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Champions League, Shakhtar Donetsk-Juventus: vigilia infuocata

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Lucescu: ”La sorte di Juve e Chelsea dipende da noi”

DONETSK, 5 DICEMBRE – La partita è decisiva, più per la Juve che per lo Shakhtar già qualificato, ma entrambe voglio vincere: i padroni di casa, scottati dalla squalifica di Luis Adriano per aver violato i principi del Fair Play nella gara contro i danesi del Nordsjaelland, e per questo squalificato, non hanno nessuna intenzione di combinare “biscotti”. I bianconeri, da par loro, hanno a disposizione due risultati su tre, pareggio o vittoria, e nel caso in cui dovessero perdere sarebbero fuori dalla Champions.

Nella consueta conferenza stampa, presenti per la Juve il capitano Gigi Buffon ed il tecnico Angelo Alessio, si avverte questa tensione. Ecco le parole di Buffon: “L’insidia più grande è che esca fuori il terzo risultato, cioè quello che non ci farebbe molto piacere, per cui è un insidia molto grande, un’insidia che temiamo. Più che altro perché conosciamo il valore della nostra avversaria e la rispettiamo tanto. Loro sono già qualificati, è vero, ma è anche vero che quando uno è già qualificato non ha nulla da perdere. Diciamo che nell’arco di questi 4-5 mesi, nei quali abbiamo affrontato sia il campionato che la Coppa Campioni, penso che si possa dire serenamente che il processo di crescita della Juve sia consolidato, nel senso che al di là di come andrà a finire domani (oggi, ndr)credo che affrontare questo girone e vincere delle partite come abbiamo fatto noi, significa che sei una squadra che ha tutti i crismi per incutere timore agli avversari. Poi è chiaro che soprattutto per noi, il risultato, il passaggio del turno, diventa fondamentale. Al di là di quello, l’impressione che la Juve sta dando quest’anno è che ugualmente è tornata competitiva anche a livello europeo”. Su un possibile arrivo in finale: Sognare non costa nulla, è tutto gratis. Ma è anche vero che bisogna essere realisti: tre o quattro squadre restano più forti di noi per varie ragioni, ma ormai possiamo davvero giocarcela con tutti”.

Qualche giornalista incalza sulla famosa frase di Buffon, Meglio due feriti che un morto”, che ha fatto tanto discutere. Il portiere bianconero risponde cosi: Domanda sbagliata, non ci sono i requisiti. Si parla solo di qualificazione, ma c’è anche differenza tra chi arriva primo e chi arriva secondo, visto chi si va poi ad affrontare negli ottavi. Diciamo che evitare subito potenziali vincitrici sarebbe meglio. Ma al di là di come finirà domani, per come abbiamo affrontato questo girone e vinto certe partite, la squadra ha tutti i crismi per incutere timore agli avversari. Anche in Europa siamo tornati competitivi”.

A spegnere facili entusiasmi ci pensa il tecnico Angelo Alessio, che prima però risponde a tono al tecnico degli ucraini Mircea Lucescu, il quale aveva definito il gioco in attacco dei bianconeri prevedibile: “Qualcuno dice che facciamo un calcio prevedibile, ma quelle di Lucescu rimangono parole. Anche il Barcellona gioca sempre lo stesso calcio: tutti lo conoscono ma resta la squadra più forte”. Il tecnico, all’ultima panchina bianconera prima del rientro di Antonio Conte, esclude che la squadra vada a Donetsk per cercare il pareggio: Incontreremo la squadra più tosta del girone, sono primi, ma noi siamo cresciuti e possiamo fare il risultato. Non possiamo contare sui due risultati. Dobbiamo fare la partita e pensare solo a giocare come sappiamo. Dovremo lottare su ogni pallone”. Infine su Chiellini, ripresosi dall’infortunio: “Ieri si è allenato ed è disponibile. Toccherà a Conte decidere sul suo impiego”.

Una vecchia volpe del calcio europeo, come Mircea Lucescu, sa come provocare l’avversario, e lo fa benissimo in questa conferenza stampa, puntando sull’ironia ma allo stesso tempo sa essere pungente. La sua conferenza stampa inizia con una provocazione ad Antonio Conte: “So che s’era arrabbiato (per la frase “attaccano in maniera prevedibile”, ndr), ma la verità è che apprezzo molto il gioco di Conte. Lui deve solo sapere quando rispondere e quando non rispondere, ma è giovane, lo saprà fare tra vent’anni. Anche il Barcellona è totalmente prevedibile, ma è fortissimo”.

Lucescu affronta l’argomento del “biscotto”, e risponde cosi: “Il Chelsea è lontano, a Londra, e a me non mi interessa. Come poi neppure degli italiani, anche se sono molto legato al vostro Paese. Ma noi andiamo in campo per provare di vincere, come sempre, però giochiamo contro una squadra forte, molto, molto forte. Per noi è un esame che sosterremo davanti a un professore importante, un accademico: la Juventus, con la sua storia e il suo potere. È fantastico che il destino di due grandi club come Chelsea e Juve dipenda da noi. Non conoscevo il termine ‘biscotto’ fino a qualche giorno fa. Se mi piace? Dipende, se amaro o dolce…”.

Infine, il tecnico romeno torna poi sul derby vinto dalla Juve contro il Torino: “La Juve è stata molto aiutata dall’errore del polacco (Glik, ndr), perché difficilmente avrebbe potuto vincere la partita. E’ una squadra costruita in una sola direzione. Anche se poi per fare risultato devi allenare”.

Massimiliano di Cesare

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