggi. Se si va invece ad analizzare singolarmente i risultati dei due tecnici che hanno sostituito Antonio Conte in panchina si può vedere come Carrera, in 10 partite come allenatore, ha ottenuto 7 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte, con una percentuale di vittorie del 70%. Lo score di Alessio, invece, dice che in 12 gare disputate, ha ottenuto 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con una percentuale di vittorie di 66,6%.

Tutto ciò sono solo dei freddi numeri, che piacciono agli statistici: la realtà è che il condottiero bianconero ha saputo creare un gruppo vincente ed un filo conduttore efficace tra lui, i suoi collaboratori ed i suoi giocatori, tale che, anche in sua assenza, tutti sapevano esattamente quali fossero i loro compiti.

Massimiliano di Cesare

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