Orazio Rotunno

Brasile, Ct Scolari non vuole prime donne: impegno, o tutti in banca!

Brasile, Ct Scolari non vuole prime donne: impegno, o tutti in banca!
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

SAN PAOLO, 30 NOVEMBRE – E’stato scelto più per il suo carisma, che per le capacità tecnico-tattiche. E subito Felipe Scolari dimostra perchè con la sua prima uscita fuori le righe da neo Ct del Brasile. Una dichiarazione che fa scalpore, e che ha scatenato un mare di polemiche in patria: “Se non sopportate la pressione, andate al Banco do Brasil, con un ufficio e senza fare nulla“. Apriti cielo, la risposta degli impiegati citati in questione. Ma Scolari è stato scelto per questo, coadiuvato da un altro Ct Campione del Mondo, quel Carlos Pereira che guidò i verdeoro alla conquista del Mondiale di usa 94′ ai rigori contro l’Italia. Due santoni del calcio, a guidare una banda di piccoli fenomeni in Patria.

IL TITOLO PIU’ IMPORTANTE DELLA STORIA – Così lo presenta Scolari, il prossimo Campionato del Mondo in Brasile nel 2014. Perchè giocato in casa, perchè 10 anni senza vincere da quelle parti sono un dramma e perchè la generazione di fenomeni che sta venendo su giustifica le enormi aspettative. Sarà il Brasile di Neymar, Oscar e Lucas: il Ct afferma che ad oggi loro non sono i favoriti, ma lavoreranno per arrivarci da tali fra 2 anni. Scelto per personalità e carisma, in Patria gode di un’immunità sacra dovuta al titolo del 2002. Qualcuno avrebbe da ridire su questo, e che allenare Cafù, Roberto Carlos, Lucio, Rivaldo, Ronaldinho e Ronaldo non fosse la cosa più difficile del mondo. E in verità, i risultati post-mondiale darebbero ragione ai suoi detrattori: finale degli Europei persa col Portogallo contro la modesta Grecia, fallimento totale nel 2009 col Chelsea ed esonerato con il Palmeiras di recente dopo aver incredibilmente portato il leggendario club paulista alla retrocessione. Un’impresa da pochi quest’ultima, che li è valsa la panchina più prestigiosa al mondo di questi tempi. Sarà affiancato da Perreira, Campione del mondo nel 94′: in due fanno quasi 140 anni ed un curriculum che annovera un solo grande risultato in carriera, ma il più importante. Sono stati scelti per fungere da “parafulmini” alle eventuali tempeste di critiche che cadranno sulla testa dei giovani talenti brasiliani al primo errore, scelta intelligente da questo punto di vista ma che mette in secondo piano la guida tecnica della nazionale.

FATICA E SUDORE, O IL BANCO DO BRASIL VI ASPETTA – Se non sopportate la pressione, potete andare a lavorare al Banco do Brasil, vi ritroverete in un ufficio e non farete nulla. Ecco la frase che ha scatenato l’ira funesta degli impiegati della banca brasiliana. Immediata la risposta: “Il Banco do Brasil deplora l’infelice commento dell’allenatore Luis Felipe Scolari e afferma di avere 116 mila dipendenti che, ogni giorno, indossano la maglia della banca, con i colori del Brasile, e lavorano con dedizione e impegno. Arrivano con stessa rapidità le scuse del Ct, “E’ stata solo un’uscita infelice, non volevo offendere nessuno“. Chiara comunque l’idea di imporre subito la propria personalità e credo calcistico di Scolari. Far capire ai suoi giocatori quanto questo appuntamento sia importante e di significato storico. Abituandoli da subito ad avere a che fare con una pressione via via crescente di qui in avanti, la cui gestione sarà fondamentale per esprimersi al meglio. E la sensazione è proprio questa: il compito principale del duo Scolari-Pereira sarà quello di “allenare” mentalmente Neymar e compangni. Riuscissero in questo compito, i piedi d’oro dei vari e tanti piccoli fenomeni faranno il resto alla grande.

Orazio Rotunno

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *